Il Messico estrada negli Usa 29 narcos: c’è anche Quintero, re della droga della serie Netflix
di Massimo BasileNEW YORK – In attesa di deportare dagli Stati Uniti tutti i “peggiori criminali”, trafficanti di esseri umani e stupratori, Donald Trump se ne prende qualcuno. Il presidente ha prima autorizzato l'arrivo negli Stati Uniti dei fratelli Andrew e Tristan Tate, i due influencer britannici incriminati in Romania per traffico di esseri umani e violenza sessuale, e poi ha detto sì al trasferimento dal Messico in Usa di Rafael Caro Quintero, fondatore del cartello di Guadalajara che ha ispirato una serie Netflix, e altri ventotto membri di uno spietato cartello della droga.
Quintero, per anni tra i dieci maggiori ricercati da Washington, arrestato in Messico nel 2022, è accusato di aver torturato e ucciso nell’85 Enrique Camarena Salazar, un agente della Dea, l’agenzia americana dell’antidroga. A gennaio la famiglia del boss aveva chiesto all’amministrazione Trump di spingere per l’estradizione. “Il suo ritorno negli Stati Uniti - avevano scritto in una lettera inviata alla Casa Bianca -…
NEW YORK – In attesa di deportare dagli Stati Uniti tutti i “peggiori criminali”, trafficanti di esseri umani e stupratori, Donald Trump se ne prende qualcuno. Il presidente ha prima autorizzato l'arrivo negli Stati Uniti dei fratelli Andrew e Tristan Tate, i due influencer britannici incriminati in Romania per traffico di esseri umani e violenza sessuale, e poi ha detto sì al trasferimento dal Messico in Usa di Rafael Caro Quintero, fondatore del cartello di Guadalajara che ha ispirato una serie Netflix, e altri ventotto membri di uno spietato cartello della droga.
Quintero, per anni tra i dieci maggiori ricercati da Washington, arrestato in Messico nel 2022, è accusato di aver torturato e ucciso nell’85 Enrique Camarena Salazar, un agente della Dea, l’agenzia americana dell’antidroga. A gennaio la famiglia del boss aveva chiesto all’amministrazione Trump di spingere per l’estradizione. “Il suo ritorno negli Stati Uniti - avevano scritto in una lettera inviata alla Casa Bianca - gli darà quella vicinanza alla famiglia di cui ha bisogno e servirà al meglio la giustizia”. Il capo ad interim della Dea, Derek Maltz, aveva fornito alla Casa Bianca una lista di quasi una trentina di messicani su cui gli Usa stavano indagando e accusati di aver portato in Usa enormi quantitativi di cocaina, metanfetamine, fentanyl ed eroina.
Quintero, sul quale pendeva una taglia da venti milioni di dollari, era in cima alla lista. Nel 2013 era stato rilasciato dalla prigione dopo che un giudice messicano aveva cancellato la condanna sulla base di un tecnicismo. “Questo è un momento particolarmente emozionante - ha detto Maltz - per gli uomini e le donne della Dea che ritengono Quintero responsabile della tortura brutale e l'uccisione dell’agente speciale Enrique Kiki Camarena”. Quella storia è diventata la base della serie Netflix “Narcos: Mexico”, uscita nel 2018, con Diego Luna e Michael Pena.
Con il boss sono stati estradati altri tra i più pericolosi criminali del cartello della droga. I procuratori federali potrebbero contestare a tutti il reato di terrorismo. Se dichiarati colpevoli, Quintero e gli altri membri della gang potrebbero venire condannati alla pena di morte. La clamorosa estradizione arriva mentre tra Stati Uniti e Messico è in atto una potenziale guerra commerciale, con Trump che ha accusato i messicani di aiutare i cartelli della droga. Non è chiaro se questo favore che i messicani hanno fatto al tycoon servirà a rinviare l’imposizione di dazi al 25 per cento sulle importazioni negli Stati Uniti. Ma intanto il Messico si è liberato di alcuni spietati criminali.
Per alcuni dei ventinove narcos, ha dichiarato il ministro della Sicurezza Omar Garcia Harfuch, c’era il “rischio concreto che venissero liberati o riuscissero a rinviare la loro estradizione”. “Tenendo conto di questi elementi - ha aggiunto - abbiamo considerato che rappresentavano una minaccia per il Messico e in coordinamento con i procuratori federali americani abbiamo proceduto all’estradizione”.