Lo sfottò di Trump a Zelensky: “Sei vestito di tutto punto”. Poi lo Studio Ovale diventa un ring
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK — Già dall’arrivo alla Casa Bianca si è capito quale fosse la dinamica. «Si è vestito di tutto punto», ha scherzato Trump, sfottendo Zelensky sulla mimetica che indossa in pubblico. Così non solo l’ha punto nell’orgoglio, ma lo ha umiliato nell’aspetto centrale della sua missione, ossia difendere il proprio Paese dall’invasione di Putin. Un agguato per farlo cadere, sembrerebbe, invece di un incontro chiarificatore, per resettare le relazioni tra Usa e Ucraina e cercare una via d’uscita alla guerra con la Russia.
Trump ha trattato Zelensky come un ragazzino che gioca alla guerra, anche per fargli capire che finora ha potuto interpretare questo ruolo solo perché Washington gli ha dato gli strumenti economici e militari per farlo. Lo scopo quindi era intimidirlo, affinché non opponesse resistenze alla linea imposta dal capo della Casa Bianca e firmasse l’accordo sullo sfruttamento delle risorse minerali, senza chiedere garanzie di sicurezza o posti al tavolo della trattati…
NEW YORK — Già dall’arrivo alla Casa Bianca si è capito quale fosse la dinamica. «Si è vestito di tutto punto», ha scherzato Trump, sfottendo Zelensky sulla mimetica che indossa in pubblico. Così non solo l’ha punto nell’orgoglio, ma lo ha umiliato nell’aspetto centrale della sua missione, ossia difendere il proprio Paese dall’invasione di Putin. Un agguato per farlo cadere, sembrerebbe, invece di un incontro chiarificatore, per resettare le relazioni tra Usa e Ucraina e cercare una via d’uscita alla guerra con la Russia.
Trump ha trattato Zelensky come un ragazzino che gioca alla guerra, anche per fargli capire che finora ha potuto interpretare questo ruolo solo perché Washington gli ha dato gli strumenti economici e militari per farlo. Lo scopo quindi era intimidirlo, affinché non opponesse resistenze alla linea imposta dal capo della Casa Bianca e firmasse l’accordo sullo sfruttamento delle risorse minerali, senza chiedere garanzie di sicurezza o posti al tavolo della trattativa con Mosca.
Nello Studio Ovale la presa in giro si è trasformata in lite, dando l’impressione che Trump e Vance si fossero divisi i compiti, per mettere Zelensky all’angolo e piegarlo. Lo scontro è degenerato quando il vice è intervenuto nella discussione, perché il leader ucraino metteva in dubbio l’affidabilità del capo del Cremlino per rispettare un eventuale cessate il fuoco: «Abbiamo provato il percorso di Joe Biden, battendoci il petto e fingendo che le parole del presidente Usa contassero più delle sue azioni. Ciò che rende l’America un buon Paese è l’impegno nella diplomazia. Questo è quanto sta facendo il presidente Trump».
Trump accoglie Zelensky alla Casa Bianca: "Oggi è vestito di tutto punto"
Zelensky ha chiesto se poteva fare una domanda, ricordando l’invasione della Crimea da parte di Putin, ma Vance ne ha approfittato per attaccarlo: «Penso sia irrispettoso da parte tua venire nello Studio Ovale per discutere questo argomento davanti ai media americani. Dovresti ringraziare il presidente per aver cercato di coinvolgerti in questa conferenza». E gli ha rinfacciato di aver fatto campagna elettorale per Kamala Harris.
Che le posizioni di Vance sull’Ucraina fossero più estreme era noto, da senatore aveva detto che non gli importava nulla di cosa sarebbe accaduto a Kiev. Il suo intervento però ha scatenato Trump, facendo degenerare la visita in una lite. Rosso in volto, il presidente ha accusato Zelensky di «giocare con la Terza guerra mondiale». Lo ha interrotto, lo ha zittito: «Stai mancando di rispetto al nostro Paese, senza il nostro aiuto avresti perso la guerra un due settimana. Ora stai perdendo, non hai carte in mano». Tanta rabbia forse si spiega col fatto che Zelensky era stato la causa del primo impeachment di Trump, ma resta da capire se quello di ieri fosse solo un agguato orchestrato per abbatterlo.