KIEV — Secondo dati elaborati nel 2022 dal Center for economic strategy di Kiev, il sottosuolo ucraino vale 15 mila miliardi di dollari. Intorno a questa enorme (ma solo potenziale) ricchezza da estrarre, la battaglia degli ideali e il massacro dei fanti si trasforma in trattativa incrociata sulle opportunità da cogliere quando smetterà di scorrere il sangue.
Secondo fonti ucraine e fonti diplomatiche europee, l’accordo nato malissimo tra americani e ucraini sulle terre rare è in dirittura d’arrivo. Lo stesso presidente Trump in serata ha annunciato che venerdì Zelensky sarà alla Casa Bianca per firmarlo. Le ultime bozze non prevedono più, dicono gli ucraini, le clausole capestro denunciate da Kiev. È sparito il «tasso d’interesse del 100%» applicato di fatto all’Ucraina sugli aiuti. Via anche i «500 miliardi di debiti» — non riconosciuti da Kiev — da ripagare con la quota sull’estrazione. Ma sul nodo delle garanzie…
KIEV — Secondo dati elaborati nel 2022 dal Center for economic strategy di Kiev, il sottosuolo ucraino vale 15 mila miliardi di dollari. Intorno a questa enorme (ma solo potenziale) ricchezza da estrarre, la battaglia degli ideali e il massacro dei fanti si trasforma in trattativa incrociata sulle opportunità da cogliere quando smetterà di scorrere il sangue.
Secondo fonti ucraine e fonti diplomatiche europee, l’accordo nato malissimo tra americani e ucraini sulle terre rare è in dirittura d’arrivo. Lo stesso presidente Trump in serata ha annunciato che venerdì Zelensky sarà alla Casa Bianca per firmarlo. Le ultime bozze non prevedono più, dicono gli ucraini, le clausole capestro denunciate da Kiev. È sparito il «tasso d’interesse del 100%» applicato di fatto all’Ucraina sugli aiuti. Via anche i «500 miliardi di debiti» — non riconosciuti da Kiev — da ripagare con la quota sull’estrazione. Ma sul nodo delle garanzie, il punto più delicato, si tratta ancora.
Trump ha fatto capire a Kiev che deve firmare se non vuole trovarsi in guai peggiori. Ma la partita diplomatica intorno allo sfruttamento delle risorse è ampia: coinvolge il Regno Unito, l’Europa e persino la Russia. Il Cremlino ha ribadito ieri che anche il suo sottosuolo è ricco di terre rare e offre «grandi opportunità» per estrazione e sfruttamento congiunto con gli Stati Uniti. E Trump ha mostrato interesse: «Mi piacerebbe un accordo sui minerali russi». Mosca non ha tecnologie, strutture e competenze per sfruttare da sola in modo efficace la ricchezza del suo sottosuolo: «L’America ne ha bisogno, noi ne abbiamo in abbondanza», dice il portavoce di Putin, Dmitry Peskov. È una torta suadente, ma non si può affettare se prima non ci sarà una «soluzione della crisi ucraina», avverte Mosca. Per Trump è un’esca potente: la Cina, alleata di Mosca, ha una formidabile industria mineraria; è il primo competitor degli Usa; e con la guerra in Ucraina si è ulteriormente e pericolosamente avvicinata a Mosca. Per questo gli americani sono sensibili se Putin li invita a sfruttare insieme le riserve «significativamente superiori» rispetto all’Ucraina nella regione di Murmansk, nel Caucaso e in Estremo Oriente.
I notiziari ucraini ieri aprivano con il “piano europeo alternativo” offerto dalla Ue a Kiev: «Ventuno dei 30 minerali critici di cui l’Europa ha bisogno possono essere forniti dall’Ucraina in una partnership win-win», ha detto il commissario europeo per la Strategia industriale, Stephane Sejourne. I media ucraini scrivono che lo ha definito «più favorevole rispetto a quello americano» e con «vantaggi reciproci». Tripudio nei commenti, con gloria all’Europa che «non ci hai abbandonati». Ma dura poco: «Nessun piano alternativo», chiarisce la Commissione Ue, solo la «disponibilità a rispettare gli impegni del memorandum 2021». Secondo voci diffuse (ma non confermate) la cautela di Zelensky a firmare accordi era invece dovuta a quelli già stretti con il Regno Unito nel “Patto dei 100 anni”. Il perché di questa gran corsa sono quei «14.800 miliardi di dollari» di valore teorico sottoterra: 3.800 nella regione di Donetsk, 3.500 in quella di Dnipro. E 3.200 a Lugansk, ma è già completamente occupata.