Per gli europei gli Stati Uniti di Trump sono un “partner necessario” più che “un alleato”
di Enrico FranceschiniLONDRA – Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e la sua politica estera, unilaterale e isolazionista, spingono l’Europa a non considerare più gli Stati Uniti come un alleato, bensì un “partner necessario”, con cui avere un rapporto “più pragmatico”. È il risultato di un sondaggio condotto in 11 Paesi dell’Unione Europea, più Regno Unito, Svizzera e Ucraina, dallo European Council on Foreign Relations. L’indagine rivela inoltre un approccio comune europeo alla prospettiva di un negoziato per mettere fine alla guerra in Ucraina, ma divisioni sulle relazioni da intrattenere con Mosca e con Kiev a conclusione del conflitto.
Intitolato “Transatlantic Twlight: European public opinion and the long shadow of Trump (Il Tramonto transatlantico: l’opinione pubblica europea e l’ombra lunga di Trump), a cura di Jana Puglierin, Arturo Varvelli e Pawel Zerka, il sondaggio ha interpellato cittadini di 14 Paesi: Germania, Francia, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna, Danimarca, Estonia, Rom…
LONDRA – Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e la sua politica estera, unilaterale e isolazionista, spingono l’Europa a non considerare più gli Stati Uniti come un alleato, bensì un “partner necessario”, con cui avere un rapporto “più pragmatico”. È il risultato di un sondaggio condotto in 11 Paesi dell’Unione Europea, più Regno Unito, Svizzera e Ucraina, dallo European Council on Foreign Relations. L’indagine rivela inoltre un approccio comune europeo alla prospettiva di un negoziato per mettere fine alla guerra in Ucraina, ma divisioni sulle relazioni da intrattenere con Mosca e con Kiev a conclusione del conflitto.
Intitolato “Transatlantic Twlight: European public opinion and the long shadow of Trump (Il Tramonto transatlantico: l’opinione pubblica europea e l’ombra lunga di Trump), a cura di Jana Puglierin, Arturo Varvelli e Pawel Zerka, il sondaggio ha interpellato cittadini di 14 Paesi: Germania, Francia, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna, Danimarca, Estonia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Ucraina, Svizzera e Regno Unito.
Negli undici Paesi membri della Ue, una media del 50 per cento ora considera gli Stati Uniti un “partner necessario”, mentre solo il 21 per cento li definisce “un alleato”, un mutamento che suggerisce ai rispettivi governi europei un approccio più “pragmatico” e “transazionale” nelle questioni globali, commentano i curatori dello studio.
Il report rileva inoltre opinioni divergenti sulla portata e la forma dell’impegno di Bruxelles verso la Cina: i Paesi dell’Europa meridionale e sud-orientale, tra cui Bulgaria, Ungheria, Romania, Spagna e Italia, mostrano una visione più positiva del gigante asiatico rispetto a quelli più a ovest o a nord, come Danimarca e Germania, dove la maggioranza vede invece la Cina come un rivale o un nemico dell’Europa.
Una simile divisione è presente anche sul tema dell’Ucraina. Se gli europei sono in gran parte uniti nell’aspettarsi negoziati di pace fra Mosca e Kiev nel prossimo futuro, le opinioni su cosa tali negoziati dovrebbero comportare e come dovrebbero concludersi variano notevolmente.
Gli autori del rapporto ritengono che Donald Trump non abbia cambiato opinione sulla Ue rispetto al suo primo mandato, quando la giudicava piuttosto negativamente, arrivando a descriverla in alcune occasioni come un “avversario” e “un inferno burocratico”, notando fra l’altro che la Casa Bianca si oppone all’ambizione europea a una transizione verso un’economia sostenibile ed è critica verso ogni regolamentazione della libertà di espressione sui social media. In questo panorama più complesso, conclude la ricerca, la collaborazione tra europei più ottimisti sui rapporti con Washington e quelli più pragmatici sarà fondamentale, cercando di resistere alla tentazione di stabilire relazioni privilegiate con Trump a spese di altri alleati europei.
L’opinione prevalente vede dunque gli Usa più come un partner di cui si ha bisogno che come un alleato: la maggioranza la pensa così in Polonia (45 per cento “America partner necessario” contro 31 per cento “America alleato”), Danimarca (53 a 30 per cento), Ucraina (67-27), Spagna (57-14), Estonia (55-28), Portogallo (55-18), Italia (53-18), Regno Unito (44-37). Il sondaggio suddivide i cittadini in quattro categorie circa il futuro dell’Europa unita: euro-ottimisti, euro-pessimisti, euro-realisti e un quarto gruppo secondo cui la Ue rischia di scomparire ma per il momento continua a essere una potenza mondiale a livello di Stati Uniti e Cina.