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I giovani via dal centro: spinti dall'ansia scelgono le forze più estreme

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I tedeschi sotto i 24 anni hanno votato in massa Die Linke e Afd. Insieme sfiorerebbero la maggioranza. Cresce il “bisogno” di sinistra
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BERLINO — Giovani agli estremi. È forse la tendenza più lampante che emerge dalla notte elettorale tedesca. I minori di 25 anni avrebbero consegnato la vittoria alla sinistra di Die Linke, con il 25% delle preferenze. Seguita dall’estrema destra di Afd con il 21%. Ma mentre il trend dei giovani verso l’estrema destra è un fenomeno che aveva già preso forma in tutta Europa, le elezioni in Germania mostrano che c’è un grande bisogno di politiche sociali umane anche tra le nuove generazioni: una vera e propria Abgrenzung, demarcazione, che i partiti tradizionali non sono riusciti a marcare verso destra.

Se si guardano i risultati, Die Linke emerge come una giovane donna, con un buon livello di istruzione che vive in un contesto urbano. Mentre l’Afd è un ragazzo di provincia, impiegato o disoccupato. Ed entrambi insieme sfiorerebbero la maggioranza in Parlamento. Tra le donne di meno di 25 anni la Linke arriva al 34%. Mentre tra gli uomini coetanei, l’Afd tocca il 27%.

Si sa che trad…

BERLINO — Giovani agli estremi. È forse la tendenza più lampante che emerge dalla notte elettorale tedesca. I minori di 25 anni avrebbero consegnato la vittoria alla sinistra di Die Linke, con il 25% delle preferenze. Seguita dall’estrema destra di Afd con il 21%. Ma mentre il trend dei giovani verso l’estrema destra è un fenomeno che aveva già preso forma in tutta Europa, le elezioni in Germania mostrano che c’è un grande bisogno di politiche sociali umane anche tra le nuove generazioni: una vera e propria Abgrenzung, demarcazione, che i partiti tradizionali non sono riusciti a marcare verso destra.

Se si guardano i risultati, Die Linke emerge come una giovane donna, con un buon livello di istruzione che vive in un contesto urbano. Mentre l’Afd è un ragazzo di provincia, impiegato o disoccupato. Ed entrambi insieme sfiorerebbero la maggioranza in Parlamento. Tra le donne di meno di 25 anni la Linke arriva al 34%. Mentre tra gli uomini coetanei, l’Afd tocca il 27%.

Si sa che tradizionalmente i più giovani votano per protesta e dunque puniscono i partiti di governo. Nell’ultima tornata elettorale avevano preferito verdi e liberali, entrambe forze che domenica sera hanno registrato pessimi risultati. Eppure non è questo l’unico fattore.

Nel Paese più popoloso d’Europa i giovani si sono polarizzati, e questa si preannuncia come una tendenza in grado di fare scuola. La prima ragione è piuttosto chiara: «Tra i minori di 25 anni i social sono la prima fonte di informazione. Tanto più giovani sono quanto più si informano lì», dunque nel contesto della Germania Afd e Die Linke sono i partiti più diffusi su TikTok e Instagram, spiega Simon Schnetzer, ricercatore su temi dei giovani. Se alle elezioni europee dello scorso anno la star assoluta era stato il controverso Maximilan Krah (Afd), in questa campagna si è imposta la passionaria di Die Linke Heidi Reichinnek, il cui discorso di condanna contro l’alleanza tra destre in Parlamento è diventato virale, determinando la sua indiscussa popolarità.

Inoltre, secondo Schnetzer, in queste elezioni viste dai giovani, «tanto più forte è la destra, più forte è diventata la sinistra. Molti potevano forse sentirsi a proprio agio nel centro democratico ma hanno sentito il bisogno di prendere le distanze dalla destra. E non avevano altra scelta che spostarsi ulteriormente a sinistra», spiega.

E questo è particolarmente vero a sentire Die Linke. Siamo nella circoscrizione di Frierdrichshain-Kreuzberg. Per eccellenza quella dei giovani di Berlino. Il quartiere dei club e dei baretti, il cuore della controcultura dove tuttavia mai era successo che Die Linke vincesse.

È accaduto domenica: «In poche settimane siamo passati da 850 a 1.888 iscritti», spiega a Repubblica Kerstin Wolter, leader del partito a livello locale, «da metà gennaio abbiamo avuto così tante nuove iscrizioni a Berlino che i sistemi nella centrale a un certo punto sono crollati. Sono moltissimi ventenni ma ci sono anche tanti trentenni, giovani famiglie che si sono date da fare. Le ultime settimane sono state folli: la partecipazione era enorme agli eventi. Quando stavamo agli stand ci portavano caffè e bretzel. Abbiamo sentito un enorme calore».

Ma c’è di più. «Stiamo parlando di una generazione che ha provato sulla propria pelle, durante la pandemia, che la vita può cambiare improvvisamente», spiega Jasmin Riedl dell’università militare di Monaco. Si tratta di una generazione duramente colpita dalla crisi del coronavirus e che quindi «ha un bisogno particolare di sicurezza economica e sociale».

«I giovani non votano perché hanno sempre votato per questo o quello. Si chiedono quale partito sia più interessato alle loro preoccupazioni e ai loro problemi», dice lo psicologo e ricercatore dei giovani Rüdiger Maas sottolineando che le paure hanno giocato un ruolo centrale nelle decisioni di voto. «Più i giovani erano ansiosi, maggiore era la possibilità che votassero per l’Afd o il partito della Sinistra», assicura. I giovani temono soprattutto il declino finanziario e l’immigrazione, in particolare nell’est, dove quasi uno su tre ha votato per l’Afd.

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