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Musk minaccia di nuovo i federali: “Ditemi a cosa serve il vostro lavoro o sarete licenziati”

(reuters)

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Scaduto l'ultimatum senza, in apparenza, conseguenze, il miliardario ha annunciato che emetterà di nuovo la direttiva, e questa volta sarà obbligatoria
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Elon Musk torna all'attacco e, con un nuovo post su X, torna a minacciare di immediato licenziamento i dipendenti federali che non risponderanno alla sua mail, che ha provocato un'alzata di scudi anche da parte di esponenti dell'amministrazione Trump, in cui chiede di giustificare il loro lavoro. "A seguito della decisione del presidente, vi è stata data una nuova possibilità, la mancata risposta questa seconda volta porterà al licenziamento", ha scritto il miliardario.

Il presidente americano, Donald Trump, ieri aveva definito "geniale" l'idea di Musk. "Abbiamo persone che non si presentano al lavoro e nessuno sa nemmeno se lavorano per il governo", aveva detto in rispondendo alle domande dei giornalisti con Emmanuel Macron prima del loro bilaterale.

"C'è stato molto ingegno nell'inviarla - ha proseguito Trump - Stiamo cercando di scoprire se la gente lavora, e quindi stiamo inviando una lettera alle persone: per favore, diteci cosa avete fatto la scorsa settimana. Se le perso…

Elon Musk torna all'attacco e, con un nuovo post su X, torna a minacciare di immediato licenziamento i dipendenti federali che non risponderanno alla sua mail, che ha provocato un'alzata di scudi anche da parte di esponenti dell'amministrazione Trump, in cui chiede di giustificare il loro lavoro. "A seguito della decisione del presidente, vi è stata data una nuova possibilità, la mancata risposta questa seconda volta porterà al licenziamento", ha scritto il miliardario.

Il presidente americano, Donald Trump, ieri aveva definito "geniale" l'idea di Musk. "Abbiamo persone che non si presentano al lavoro e nessuno sa nemmeno se lavorano per il governo", aveva detto in rispondendo alle domande dei giornalisti con Emmanuel Macron prima del loro bilaterale.

"C'è stato molto ingegno nell'inviarla - ha proseguito Trump - Stiamo cercando di scoprire se la gente lavora, e quindi stiamo inviando una lettera alle persone: per favore, diteci cosa avete fatto la scorsa settimana. Se le persone non rispondono, è molto probabile che non ci sia nessuna persona o che non stia lavorando".

Eppure la nuova intimidazione di Musk appare in contraddizione con quello che la stessa Casa Bianca aveva fatto sapere poco prima della scadenza, alla mezzanotte di ieri, del primo ultimatum per la comunicazione delle “Cinque cose fatte la scorsa settimana”.

"Questo pomeriggio l'Ufficio di gestione del personale (Opm) ha informato le agenzie che la risposta è volontaria e la mancata risposta alla mail non equivale a dimissioni", si legge in una mail diffusa dall'ufficio che fa capo alla Casa Bianca, per rispondere alla confusione e la preoccupazione creati dai proclami minacciosi dell'uomo più ricco del mondo impegnato in una crociata per licenziare decine di migliaia di dipendenti federali.

Dopo l'invio della mail sabato scorso a milioni di federali, si erano moltiplicate le comunicazioni delle principali agenzie - tra i quali Fbi, Pentagono, dipartimento di Stato, National Intelligence e Sicurezza Interna - con cui si esortavano i propri dipendenti ad ignorare la richiesta di Musk, ribadendo che il controllo della produttività dei dipendenti dipende solo al loro dipartimento di appartenenza. Riferendosi alla richiesta originaria, Musk ha accusato i manager di aver spinto i dipendenti a ignorarla.

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