✕

Bannon ammette la truffa sul muro con il Messico, ma evita il carcere

(reuters)

Ascolta l'audio

Lo storico stratega di Trump si è dichiarato colpevole di aver usato a fini personali i soldi raccolti e ha patteggiato una condanna condizionale di tre anni
1 minuti di lettura

NEW YORK – Steve Bannon, lo storico stratega di Donald Trump e tra i fondatori del movimento Maga, si è dichiarato colpevole davanti alla corte penale di Manhattan di aver truffato i donatori che avevano finanziato la costruzione del muro anti-migranti al confine con il Messico. Bannon, 71 anni, ha patteggiato una condanna condizionale di tre anni, cioè non andrà in carcere se non commetterà altri reati, ma lui non dovrà fare appello. Il populista di estrema destra ha risposto «sì, vostro onore», quando la giudice April Newbauer gli ha chiesto se aveva compreso le condizioni dell’accordo, che prevede anche il divieto di guidare organizzazioni noprofit e raccolte di fondi nello Stato di New York.

Il processo sarebbe dovuto cominciare a marzo. Bannon era stato incriminato nel 2022 dalla procura distrettuale di Manhattan per aver messo in piedi uno schema che aveva utilizzato per scopi personali almeno 15 dei 25 milioni di dollari donati per il progetto “We Build the Wall”. Invece …

NEW YORK – Steve Bannon, lo storico stratega di Donald Trump e tra i fondatori del movimento Maga, si è dichiarato colpevole davanti alla corte penale di Manhattan di aver truffato i donatori che avevano finanziato la costruzione del muro anti-migranti al confine con il Messico. Bannon, 71 anni, ha patteggiato una condanna condizionale di tre anni, cioè non andrà in carcere se non commetterà altri reati, ma lui non dovrà fare appello. Il populista di estrema destra ha risposto «sì, vostro onore», quando la giudice April Newbauer gli ha chiesto se aveva compreso le condizioni dell’accordo, che prevede anche il divieto di guidare organizzazioni noprofit e raccolte di fondi nello Stato di New York.

Il processo sarebbe dovuto cominciare a marzo. Bannon era stato incriminato nel 2022 dalla procura distrettuale di Manhattan per aver messo in piedi uno schema che aveva utilizzato per scopi personali almeno 15 dei 25 milioni di dollari donati per il progetto “We Build the Wall”. Invece di rendere la costruzione del muro un fatto reale, il consigliere aveva versato, tra l’altro, più di centomila dollari alla campagna per la rielezione del presidente del 2020. Quello stesso anno i procuratori federali avevano incriminato Bannon in relazione ad altre accuse ma Trump, poco prima di lasciare la Casa Bianca, aveva graziato il suo amico. Altri complici tra cui il presidente del gruppo Brian Kolfage, che non avevano ricevuto lo stesso favore, sono stati stati condannati a più di quattro anni di carcere.

Essendo una condanna per reato statale e non federale, Trump non ha l’autorità di graziare di nuovo il suo consigliere, ma nessuno può escludere che non tenti qualcosa, in segno di riconoscenza e per galvanizzare la base elettorale, Anche perché, in caso di violazione, Bannon potrebbe finire in galera e scontare una pena di oltre quattro anni.

L’anno scorso, quello che ora è tra i più duri critici di Elon Musk nel movimento Maga - il Wall Street Journal ha rivelato che Bannon avrebbe consigliato Trump di “dire a Musk di fottersi e fare presto con i tagli, perché ci sta rendendo tutti ridicoli” - ha passato quattro mesi in carcere per essersi rifiutato di testimoniare davanti alla commissione del Congresso nell’inchiesta sull’insurrezione del 6 gennaio 2021, quando centinaia di sostenitori trumpiani avevano assaltato il Campidoglio nel tentativo di bloccare la certificazione della vittoria di Joe Biden.

Leggi i commenti