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Gli 007 ucraini come il Mossad: esplosivo nei visori dei russi per “far bruciare i loro occhi”

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Come l’intelligence israeliana ha fatto con i cercapersone di Hezbollah, quella di Kiev è riuscita a modificare dei lotti di monitor con cui i soldati nemici manovrano i droni in guerra
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LONDRA – I servizi segreti ucraini come il Mossad israeliano. Con un’operazione che ricorda quella dei cercapersone scoppiati lo scorso anno fra le mani degli Hezbollah libanesi, lo spionaggio militare di Kiev è riuscito a inserire un minuscolo quantitativo di esplosivo nei visori destinati all’uso da parte delle forze armate russe che manovrano i droni di Mosca nei campi di battaglia in Ucraina. L’operazione ha fatto “bruciare gli occhi del nemico”, affermano fonti ucraine citate dal Financial Times, dal New York Post e da altri media occidentali, provocando decine di feriti e suscitando il panico fra le truppe di Putin. Non sarebbe ancora conclusa, poiché non è noto quanti lotti di visori sono stati compromessi con una carica di plastico dall’intelligence di Kiev.

“Oggi gli orrori della guerra stanno letteralmente accadendo davanti agli occhi dei piloti di droni nemici”, afferma il servizio segreto militare ucraino. “Questa è una meritata punizione per i crimini di guerra che gl…

LONDRA – I servizi segreti ucraini come il Mossad israeliano. Con un’operazione che ricorda quella dei cercapersone scoppiati lo scorso anno fra le mani degli Hezbollah libanesi, lo spionaggio militare di Kiev è riuscito a inserire un minuscolo quantitativo di esplosivo nei visori destinati all’uso da parte delle forze armate russe che manovrano i droni di Mosca nei campi di battaglia in Ucraina. L’operazione ha fatto “bruciare gli occhi del nemico”, affermano fonti ucraine citate dal Financial Times, dal New York Post e da altri media occidentali, provocando decine di feriti e suscitando il panico fra le truppe di Putin. Non sarebbe ancora conclusa, poiché non è noto quanti lotti di visori sono stati compromessi con una carica di plastico dall’intelligence di Kiev.

“Oggi gli orrori della guerra stanno letteralmente accadendo davanti agli occhi dei piloti di droni nemici”, afferma il servizio segreto militare ucraino. “Questa è una meritata punizione per i crimini di guerra che gli occupanti russi commettono ogni giorno contro il nostro Paese”. Secondo le prime ricostruzioni, gli agenti ucraini hanno acquisito un lotto di circa 80 occhiali per pilotaggio di droni, modificandoli con un meccanismo di detonazione a distanza prima che venissero distribuiti nel gennaio scorso alle unità dei piloti di droni russi come donazioni di “volontari” all’esercito di Mosca.

La “donazione”

Le prime segnalazioni rilanciate da portali e blogger russi su azioni di questo tipo risalgono all’inizio di febbraio: Readovka, un media pro-Cremlino con quasi 3 milioni di follower sul canale Telegram, è stato il primo a riferire che in un lotto di occhiali per droni Fpv donati ai piloti russi erano state inserite trappole esplosive con 10-15 grammi di plastico e un detonatore. Un rappresentante della Npp, l’azienda russa che produce e fornisce equipaggiamento per l’esercito di Mosca, ha successivamente confermato all’agenzia Tass che un lotto di occhiali per droni era stato sabotato, inserendo esplosivi che esplodevano nel momento dell’accensione dei visori. “Un lotto di occhiali Skyzone Cobra X V4 FPV è stato consegnato da un uomo di nome Roman”, ha dichiarato Igor Potapov, un funzionario della Npp, aggiungendo che gli occhiali erano stati donati all’esercito sotto forma di aiuto umanitario. "Quando i visori sono stati accesi, si è verificata la detonazione”, ha detto Potapov. “Abbiamo fatto controlli su altri occhiali e c’era dell’esplosivo al plastico nascosto dentro tutti gli strumenti di questo tipo”.

I feriti

Non è chiaro quanti soldati russi siano rimasti feriti: una fonte dell’intelligence ucraina parla di “una serie di esplosioni di occhiali per droni durante il loro utilizzo da parte dei piloti” russi che ne avrebbe feriti “a decine”. Nei primi giorni del mese, blogger russi avevano segnalato diversi casi in cui i visori sono esplosi sulla testa dei piloti, accecandone almeno otto in zone di combattimento, sia nella regione russa di Kursk, occupata dalle forze ucraine, che nel Donetsk e Lugansk, all’interno dell’Ucraina occupata dalle forze russe. Un portavoce del Gur, il servizio segreto militare ucraino, ha descritto l’operazione come “un pieno successo” e “ancora in corso”.

Dal punto di vista tecnologico, ha indicato lo 007 di Kiev, nascondere esplosivo nei visori dei piloti di droni è stato “più complicato” che per il Mossad israeliano nascondere esplosivo nei cercapersone destinati ai militanti di Hezbollah. Ma l’idea di fondo è simile: infilare una sorta di cavallo di Troia ad alta tecnologia in casa del nemico. Fra le mani, nel caso degli Hezbollah. Sugli occhi, in quello dell’esercito russo. L’ultimo capitolo della guerra ombra combattuta dalle agenzie di intelligence ucraine, fatta di attentati, sabotaggi e attacchi a infrastrutture e catene di approvvigionamento attraverso operazioni clandestine, per mettere in difficoltà un avversario molto più potente.

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