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L’organizzatore del Cpac: “Lavoriamo con Fdi per portare in Italia il prossimo meeting”

(agf)

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Intervista a Matt Schlapp, presidente dell’American Conservative Union che gestisce la Conservative Political Action Conference: “Speriamo vivamente in un annuncio della vostra premier. Siamo completamente d’accordo con lei su tutta la linea”
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WASHINGTON — «La prossima conferenza Cpac vorremmo organizzarla in Italia, se possibile già quest’anno. Speriamo fortemente che la premier Giorgia Meloni ci inviti a farlo, durante il discorso che terrà alla nostra riunione». Matt Schlapp si aggira per i saloni del Gaylord National Resort, a pochi metri da dove Steve Bannon sta tenendo banco con la postazione della sua War Room.

È il giorno dopo del saluto nazista sul palco, però la fila dei fan venuti ad ascoltarlo e chiedono l’autografo è lunga come al solito. Schlapp osserva soddisfatto, perché l’affollamento del pubblico pagante è una misura del successo della sua iniziativa, oltre ovviamente agli effetti sul dibattito nazionale. Certe diatribe forse lo aiutano, invece di danneggiarlo, perché può esibirle come una prova della propria militanza. Lui è stato il direttore degli Affari politici nella Casa Bianca di Bush figlio, ma quell’incarico ormai appartiene a un passato superato. Oggi Schlapp è il presidente dell’American Conserv…

WASHINGTON — «La prossima conferenza Cpac vorremmo organizzarla in Italia, se possibile già quest’anno. Speriamo fortemente che la premier Giorgia Meloni ci inviti a farlo, durante il discorso che terrà alla nostra riunione». Matt Schlapp si aggira per i saloni del Gaylord National Resort, a pochi metri da dove Steve Bannon sta tenendo banco con la postazione della sua War Room.

È il giorno dopo del saluto nazista sul palco, però la fila dei fan venuti ad ascoltarlo e chiedono l’autografo è lunga come al solito. Schlapp osserva soddisfatto, perché l’affollamento del pubblico pagante è una misura del successo della sua iniziativa, oltre ovviamente agli effetti sul dibattito nazionale. Certe diatribe forse lo aiutano, invece di danneggiarlo, perché può esibirle come una prova della propria militanza. Lui è stato il direttore degli Affari politici nella Casa Bianca di Bush figlio, ma quell’incarico ormai appartiene a un passato superato. Oggi Schlapp è il presidente dell’American Conservative Union che gestisce la Conservative Political Action Conference. Il padrone di casa, in altre parole.

Proprio ieri il New York Times ha rilanciato le accuse di molestie sessuali che pendono da tempo sulla sua testa, ma lui è concentrato sulla conferenza, dove aspetta gli interventi del presidente Donald Trump e della premier Meloni.

Da anni sta discutendo con i conservatori italiani la possibilità di organizzare nel nostro Paese la Cpac europea, finora tenuta in Ungheria, come ci confermano fonti vicine alla premier.

Ma oltre all’opportunità politica ci sono significativi problemi logistici e finanziari. Perché l’accesso alla conferenza è a pagamento e metterla in piedi costerebbe diversi milioni di euro, che dovrebbero arrivare dagli sponsor locali, se non direttamente dal governo.

È vero che volete organizzare Cpac in Italia?

«Certo. Chi non vorrebbe venire nel vostro Paese? Io sono pronto anche subito».

Una conferenza sul modello di quella che avete già tenuto negli anni scorsi nell’Ungheria di Orbán?

«Esatto. Quello è il modello, ma ogni Paese poi ha le sue caratteristiche specifiche».

Perché proprio in Italia?

«Prima di tutto per l’importanza del Paese e il suo peso specifico in Europa. Poi per l’ovvia convergenza di posizioni con il governo in carica».

Cosa pensa di Giorgia Meloni?

«Sta facendo un lavoro fantastico. Siamo completamente d’accordo con lei su tutta la linea. È la punta di diamante del movimento conservatore in Europa».

Così la Cpac italiana diventerebbe anche una spina nel fianco dell’Unione Europea?

«L’Italia ha un ruolo molto importante nella Ue e sarebbe certamente utile poter parlare con i conservatori europei in un Paese così rilevante nel continente».

Sarebbe anche un’occasione per consolidare il suo rapporto privilegiato con il capo della Casa Bianca?

«Certamente la collaborazione molto stretta che Meloni ha costruito con il presidente aumenta il valore del nostro rapporto, soprattutto perché è basata su una forte convergenza delle posizioni su tutti i temi più importanti».

Si aspetta di ricevere un invito a venire in Italia dalla premier Meloni, durante il suo discorso alla Cpac?

«Certo, magari. Sarebbe meglio per lei – afferma Schlapp con un tono scherzoso – se lo facesse».

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