La Ue a Kiev per l’anniversario della guerra, von der Leyen: “L’Ucraina è l’Europa”
dal nostro inviato Paolo BreraKIEV - “Nel terzo anniversario della brutale invasione russa, l'Europa è a Kiev. Siamo a Kiev oggi perché l'Ucraina è l'Europa. In questa lotta per la sopravvivenza, non è solo il destino dell'Ucraina a essere in gioco. È il destino dell'Europa", dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo ennesimo sbarco nella capitale ucraina. Insieme al presidente del Consiglio europeo António Costa sono i primi leader ad arrivare, nel giorno che celebra la capacità degli ucraini di resistere alla superpotenza atomica che ha invaso il loro Paese.
Ad accogliere il treno alla stazione c'erano il capo dell'ufficio presidenziale Andriy Yermak, il ministro degli Esteri Andriy Sybiga e la dirigenza di Ukrzaliznytsia. In altri treni sono poi arrivati anche il presidente lettone Edgars Rink?višas, il primo ministro canadese Justin Trudeau e il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez; e i leader di Finlandia, Danimarca, Islanda, Norvegia e Svezia.
C’è anche l'ex primo minist…
KIEV - “Nel terzo anniversario della brutale invasione russa, l'Europa è a Kiev. Siamo a Kiev oggi perché l'Ucraina è l'Europa. In questa lotta per la sopravvivenza, non è solo il destino dell'Ucraina a essere in gioco. È il destino dell'Europa", dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo ennesimo sbarco nella capitale ucraina. Insieme al presidente del Consiglio europeo António Costa sono i primi leader ad arrivare, nel giorno che celebra la capacità degli ucraini di resistere alla superpotenza atomica che ha invaso il loro Paese.
Ad accogliere il treno alla stazione c'erano il capo dell'ufficio presidenziale Andriy Yermak, il ministro degli Esteri Andriy Sybiga e la dirigenza di Ukrzaliznytsia. In altri treni sono poi arrivati anche il presidente lettone Edgars Rink?višas, il primo ministro canadese Justin Trudeau e il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez; e i leader di Finlandia, Danimarca, Islanda, Norvegia e Svezia.
C’è anche l'ex primo ministro britannico Boris Johnson, il grande sostenitore del governo ucraino che all’indomani del negoziato in Turchia arrivò a Kiev sostenendo che non andasse firmata la bozza d’accordo preparata dai negoziatori: "Sono orgoglioso di essere qui a Kiev nel terzo anniversario dell'invasione di Putin. Rendo omaggio – dice - all'incrollabile eroismo del popolo ucraino nell'affrontare il vile atto di aggressione immotivata e respingo categoricamente la bizzarra falsità che ora si sta diffondendo sulle origini di quella guerra”.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha presentato ieri l’incontro definendolo “un summit decisivo, forse un punto di svolta”. Ci saranno incontri politici al livello della presidenza e vertici tecnici con i commissari europei. Di fronte a una strategia americana ribaltata dalla nuova amministrazione rispetto a quella sostenuta per tre anni da Joe Biden, oggi è la giornata del “Piano B”, come Zelensky ha definito la prospettiva in cui l’America si sfili da ogni impegno a sostegno dell’Ucraina. Un piano che si augura di non dover mettere in atto e che si basa su un’unità di strategie in Europa, ed è una condizione che al di là delle visite simboliche fatica a trovare sbocchi concreti. Per questo oggi Zelensky si augura arrivi una svolta.
Von der Leyen inizia la visita annunciando l’ennesimo pacchetto di sanzioni alla Russia: “L'Europa è qui per rafforzare l'Ucraina in questo momento critico. Posso annunciare che un nuovo pagamento di 3,5 miliardi di euro per l'Ucraina arriverà già a marzo. E ci sarà un Consiglio europeo speciale. Presenterò un piano completo su come aumentare la nostra produzione di armi e le nostre capacità di difesa in Europa. E anche l'Ucraina ne avrà beneficio. Nessuno vuole più pace del popolo ucraino. Ma una pace giusta e duratura si ottiene solo con la forza”.