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Cybertruck e affari spaziali: ecco cosa guadagna Musk nel patto con Trump

(reuters)

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Il padrone di Tesla ha donato 250 milioni di dollari alla campagna del presidente. Ma si sta rivelando un buon investimento. A parte la fuga dei liberal dalla sua auto
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LONDRA – L’ultimo esempio della straordinaria prossimità di Elon Musk con Donald Trump è arrivato questa settimana quando l’uomo più ricco del mondo, ministro dell’Efficienza Governativa nella nuova amministrazione Usa, ha parlato nell’Ufficio Ovale della Casa Bianca, con il figlioletto sulle spalle e un cappellino da baseball in testa, in piedi di fianco al presidente, che era seduto alla scrivania.

Musk influenza le scelte politiche di Trump in molti modi, dai tagli alla spesa pubblica a questioni di politica estera che formalmente non rientrano nelle sue competenze. Il suo ruolo di “influencer-in-chief”, per dirla all’americana, gli porta anche considerevoli vantaggi economici, sebbene in certi campi possa diventare un danno. Il Financial Times ha fatto un po’ di conti per capire, in parole povere, cosa ci guadagna Elon dallo stretto rapporto con Donald: nel complesso, i 250 milioni di dollari che gli ha donato per l…

LONDRA – L’ultimo esempio della straordinaria prossimità di Elon Musk con Donald Trump è arrivato questa settimana quando l’uomo più ricco del mondo, ministro dell’Efficienza Governativa nella nuova amministrazione Usa, ha parlato nell’Ufficio Ovale della Casa Bianca, con il figlioletto sulle spalle e un cappellino da baseball in testa, in piedi di fianco al presidente, che era seduto alla scrivania.

Musk influenza le scelte politiche di Trump in molti modi, dai tagli alla spesa pubblica a questioni di politica estera che formalmente non rientrano nelle sue competenze. Il suo ruolo di “influencer-in-chief”, per dirla all’americana, gli porta anche considerevoli vantaggi economici, sebbene in certi campi possa diventare un danno. Il Financial Times ha fatto un po’ di conti per capire, in parole povere, cosa ci guadagna Elon dallo stretto rapporto con Donald: nel complesso, i 250 milioni di dollari che gli ha donato per la campagna presidenziale 2024 sono stati per lui un buon investimento.

X

Musk ha speso 44 miliardi di dollari per acquistare il social media precedentemente chiamato Twitter, affermando lui per primo di averlo pagato troppo. Il debito accumulato per comprarlo e la fuga da X di numerosi inserzionisti in disaccordo con la sua deriva ultranazionalista hanno inizialmente provocato un declino per il social, che a un certo punto sembrava rischiare addirittura la bancarotta. Ma la vicinanza con Trump e in particolare il suo ingresso nel governo stanno rilanciando X. La pubblicità ritorna, compresa quella di Amazon. La Casa Bianca ha inoltre segnalato che il sostegno americano alla Nato potrebbe essere condizionato a una riduzione delle regolamentazioni minacciate dall’Unione Europea nei confronti del social network di Musk.

Tesla

L’azienda leader mondiale di auto elettriche è il pilastro dell’impero economico di Musk, pari a 150 miliardi di dollari, circa un terzo della sua ricchezza personale. La decisione di Trump di cancellare l’obiettivo fissato dal suo predecessore Joe Biden, secondo cui metà dei nuovi veicoli venduti in America entro il 2030 avrebbero dovuto essere a elettricità, potrebbe danneggiare la Tesla, anche se Musk sostiene che il provvedimento è un problema soprattutto per le compagnie automobilistiche rivali. Ma l’anno scorso, per la prima volta in un decennio, le vendite della Tesla sono calate, particolarmente in Europa: un risultato attribuito da alcuni proprio alle posizioni politiche pro-Trump di Musk. In sostanza, i progressisti non comprerebbero più Tesla, per protesta contro l’atteggiamento del proprietario.

Il dipartimento di Stato ha stanziato 400 milioni di dollari per acquistare cybercamion corazzati dalla Tesla, ennesimo appalto governativo per Musk, che negli ultimi cinque anni ha ricevuto 13 miliardi di dollari in contratti dallo Stato americano.

Space X

L’azienda aerospaziale fondata da Musk è diventata rapidamente un colosso da 350 miliardi di dollari, di fatto il vettore principale usato dalla Nasa per il suo programma. Ha ottenuto contratti miliardari dal governo e potenzialmente è destinata a crescere ancora di più con il piano di Musk per inviare astronauti su Marte. Il nuovo direttore della Nasa scelto da Trump, Jared Isaacman, ha forti legami con Musk e anche questo lo favorisce. Ulteriori vantaggi risulteranno se l’iniziativa su satelliti in grado di intercettare missili nello spazio, sostenuta da Trump, andrà avanti: Space X è l’unica azienda in grado di installarli rapidamente.

Starlink

All’interno di Space X c’è poi Starlink, una rete di oltre 7 mila satelliti in bassa orbita attorno alla Terra, con cui Musk mira a sostituire il sistema globale a fibre ottiche. Sotto l’amministrazione Biden, Starlink aveva incontrato resistenza da parte delle autorità sulle comunicazioni alla sua richiesta di aumentare fino a 30 mila il numero dei satelliti, ma con la rielezione di Trump questi ostacoli dovrebbero scomparire. La sua alleanza con Trump, tuttavia, ha avuto anche conseguenze negative in questo settore: il Canada ha cancellato un contratto con Starlink in risposta all’aumento delle tariffe doganali deciso dalla Casa Bianca. In Brasile il governo ha temporaneamente messo al bando l’azienda nel quadro delle contestazioni giudiziarie al social X, dopo che Musk era intervenuto a sostegno di cause di destra nella politica brasiliana. E anche altrove, Italia compresa, il possibile utilizzo della sua rete di suoi satelliti è fonte di polemiche, in parte collegate all’associazione di Musk con Trump.

XAI

Biden aveva ordinato controlli sulla sicurezza della nascente industria dell’Intelligenza Artificiale. Trump li ha immediatamente cancellati, promettendo di stabilire un dominio mondiale americano nel settore. Insieme alla nomina di David Sacks, un amico di Musk, a “zar dell’Artificial Intelligence”, questo può avvantaggiare xAI, la start-up da lui creata due anni fa. Negli ultimi giorni Musk ha lanciato un tentativo di acquisizione ostile da quasi 100 miliardi di dollari di OpenAi, la società rivale creata da Sam Altman: quest’ultimo ha ammonito che sarebbe “profondamente contrario all’etica americana” se Musk usasse la sua influenza su Trump e il suo ruolo di ministro dell’Efficienza per mettere in difficoltà un concorrente.

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