Lo «zio che incarna la causa curda» dice che la causa è ancora valida, ma a mano disarmata. Che è tempo di chiudere la pagina del sangue aperta nell’agosto del 1984, quando fece imbracciare il fucile al suo Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan nato sei anni prima in Turchia e di ispirazione marxista-leninista, per dare ai curdi lo Stato che non hanno mai avuto. E che nessuno gli ha voluto…