Scontro Trump-Ue sui dazi al 25%. Show di Musk al primo consiglio dei ministri
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – "L’Unione Europa è stata formata per fregarci", quindi Trump la punirà con dazi del 25% sulle sue esportazioni negli Usa. Dopo la spaccatura sull’Ucraina, il mancato accordo al G7, il voto all’Onu con la Russia, i rimproveri del vice presidente Vance alla conferenza di Monaco, la crisi nella relazione tra le due sponde dell’Atlantico si allarga all’economia. Come annunciato, peraltro.
Un affondo che non riguarda solo i commerci, perché se il capo della Casa Bianca è convinto che Bruxelles sia stata creata per sfidare Washington, l’obiettivo di fondo torna ad essere quello del primo mandato, quando Trump puntava a dividere l’Unione, se non a farla saltare del tutto, nella convinzione che gli Usa avrebbero un vantaggio incontrastabile se potessero relazionarsi su ogni tema con i singoli paesi del Vecchio Continente. Infatti la Ue ha risposto con lo stesso tono duro, avvertendo che reagirà "in modo fermo e immediato alle barriere ingiustificate al commercio libero ed equo…
NEW YORK – "L’Unione Europa è stata formata per fregarci", quindi Trump la punirà con dazi del 25% sulle sue esportazioni negli Usa. Dopo la spaccatura sull’Ucraina, il mancato accordo al G7, il voto all’Onu con la Russia, i rimproveri del vice presidente Vance alla conferenza di Monaco, la crisi nella relazione tra le due sponde dell’Atlantico si allarga all’economia. Come annunciato, peraltro.
Un affondo che non riguarda solo i commerci, perché se il capo della Casa Bianca è convinto che Bruxelles sia stata creata per sfidare Washington, l’obiettivo di fondo torna ad essere quello del primo mandato, quando Trump puntava a dividere l’Unione, se non a farla saltare del tutto, nella convinzione che gli Usa avrebbero un vantaggio incontrastabile se potessero relazionarsi su ogni tema con i singoli paesi del Vecchio Continente. Infatti la Ue ha risposto con lo stesso tono duro, avvertendo che reagirà "in modo fermo e immediato alle barriere ingiustificate al commercio libero ed equo, anche quando i dazi vengono utilizzati per contestare politiche legittime e non discriminatorie".
Oggi il presidente ha riunito per la prima volta il gabinetto. Lo scopo era chiarire che Elon Musk è il suo vero braccio destro e le iniziative prese per tagliare spese e personale dell’amministrazione federale sono ordinate da lui.
Musk ha spiegato che "se non le riduciamo, gli Usa andranno falliti". La mail inviata ai dipendenti federali, con cui chiedeva di elencare cosa avevano fatto di utile la settimana scorsa, non era "un esame della qualità del lavoro compiuto, ma un controllo del battito cardiaco. Se sei vivo, puoi rispondere. Il presidente mi ha chiesto di essere più aggressivo, ho eseguito l’ordine". Trump lo ha difeso, avvertendo i segretari: "Avete il diritto di dissentire un po’, ma se non siete d’accordo dovreste uscire dalla stanza". Perché il lavoro di Musk è essenziale e lui lo vuole: "Un milione di persone non ha risposto alla mail. Sono nella bolla. Se non dimostrano di esistere ed essere utili, potrebbero non restare".
Poi il discorso è passato ad altro e Trump ha attaccato l’Europa: "Abbiamo deciso: imporremo dazi al 25% sulle auto e altro. Saranno annunciati a breve". Non risparmierà Messico e Canada, ma la Ue "è un caso diverso. Siamo onesti: è stata formata per fregarci e hanno fatto un buon lavoro in questo. Ma ora ci sono io alla presidenza". Trump ha denunciato un deficit commerciale di 300 miliardi di dollari, mentre per Bruxelles è di 48 miliardi, e ha avvertito che una ritorsione fallirebbe: "Possono provarci. Ma noi possiamo non comprare più e se accade questo vinciamo".
Un portavoce della Commissione ha risposto che "la Ue proteggerà sempre le aziende, i lavoratori e i consumatori europei dai dazi ingiustificati". Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha commentato che "è un'ora buia. Un cambio di paradigma, inaspettato e incredibile quello che arriva dagli Stati Uniti. Si rischia la tenuta economica e sociale di molti stati e dell'Unione stessa".