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Trump ventila il terzo mandato (vietato dalla Costituzione): “Non si può? Non ne sono sicuro”

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In un mese il presidente Usa ha scardinato le regole della politica interna ed estera Usa. Record di ordini esecutivi: 73 in appena trenta giorni, più dei suoi predecessori in interi mandati
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LONDRA - "Ci sono decenni in cui non accade nulla e poi settimane in cui accadono decenni". La celebre massima di Lenin torna alla mente dopo un mese esatto di presidenza di Donald Trump: 30 giorni che hanno sconvolto il mondo, per parafrasare il titolo del famoso libro-reportage di John Reed sulla rivoluzione bolscevica del 1917. La differenza è che Lenin e Reed si riferivano appunto ad avvenimenti rivoluzionari, a una violenta e radicale presa del potere, all'avvento di un nuovo sistema politico. Le quattro settimane di presidenza Trump vanno invece in scena in America, dal 1945 il Paese leader del mondo libero, subito dopo un'elezione democratica. Ma di rivoluzione epocale egualmente si tratta, come sottolineano le analisi del Financial Times e di altri media su quello che è successo dall'insediamento della nuova amministrazione il 20 gennaio scorso, e come traspare dalle ultime parole del presidente, che in barba alla Costituzione non esclude un terzo mandato alla Casa Bianca: "No…

LONDRA - "Ci sono decenni in cui non accade nulla e poi settimane in cui accadono decenni". La celebre massima di Lenin torna alla mente dopo un mese esatto di presidenza di Donald Trump: 30 giorni che hanno sconvolto il mondo, per parafrasare il titolo del famoso libro-reportage di John Reed sulla rivoluzione bolscevica del 1917. La differenza è che Lenin e Reed si riferivano appunto ad avvenimenti rivoluzionari, a una violenta e radicale presa del potere, all'avvento di un nuovo sistema politico. Le quattro settimane di presidenza Trump vanno invece in scena in America, dal 1945 il Paese leader del mondo libero, subito dopo un'elezione democratica. Ma di rivoluzione epocale egualmente si tratta, come sottolineano le analisi del Financial Times e di altri media su quello che è successo dall'insediamento della nuova amministrazione il 20 gennaio scorso, e come traspare dalle ultime parole del presidente, che in barba alla Costituzione non esclude un terzo mandato alla Casa Bianca: "Non si può fare? Non ne sono sicuro".

Politica estera

Trump ha stravolto tutte le coordinate della politica americana nei confronti del mondo. Ha cominciato dicendo che l'America vuole impossessarsi della Groenlandia (che appartiene alla Danimarca, membro della Nato e dell'Unione Europea), del canale di Panama (restituito dagli Usa a Panama nel 1999) e perfino del Canada, per farne il 51esimo stato degli Usa. Ha proseguito annunciando che i due milioni di palestinesi di Gaza vanno trasferiti in Egitto e Giordania, affermando che gli Stati Uniti si occuperanno di trasformare la Striscia nella "Riviera del Medio Oriente". Ha attaccato gli alleati atlantici di Washington, lasciando dire al suo vicepresidente J.D. Vance che per Washington "il nemico non è la Russia o la Cina, ma sta all'interno, è la mancanza di libertà in Europa". Infine ha aperto un negoziato con Putin, facendo due concessioni chiave ancora prima che iniziasse la trattativa (“l’Ucraina non entrerà nella Nato e non potrà riavere i territori occupati dalla Russia") per poi dichiarare che non è stata Mosca a iniziare la guerra e che il presidente ucraino Zelensky "è un dittatore".

Terzo mandato

Sul fronte domestico, l'ultimo sconvolgimento è la dichiarazione che mette in dubbio il limite di due mandati presidenziali stabilito da un emendamento alla Costituzione dopo la Seconda guerra mondiale. "Un mio terzo mandato non si può fare?", ha detto ieri Trump. "Non ne sono sicuro". Non è la prima volta che The Donald allude alla possibilità di prolungare la propria permanenza alla Casa Bianca. Un paio di settimane fa, quando i giornalisti gli hanno chiesto se il suo vice Vance fosse l'erede designato per il 2028, Trump ha risposto ermeticamente: "È presto per dirlo". In campagna elettorale aveva perfino delineato uno scenario da governo ad oltranza:"Eleggetemi e non dovrete più andare a votare". E due giorni fa ha concluso così un post sui social, a proposito della sua intenzione di abolire la tassa sul traffico a New York: "Lunga vita al re".

Politica interna

Fra le altre iniziative interne, Trump ha firmato un ordine esecutivo per abolire il diritto alla cittadinanza americana per chiunque nasce sul suolo degli Stati Uniti: una decisione contro gli immigrati clandestine ma che colpirebbe tutti, anche quelli legali già residenti in America. Come per l'ipotesi del terzo mandato, anche questo richiede non soltanto un voto favorevole della Corte Suprema (dove i giudici repubblicani, tre dei quali nominati da Trump nel suo primo mandato, sono la maggioranza), ma anche un voto del Congresso con una maggioranza di due terzi alla Camera e al Senato, e uno di tre quarti dei 50 stati americani. Sulla carta appare difficile o, meglio, impossibile che ciò avvenga. Ma il presidente potrebbe avere altre idee in mente.

Trump ha inoltre appoggiato piani per mettere la capitale Washington, che dal 1973 è un distretto indipendente dai 50 Stati Usa (e una roccaforte del partito democratico), sotto il controllo del governo federale, abolendo la carica di sindaco e dissolvendo le autorità locali. Seguendo i suggerimenti di Elon Musk, suo ministro per l'Efficienza Governativa e stretto consigliere, il presidente ha approvato tagli radicali dei dipendenti federali, sciolto Usaid, l'agenzia per gli aiuti umanitari internazionali, e ordinato una forte riduzione del budget del Pentagono.

Economia

Trump ha cancellato gli impegni presi dal suo predecessore Joe Biden per diminuire le emissioni di gas nocivi, ha dato via libera a nuove trivellazioni petrolifere in aree naturali protette ("drilll, baby, drill", scava quanto vuoi, il suo slogan in materia), e ha tolto l'obbligo di eliminare gradualmente la vendita di auto a benzina. Il provvedimento più gravido di conseguenze economiche immediate sono gli aumenti di tariffe (dazi) doganali imposti alla Cina e all'Europa.

Se l'esito della sua politica estera è ancora da verificare, sia nel negoziato per mettere fine alla guerra in Ucraina sia in quello mediorientale verso Israele, palestinesi, sauditi e Iran, sul piano economico la guerra commerciale ha prodotto per ora pochi vantaggi, con l'inflazione che non scende e il consenso nei sondaggi che non sale. Resta il fatto che in un mese Trump ha emesso più ordini esecutivi (73) di tutti i presidenti venuti prima di lui, compreso quelli che hanno governato per otto anni. E nel suo caso sono passati appena trenta giorni. Ma, come diceva Lenin, sono sembrati lunghi come decenni.

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