Dopo l’annullamento del secondo turno delle presidenziali dello scorso 8 dicembre, la Romania ripiomba nel caos politico. Ieri mattina la polizia di Bucarest ha fermato Calin Georgescu, sovranista di estrema destra che il 24 novembre a sorpresa aveva trionfato al primo turno delle elezioni. Il leader filorusso, ufficialmente intercettato per un’infrazione al codice stradale mentre era in auto, è stato portato in Procura per un lungo interrogatorio. I giudici lo accusano di «reati contro l’ordine costituzionale, false informazioni sulle fonti di finanziamento della campagna elettorale, possesso illegale di armi e creazione di un’organizzazione a carattere xenofobo, fascista e razzista».
Mentre Georgescu veniva interrogato, la polizia ha effettuato 47 perquisizioni in cinque contee del Paese. In abitazioni e uffici di 27 collaboratori di Georgescu sono state sequestrate armi e grosse somme di denaro. In particolare nella villa-bunker di Horatiu Potra, capo dei mercenari romeni e guard…
Dopo l’annullamento del secondo turno delle presidenziali dello scorso 8 dicembre, la Romania ripiomba nel caos politico. Ieri mattina la polizia di Bucarest ha fermato Calin Georgescu, sovranista di estrema destra che il 24 novembre a sorpresa aveva trionfato al primo turno delle elezioni. Il leader filorusso, ufficialmente intercettato per un’infrazione al codice stradale mentre era in auto, è stato portato in Procura per un lungo interrogatorio. I giudici lo accusano di «reati contro l’ordine costituzionale, false informazioni sulle fonti di finanziamento della campagna elettorale, possesso illegale di armi e creazione di un’organizzazione a carattere xenofobo, fascista e razzista».
Mentre Georgescu veniva interrogato, la polizia ha effettuato 47 perquisizioni in cinque contee del Paese. In abitazioni e uffici di 27 collaboratori di Georgescu sono state sequestrate armi e grosse somme di denaro. In particolare nella villa-bunker di Horatiu Potra, capo dei mercenari romeni e guardia del corpo privata del leader anti-Ue e pro-Putin, è stato scoperto un arsenale nascosto. In un edificio di Brasov, in Transilvania, le forze dell’ordine hanno sequestrato pistole, mitra, granate e munizioni. In una cassaforte interrata erano custodite mazzette per oltre un milione di euro. Potra era già stato fermato l’8 dicembre. All’alba del giorno del voto annullato, in compagnia di una ventina di mercenari armati ed ex agenti dei servizi segreti, aveva tentato di raggiungere Georgescu davanti al seggio in cui avrebbe voluto votare simbolicamente alla periferia della capitale, incitando la folla a fare lo stesso.
Ieri mattina Georgescu, che il 24 novembre aveva ottenuto il 22,9% dei voti, è stato bloccato mentre stava andando a presentare la propria candidatura alle presidenziali-bis, fissate il 4 e il 18 maggio. Dopo il fermo ha invitato i suoi sostenitori a una manifestazione di protesta per sabato a Bucarest. «Il sistema comunista-bolscevico – ha scritto su Facebook – continua i suoi odiosi abusi. Cercano di fabbricare prove per giustificare brogli elettorali, facendo di tutto per bloccare la mia nuova candidatura. Dov’è la democrazia e i partner che devono difenderla?». Il premier socialdemocratico Marcel Ciolacu, pro-Ue, su X ha difeso «la magistratura indipendente».
Tra novembre e dicembre Georgescu, da tecnocrate semisconosciuto, era diventato il candidato presidente più votato grazie alla spinta massiccia della piattaforma cinese TikTok, mobilitata e finanziata da Mosca. Dalle indagini sono emersi finanziamenti russi non dichiarati per oltre 400 mila euro, 85 mila tentativi di hackeraggio al sistema informatico elettorale e 3,1 milioni di follower non rintracciabili. A fine 2024 a favore dell’annullamento delle presidenziali rumene, imposto dall’ex presidente della repubblica Klaus Iohannis, si erano schierati in blocco Ue, Usa e Nato. Ora il vento è radicalmente cambiato e la Casa Bianca difende Georgescu, che si dichiara ammiratore sia di Vladimir Putin che del presidente americano Donald Trump, oltre che della leader dell’estrema destra tedesca Alice Weidel. Anche Elon Musk, Ceo di Tesla e membro del nuovo governo Trump, ha scritto un inequivocabile post su X: «Hanno appena arrestato – si legge - la persona che ha preso il maggior numero di voti alle presidenziali romene. Questo è assurdo». Dalla parte di Georgescu anche il gruppo parlamentare Ue della Lega di Salvini. «Quanto sta avvenendo in Romania è estremamente preoccupante», è scritto in una nota.