Raid russo su Mykolaiv, 100 mila al freddo. “Mosca vuole la guerra”
dal nostro inviato Paolo BreraKIEV — Tagliato fuori dal vertice tra Russia e Stati Uniti che sta nascendo in Arabia Saudita, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ieri sera è atterrato in visita ufficiale negli Emirati insieme alla moglie. A Riad ha spedito comunque una delegazione ucraina per preparare la sua imminente visita nel Paese. Secondo il vice primo ministro Yulia Svyrydenko si firmeranno «importanti accordi economici con i Paesi della regione», ma le suggestioni sono ben altre.
Se Usa e Russia accelerano, Kiev frena puntando il dito su quella che ritiene una corsa allo sbaraglio. «Chi cerca onestamente la pace e si prepara a negoziati non agisce così», dice Zelensky commentando l’ultima notte di attacchi russi che ha centrato «un’infrastruttura critica», la centrale termoelettrica di Mykolaiv, lasciando «più di centomila persone al gelo, senza possibilità di riscaldarsi a causa di un drone russo Shahed. Una normale città ucraina. Una normale infrastruttura civile. Non ha nulla a che fare con le …
KIEV — Tagliato fuori dal vertice tra Russia e Stati Uniti che sta nascendo in Arabia Saudita, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ieri sera è atterrato in visita ufficiale negli Emirati insieme alla moglie. A Riad ha spedito comunque una delegazione ucraina per preparare la sua imminente visita nel Paese. Secondo il vice primo ministro Yulia Svyrydenko si firmeranno «importanti accordi economici con i Paesi della regione», ma le suggestioni sono ben altre.
Se Usa e Russia accelerano, Kiev frena puntando il dito su quella che ritiene una corsa allo sbaraglio. «Chi cerca onestamente la pace e si prepara a negoziati non agisce così», dice Zelensky commentando l’ultima notte di attacchi russi che ha centrato «un’infrastruttura critica», la centrale termoelettrica di Mykolaiv, lasciando «più di centomila persone al gelo, senza possibilità di riscaldarsi a causa di un drone russo Shahed. Una normale città ucraina. Una normale infrastruttura civile. Non ha nulla a che fare con le ostilità o la situazione al fronte. È un’altra chiara dimostrazione che i russi sono in guerra con la nostra gente e la vita stessa in Ucraina». Un drone come quello che ha colpito nei giorni scorsi il sarcofago della centrale nucleare di Chernobyl, e che Zelensky aveva portato a Monaco come prova della irresponsabilità di Mosca (la quale aveva però smentito di esserne responsabile). Questo nuovo drone di Mykolaiv fa ribadire a Zelensky che occorre «una risposta forte, un coordinamento più stretto tra tutti i partner e sforzi unificati per costringere la Russia alla pace». È la linea politica di Kiev, che non vede spiragli in una trattativa con Mosca da una posizione di inferiorità.
Le previsioni di un cessate il fuoco nei prossimi mesi, che Trump vorrebbe entro Pasqua, in assenza di solide garanzie preoccupano la presidenza ucraina. Il cessate il fuoco obbligherebbe Kiev a convocare le elezioni presidenziali, ed è ciò a cui punta apertamente Mosca per liberarsi di Zelensky. In un’intervista Censor.net, l’ex presidente Petro Poroshenko ha dato persino una data: ha detto che le elezioni «saranno il 26 ottobre di quest’anno». Nei giorni scorsi Zelensky aveva messo sotto sanzioni lo stesso Poroshenko.