Ucraina, via al negoziato Usa-Russia. “Acceleriamo senza l’Europa al tavolo”
di Massimo BasileNEW YORK — L’Europa non siederà al tavolo dei negoziati, che cominceranno nei prossimi giorni a Riad, in Arabia Saudita. Donald Trump va avanti per conto suo e in fretta, senza gli europei, per mettere fine al conflitto tra Russia e Ucraina. Dopo ore di messaggi contrastanti con la tecnica del poliziotto buono e quello cattivo, la posizione ufficiale degli Stati Uniti si è materializzata a Monaco, per bocca dell’inviato speciale di Trump in Ucraina. Alla domanda se l’Europa sarebbe stata presente ai colloqui con la Russia, l’ex generale veterano del Vietnam Keith Kellogg ha risposto: «Appartengo alla scuola del realismo e non accadrà». «Potrebbe essere - ha aggiunto - come il gesso sulla lavagna: potrà irritare qualcuno, ma sono molto onesto. Ai miei amici europei dico: entrate nel dibattito, non lamentandovi del fatto che potreste essere, sì o no, al tavolo, ma proponendo idee e aumentando la spesa militare».
Poche ore dopo è arrivata la conferma dell’accelerazione di Washington…
NEW YORK — L’Europa non siederà al tavolo dei negoziati, che cominceranno nei prossimi giorni a Riad, in Arabia Saudita. Donald Trump va avanti per conto suo e in fretta, senza gli europei, per mettere fine al conflitto tra Russia e Ucraina. Dopo ore di messaggi contrastanti con la tecnica del poliziotto buono e quello cattivo, la posizione ufficiale degli Stati Uniti si è materializzata a Monaco, per bocca dell’inviato speciale di Trump in Ucraina. Alla domanda se l’Europa sarebbe stata presente ai colloqui con la Russia, l’ex generale veterano del Vietnam Keith Kellogg ha risposto: «Appartengo alla scuola del realismo e non accadrà». «Potrebbe essere - ha aggiunto - come il gesso sulla lavagna: potrà irritare qualcuno, ma sono molto onesto. Ai miei amici europei dico: entrate nel dibattito, non lamentandovi del fatto che potreste essere, sì o no, al tavolo, ma proponendo idee e aumentando la spesa militare».
Poche ore dopo è arrivata la conferma dell’accelerazione di Washington. Il sito americano Politico, citando rappresentanti repubblicani del Congresso, ha annunciato che i negoziati partiranno nei prossimi giorni in Arabia Saudita e vedranno la partecipazione del segretario di Stato americano Marco Rubio, il consigliere alla sicurezza nazionale Michael Waltz e l’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff. Non sono previsti rappresentanti delle potenze europee. Il messaggio lanciato dall’ex generale, secondo alcuni, potrebbe rientrare nella strategia preferita da Trump: alzare la posta, per costringere l’Europa ad accettare condizioni dure pur di non perdere il posto al tavolo dei negoziati. Ma fino a un certo punto. Il presidente degli Usa vuole essere convinto dagli alleati a coinvolgerli, e non è chiaro in quale posizione.
Secondo il Financial Times, gli Usa hanno chiesto ai governi Ue di fornire proposte dettagliate su armi, truppe di pace e accordi di sicurezza da offrire all’Ucraina come parte di eventuali garanzie per mettere fine alla guerra. La richiesta è stata inviata dal dipartimento di Stato alle capitali europee. «Questo documento - ha commentato al quotidiano uno dei funzionari europei - è il modo in cui ci assicuriamo di essere coinvolti». Il problema, ha ricordato Kellogg, è che «Trump non vuole ripetere gli errori del formato di Minsk», quando nei negoziati di dieci anni fa sull’Ucraina c’erano state «troppe» persone e non si arrivò a un accordo poi rispettato.
Al momento gli Stati Uniti hanno fretta ma non un piano. «L’amministrazione - ha spiegato l’ex generale - è in carica solo da 25 giorni». Poi, citato da Rbc Ucraina, l’inviato Usa ha parlato di negoziati che andranno avanti su un «doppio binario»: lui terrà i contatti con Europa e Kiev, mentre Witkoff, che ha avuto un ruolo chiave nello scambio di prigionieri con Mosca, manterrà quelli con la Russia. «Lo stiamo facendo - ha spiegato Kellogg - per accelerare. Io - ha concluso - vivo secondo i tempi di Trump: mi prendo 180 giorni di tempo per coinvolgere tutte le parti. Ho avviato il conto alla rovescia».
Rubio, che nei giorni precedenti aveva parlato degli accordi economici tra Usa e Ucraina, lasciando da parte il tema dell’Europa, ha rassicurato gli alleati al G7 che si è tenuto a margine della Conferenza di Monaco sull’obiettivo di garantire «indipendenza e stabilità all’Ucraina», ma poi si è mosso in autonomia: ha chiesto e ottenuto di parlare al telefono con il suo omologo russo, Sergey Lavrov. Durante il colloquio hanno espresso «disponibilità a lavorare insieme per ripristinare un dialogo reciprocamente rispettoso in conformità col tono stabilito» da Putin e Trump su Ucraina e Medio Oriente, con Washington pronta a concedere la riscrittura dell’architrave di sicurezza chiesta da Mosca.
In questo doppio binario diplomatico, l’Europa occupa la posizione più vulnerabile. Il tempo della concertazione di Joe Biden è finito. Mentre Rubio vedrà la delegazione russa, Kellogg comincerà un giro per le capitali Ue. Prima tappa: Bruxelles. I governi hanno poco tempo per convincere Trump a coinvolgerli. Ammesso che The Donald lo voglia davvero.