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Zakharova attacca ancora: “Petizione contro Mattarella”

(ansa)

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La portavoce di Lavrov festeggia il documento, con le firme oscurate, del putiniano Lorusso
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ROMA - E siamo agli show sui social. Per la terza volta in otto giorni Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli Esteri russo, attacca Sergio Mattarella. Spunta commossa in un video su Telegram mentre riceve dal giornalista filorusso Vincenzo Lorusso diecimila firme di italiani «che non condividono il pensiero del presidente Mattarella». Una petizione anti-Quirinale per protestare contro la frase, ritenuta «blasfema», del Capo dello Stato a Marsiglia, quando disse che l’invasione dell’Ucraina aveva modalità da Terzo Reich per l’analogia dei contesti storici.

«Oggi con le mie lacrime che parlano di più di altre parole voglio esprimere tutto il dolore del nostro popolo dopo avere sentito la dichiarazione del presidente Mattarella e vorrei ricordare tutto il nostro amore nei confronti del popolo italiano che non condivide assolutamente questa dichiarazione», dice Zakharova. Quindi si asciuga gli occhi inumiditi, mentre Lorusso le spiega che «questa è solo la punta dell’iceber…

ROMA - E siamo agli show sui social. Per la terza volta in otto giorni Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli Esteri russo, attacca Sergio Mattarella. Spunta commossa in un video su Telegram mentre riceve dal giornalista filorusso Vincenzo Lorusso diecimila firme di italiani «che non condividono il pensiero del presidente Mattarella». Una petizione anti-Quirinale per protestare contro la frase, ritenuta «blasfema», del Capo dello Stato a Marsiglia, quando disse che l’invasione dell’Ucraina aveva modalità da Terzo Reich per l’analogia dei contesti storici.

«Oggi con le mie lacrime che parlano di più di altre parole voglio esprimere tutto il dolore del nostro popolo dopo avere sentito la dichiarazione del presidente Mattarella e vorrei ricordare tutto il nostro amore nei confronti del popolo italiano che non condivide assolutamente questa dichiarazione», dice Zakharova. Quindi si asciuga gli occhi inumiditi, mentre Lorusso le spiega che «questa è solo la punta dell’iceberg di tre anni di russofobia». Quindi i due intonano Bella Ciao. «A differenza di alcuni leader, la gente comune italiana ricorda il suo potente movimento partigiano al quale parteciparono attivamente migliaia di eroi sovietici che combatterono contro il fascismo», afferma la portavoce.

Russia, Zakharova riceve le firme della petizione contro Mattarella e canta "Bella Ciao"

Ma chi è Lorusso? «Giornalista dell’agenzia di stampa International reporters e autore del canale Telegram Donbass Italia» (42mila iscritti): Zakharova lo presenta così. L’agenzia Tass lo descrive «come giornalista e attivista italiano che vive a Lugansk e racconta la vita nel Donbass». Su X il suo orientamento putiniano è esplicito. Ha anche un sito web, donbassitalia.it, che fa «informazione indipendente e senza censura, con «tutto quello che la stampa mainstream non vi permette di conoscere: documentari tradotti e doppiati in italiano, news e interviste».

Lorusso si è fatto fotografare a Mariupol, dietro alla bandiera russa, definendo la città «liberata dal nazismo del battaglione Azov»: qui i russi distrussero il teatro che ospitava centinaia di civili. «Un evidente crimine di guerra» per Amnesty International. In un altro post scrive: «Potete chiudere le frontiere, potete sanzionare i gatti russi, cacciare gli atleti paraolimpici dalle Olimpiadi, vietare Dostoevsky all’Università, ma non ci sconfiggerete mai, perché noi siamo un popolo e voi siete solo una unione economica sotto la bandiera della moneta euro».

La petizione è stata lanciata il 14 febbraio con il seguente testo: «Il popolo italiano non si riconosce nelle dichiarazioni del presidente della repubblica italiana Mattarella e desidera scusarsi con la Federazione russa e con tutto il popolo russo». Ieri sera, sul sito petizioni.com, le sottoscrizioni erano 25mila, anche se l’autore ha scelto di oscurare le firme. La protesta è stata rilanciata anche dall’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov.

Il Quirinale, in accordo con il governo, ha deciso di non reagire

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