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La premio Nobel Matviichuk: “Putin userà l’Ucraina come ponte per prendersi l’Europa”

Oleksandra Matviichuk / Foto Facebook 

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Intervista alla direttrice del Centro per le libertà civili di Kiev. “La sua è una logica storica. Non è matto, è pragmatico ed efficiente. Vuole ripristinare l’impero russo”
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MONACO – Oleksandra Matviichuk è reduce dalla Conferenza di Monaco più scioccante da decenni. Soprattutto per il suo popolo, per gli ucraini. Che sembrano ormai immolati sull’altare di un ordine mondiale che sta collassando e di una superpotenza, gli Stati Uniti, che lo sta ridefinendo con la clava, esclusivamente per realizzare i propri interessi. E la direttrice del Centro per le libertà civili di Kiev, l’associazione che nel 2022 ha ottenuto il Nobel per la pace, avverte: “Putin userà l’Ucraina come ponte per prendersi l’Europa”. Per l’avvocata ucraina che si batte da sempre per i diritti civili, è fondamentale che il negoziato per la pace definisca i diritti degli ucraini che rimarranno eventualmente nei territori occupati dai russi. “Sono privi di diritti e la colonizzazione russa sta accelerando”, rivela in quest’intervista con Repubblica.

Matviichuk, che impressione ha ricavato dei suoi incontri alla Conferenza di Monaco?

“La Russia si sta macchiando di crimini di guerra e…

MONACO – Oleksandra Matviichuk è reduce dalla Conferenza di Monaco più scioccante da decenni. Soprattutto per il suo popolo, per gli ucraini. Che sembrano ormai immolati sull’altare di un ordine mondiale che sta collassando e di una superpotenza, gli Stati Uniti, che lo sta ridefinendo con la clava, esclusivamente per realizzare i propri interessi. E la direttrice del Centro per le libertà civili di Kiev, l’associazione che nel 2022 ha ottenuto il Nobel per la pace, avverte: “Putin userà l’Ucraina come ponte per prendersi l’Europa”. Per l’avvocata ucraina che si batte da sempre per i diritti civili, è fondamentale che il negoziato per la pace definisca i diritti degli ucraini che rimarranno eventualmente nei territori occupati dai russi. “Sono privi di diritti e la colonizzazione russa sta accelerando”, rivela in quest’intervista con Repubblica.

Matviichuk, che impressione ha ricavato dei suoi incontri alla Conferenza di Monaco?

“La Russia si sta macchiando di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. E sono qui a Monaco perché è importante che il negoziato sulla possibile fine del conflitto non dimentichi la dimensione umana. È ingenuo pensare che Putin abbia invaso l’Ucraina solo per conquistare il nostro Paese, non sogna di avere Avdiivka o Kherson. Putin ha cominciato questa guerra perché vuole usare l’Ucraina come ponte per attaccare l’Europa. E’ una logica storica. Putin non è matto, è pragmatico ed efficiente. Lui vuole occupare l’Ucraina per ripristinare l’impero russo. Ed è il motivo per cui è essenziale che all’Ucraina vengano immediatamente riconosciute delle garanzie per la sicurezza. Ma bisogna anche parlare dei territori occupati”

Cioè negoziare per garantire gli ucraini che resteranno nei territori occupati?

“Cosa succederà ai 20mila bambini ucraini rapiti in Russia? E che ne sarà di miriadi di civili che sono sottoposti ogni giorno nei territori occupati a torture, detenzioni e persecuzioni? O alle donne ucraine che in quelle aree vivono sotto la costante minaccia di essere stuprate? Gli ucraini che vivono lì non hanno diritti, non hanno strumenti per difendere le loro famiglie, le loro proprietà, la loro libertà. Nessuno ne parla ma essere occupati da Mosca significa perdere i diritti, rischiare di essere rapiti, privati della propria identità, torturati, perseguitati, strappati dei propri bambini e dei propri cari, significa carceri disumane e fosse comuni. Dobbiamo discuterne, dobbiamo garantire alle persone dei diritti, delle libertà, questi aspetti non possono essere dimenticati”.

Zelensky ha detto che accetterà solo di tornare ai confini pre-2022, implicitamente significa che vuole trattare sul Donbass, su Kherson, Zhaporizhzhia e Kursk, ma che potrebbe aver rinunciato alla Crimea.

“Non può rinunciare alla Crimea. La sua dichiarazione riflette il sentire comune ora in Ucraina: non abbiamo le forze e gli strumenti per riconquistare la penisola, ora. Sono undici anni che gli ucraini subiscono l’occupazione russa. Ma ultimamente c’è stata una enorme accelerazione, nella colonizzazione. Determinati processi che di solito impiegano anni, nella Crimea orientale, ora vengono realizzati in pochissimo tempo. Per esempio: l’indottrinamento dei bambini. Ho parlato con insegnanti che mi hanno raccontato che i soldati russi sequestrano i libri di testo ucraini e li sostituiscono immediatamente con quelli russi. E’ molto pericoloso. E’ un piano: è una generazione di ucraini che Mosca vuole indottrinata per essere la prossima carne da cannone quando da quei territori occupati, la Russia attaccherà l’Europa. Non siamo solo dinanzi alla violazione della Convenzione di Ginevra: lì si sta preparando una minaccia per la sicurezza europea”.

Ora che gli americani non vi aiuteranno probabilmente più, dopo che per anni avevano anche addestrato gli ucraini alla resistenza nei territori occupati, come mi confessò un generale polacco, cosa dovrebbero fare gli europei? Aiutare i partigiani nei territori occupati?

“Questa è un’epoca storica che ha bisogno di tirare fuori una vera leadership, un coraggio forte, azioni collettive di deterrenza che abbiano lo stesso effetto dell’articolo 5 del Trattato della Nato. Poi io francamente non capisco il piano di Trump. Non credo che abbia capito la differenza tra cessate il fuoco e la pace. Con Minsk abbiamo avuto un cessate il fuoco per otto anni che è stato quotidianamente violato dai russi senza che siano mai stati sanzionati. Se lui farà un accordo, se il confine di Trump sarà violato, cosa faranno gli americani? Sta arrivando un uragano, e abbiamo bisogno di restare uniti per affrontarlo”.

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