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Trump attacca ancora: “Parlo meglio con Putin che con Zelensky”. E spunta l’ipotesi esilio

(reuters)

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Anche Musk contro il presidente ucraino: “Si nutre dei corpi dei suoi soldati”. Lunedì lo zar potrebbe annunciare la vittoria della guerra
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Donald Trump colpisce ancora: «Ho avuto ottimi colloqui con Putin e non altrettanto buoni con Zelensky», ha detto ieri incontrando alcuni governatori repubblicani. Alimentando ancora una volta la crepa che divide sempre di più gli Stati Uniti dagli alleati europei. Sarà particolarmente evidente lunedì a Kiev, coi vertici Ue Ursula Von der Leyen e Antonio Costa nella capitale ucraina per ricordare il terzo anniversario dell’invasione russa.

Nelle stesse ore, lo scrive il Kyiv Independent citando fonti d’intelligence locali, «Putin vorrebbe annunciare la vittoria russa su Ucraina e Nato». Anche per questo il presidente francese Emmanuel Macron quel giorno sarà invece alla Casa Bianca tentando di stuzzicare la vanità di Trump: «Non essere debole con la Russia, daresti un segnale alla Cina». Ma il tycoon ha già fatto intendere che non lo ascolterà: «È simpatico, ma non ha fatto nulla per fermare la guerra». Mentre addirittura circolano voci di un piano per spedire Zelensky in esilio …

Donald Trump colpisce ancora: «Ho avuto ottimi colloqui con Putin e non altrettanto buoni con Zelensky», ha detto ieri incontrando alcuni governatori repubblicani. Alimentando ancora una volta la crepa che divide sempre di più gli Stati Uniti dagli alleati europei. Sarà particolarmente evidente lunedì a Kiev, coi vertici Ue Ursula Von der Leyen e Antonio Costa nella capitale ucraina per ricordare il terzo anniversario dell’invasione russa.

Nelle stesse ore, lo scrive il Kyiv Independent citando fonti d’intelligence locali, «Putin vorrebbe annunciare la vittoria russa su Ucraina e Nato». Anche per questo il presidente francese Emmanuel Macron quel giorno sarà invece alla Casa Bianca tentando di stuzzicare la vanità di Trump: «Non essere debole con la Russia, daresti un segnale alla Cina». Ma il tycoon ha già fatto intendere che non lo ascolterà: «È simpatico, ma non ha fatto nulla per fermare la guerra». Mentre addirittura circolano voci di un piano per spedire Zelensky in esilio proprio in Francia. Lo scrive il New York Post, tabloid conservatore del miliardario Rupert Murdoch, citando fonti dell’amministrazione Usa.

Non è chiaro se si tratti di una provocazione o di un piano concreto, ma ad essere certo è che intervistato da Fox Trump ha pure affermato: «Zekensky non ha in mano carte per poter negoziare, non serve che il presidente ucraino sia al tavolo delle trattative».

Ennesima pressione affinché “cooperi” con gli Stati Uniti per quel che riguarda la cessione dello sfruttamento dei giacimenti di terre rare. Con gli americani a pretendere il 50 per cento dei minerali strategici contenuti nelle viscere di quel territorio. Per ora il leader ucraino ha rimandato la richiesta al mittente: «Il mio Paese non è in vendita». Ma secondo Afp che cita fonti vicine a Trump, le trattative sono in corso. «L’accordo sarà firmato a breve termine» sostiene pure il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Mike Waltz, vero falco in materia. «Per gli ucraini è vantaggioso, cosa c’è di meglio che essere partner commerciali degli Stati Uniti?», ha affermato ieri, durante la convention dei conservatori (Cpac) a Washington.

Via social, anche Elon Musk “spara” su Zelensky: «Trump fa bene a ignorarlo e a negoziare la pace indipendentemente dalla disgustosa e massiccia macchina per la corruzione del presidente ucraino, che si nutre dei cadaveri dei suoi soldati», ha addirittura scritto su X: «Se fosse un leader amato indirebbe elezioni. Non lo fa perché sa che perderebbe in maniera schiacciante nonostante abbia il controllo di tutti i media locali. Il suo popolo lo disprezza». Parole che però, insieme ad altre recenti affermazioni di The Donald, non sono piaciute agli utenti. Che per manifestare scontento hanno usato la funzionalità che consente di segnalare certi post come disinformazione (in particolare sulla versione di Trump secondo cui la guerra sarebbe stata scatenta da Kiev e non da Mosca). Ebbene come risposta Musk ha deciso di eliminare la funzione, sostenendo sia «usata sempre più da governi e media tradizionali. Risolveremo il problema».

Fra i fedelissimi di Trump, solo l’inviato speciale per l’Ucraina Keith Kellogg ha ancora parole gentili per Zelensky: «Coraggioso in un Paese sotto attacco». Elogi che però stridono con le parole del suo capo, il presidente Usa. Come se non bastasse, a pressare l’ucraino ora ci si è messo pure il suo vicino Andrzej Duda, il presidente conservatore polacco: «Mantieni la rotta di una cooperazione tranquilla e costruttiva con Trump» gli ha detto. Oggi sarà a Washington proprio per incontrare Trump. Il braccio di ferro continua.

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