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“Una coalizione di volenterosi” in Ucraina: che cosa chiede Starmer agli alleati europei

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Londra e Parigi hanno deciso di andare da sole e presenteranno un piano di pace e peacekeeping a Trump per convincerlo a non abbandonare l’Europa. Ma il premier britannico vuole molto altro dall’Italia e dalla Ue
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LONDRA - Una “coalizione dei volenterosi” per l’Ucraina, che includa truppe sul terreno e un serio deterrente europeo contro la Russia, in un piano scritto con la Francia e da presentare agli Stati Uniti. Il primo ministro britannico Sir Keir Starmer ha delineato stamattina come immagina il piano di pace e di peacekeeping per Kiev. Incluse le richieste agli alleati europei, Italia inclusa, durante il vertice europeo di oggi a Lancaster House, che segue il bilaterale tra Starmer e la premier italiana Giorgia Meloni a Downing Street.

Starmer ha confermato, durante una intervista alla Bbc, quanto avevamo appreso nei giorni scorsi. Regno Unito e Francia si intesteranno la guida europea delle operazioni di peacekeeping in Ucraina - sempre qualora si arrivasse a un cessate il fuoco come auspicato da Trump.

Un’unità dell’Europa su questo tema è evidentemente impossibile. Dunque, Londra e Parigi andranno avanti da soli e “saremo molto felici di accogliere chi vorrà unirsi in questa coalizione…

LONDRA - Una “coalizione dei volenterosi” per l’Ucraina, che includa truppe sul terreno e un serio deterrente europeo contro la Russia, in un piano scritto con la Francia e da presentare agli Stati Uniti. Il primo ministro britannico Sir Keir Starmer ha delineato stamattina come immagina il piano di pace e di peacekeeping per Kiev. Incluse le richieste agli alleati europei, Italia inclusa, durante il vertice europeo di oggi a Lancaster House, che segue il bilaterale tra Starmer e la premier italiana Giorgia Meloni a Downing Street.

Starmer ha confermato, durante una intervista alla Bbc, quanto avevamo appreso nei giorni scorsi. Regno Unito e Francia si intesteranno la guida europea delle operazioni di peacekeeping in Ucraina - sempre qualora si arrivasse a un cessate il fuoco come auspicato da Trump.

Un’unità dell’Europa su questo tema è evidentemente impossibile. Dunque, Londra e Parigi andranno avanti da soli e “saremo molto felici di accogliere chi vorrà unirsi in questa coalizione dei volenterosi”, paradossalmente stesso termine utilizzato nella guerra in Iraq nel 2003. “Credo che lo faranno almeno uno o altri due Paesi”, senza fare i nomi (probabile almeno una nazione nordica), “e non biasimerò chi si sfilerà”, come pare l’Italia di Giorgia Meloni senza un chiaro mandato Onu o Nato.

Il piano di Starmer è questo: costruire una seria roadmap, nero su bianco, che includa la coalizione dei volenterosi che si impegneranno per le operazioni di peacekeeping in Ucraina, insieme a un deterrente europeo militare anti Russia. Tutto inscritto in una bozza di intesa di pace, in coordinamento con Kiev.

Gli obiettivi di questa strategia sono sostanzialmente due: coinvolgere organicamente Kiev e Zelensky sinora lasciati fuori dai negoziati Trump con Mosca e presentare proprio al presidente americano una proposta così circostanziata da convincerlo a fornire un tassello cruciale per questo mosaico di Starmer e Macron: le garanzie di sicurezza militari, da parte degli Stati Uniti, per proteggere i soldati di peacekeeping e la futura pace in Ucraina da eventuali nuovi attacchi della Russia.

Senza, tutto questo piano perderebbe gran parte della sua credibilità e l’Ucraina non tornerà mai alla normalità, secondo il premier britannico. Ma sinora né Macron né Starmer sono riusciti a convincere il nuovo inquilino della Casa Bianca a cedere su questo punto vitale per gli europei. Altrimenti, questi ultimi ne sono certi, Putin attaccherà di nuovo in futuro.

“Per me, i componenti di una pace duratura sono un'Ucraina forte, che possa essere in grado di combattere da una posizione di forza se dovesse essere necessario”, ha dichiarato Starmer alla Bbc, “negoziare un elemento europeo che possa fornire garanzie di sicurezza e il sostegno da parte degli Stati Uniti. Questo è il pacchetto, tutte e tre le parti devono essere al loro posto, ed è per questo che sto lavorando duramente per realizzarlo'”.

Non solo. Starmer vuole che tutti gli alleati europei spendano di più sulla Difesa, altro punto dolente per l’Italia che è ferma al 1,5%. Difatti, il primo ministro britannico ha annunciato qualche giorno fa che il Regno Unito alzerà la spesa per armamenti e sicurezza dal 2,3 al 2,5% per spronare gli altri Paesi europei. E durante il vertice si parlerà anche della possibile creazione di un fondo o “banca del riarmo” tra britannici e paesi Ue, per finanziare la spesa per la Difesa in chiave anti russa.

Infine, Starmer farà pressione sull’Europa per finalmente sbloccare l’annosa questione dei circa 300 miliardi di asset russi congelati. I quasi 3 miliardi di nuovi prestiti annunciati ieri da Londra per la spesa militare di Kiev sono praticamente garantiti dagli asset russi. Un altro segnale per convincere gli alleati ad agire. Perché Londra, e così Parigi, ora vogliono fatti e non più soltanto belle parole. Vista la minaccia russa e visto il crescente disimpegno degli Stati Uniti dall’Europa, non c’è tempo da perdere.

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