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Mills, la governatrice del Maine diventata simbolo di resistenza: “Trump, ci vediamo in tribunale”

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Lo ha detto durante un incontro alla Casa Bianca con il presidente Usa e i leder dei cinquanta stati intervenendo sulla direttiva che vieta ai transgender di partecipare a gare sportive con le donne
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WASHINGTON - "Ci vediamo in tribunale". Questa frase della governatrice del Maine Janet Mills, pronunciata alla Casa Bianca durante un incontro fra il presidente Trump e alcuni leader dei cinquanta stati, ne ha fatto un simbolo della resistenza. Una delle poche persone che ha il coraggio di tenere testa a Trump, opponendosi alla sua volontà.

La ragione dello scontro è stata la direttiva che vieta ai transgender di partecipare alle gare sportive con le donne. Mills ha detto al capo della Casa Bianca che non intende applicarla, e lui ha replicato con la minaccia di togliere i finanziamenti federali al Maine. Quindi lei ha risposto che si vedranno in tribunale, dove la disputa dovrà essere risolta dai giudici.

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Trump non ha perso tempo e il dipartimento all’Istruzione federale ha già informato quello statale del Maine che è sotto inchiesta, perché Washington non tollera che "i soldi dei con…

WASHINGTON - "Ci vediamo in tribunale". Questa frase della governatrice del Maine Janet Mills, pronunciata alla Casa Bianca durante un incontro fra il presidente Trump e alcuni leader dei cinquanta stati, ne ha fatto un simbolo della resistenza. Una delle poche persone che ha il coraggio di tenere testa a Trump, opponendosi alla sua volontà.

La ragione dello scontro è stata la direttiva che vieta ai transgender di partecipare alle gare sportive con le donne. Mills ha detto al capo della Casa Bianca che non intende applicarla, e lui ha replicato con la minaccia di togliere i finanziamenti federali al Maine. Quindi lei ha risposto che si vedranno in tribunale, dove la disputa dovrà essere risolta dai giudici.

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Trump non ha perso tempo e il dipartimento all’Istruzione federale ha già informato quello statale del Maine che è sotto inchiesta, perché Washington non tollera che "i soldi dei contribuenti vengano usati per finanziare dei violatori dei diritti civili". Mills però non si è fatta intimidire e ha replicato così: "Non lasciatevi ingannare. Questa disputa non concerne solo chi può competere nei campi dell’atletica. Riguarda invece se un presidente può forzare gli altri ad applicare le sue volontà, anche quando non tengono conto delle regole dello stato di diritto. Io credo che non possa". Perciò la sfida finirà in tribunale, dove i giudici avranno l’ultima parola.

Mills è una ex procuratrice, che è arrivata sulla poltrona di governatrice del Maine prendendo il posto di Paul LePage, un repubblicano stretto alleato di Trump. Quindi la sua stessa elezione ha rappresentato un affronto al presidente. Dopo il 5 novembre Mills aveva dichiarato che avrebbe collaborato col nuovo capo della Casa Bianca sulle sue iniziative che favoriscono il Maine, ma si sarebbe opposta a quelle che vanno contro gli interessi del proprio stato. La cooperazione è durata poco, però. E nell’assenza di una forte risposta politica generale da parte dei democratici a Trump, la governatrice è diventata una campionessa della resistenza.

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