Zelensky: “Il sostegno Usa è cruciale”. Per lui l’abbraccio di Starmer e vedrà anche re Carlo
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA — Salvate il soldato Zelensky. Ci stanno provando il primo ministro britannico Keir Starmer e l’Europa in queste tesissime ore prima del vertice tra Regno Unito e altri 13 paesi del Vecchio Continente, più Canada e Turchia, oggi a Londra. Perché due sere fa alla Casa Bianca, Trump e il suo vice Vance hanno umiliato e delegittimato Zelensky in diretta mondiale. In un’imboscata politica senza precedenti.
Zelensky arriva ieri a Londra alle 11. Starmer lo accoglie a Downing Street nel pomeriggio, e non stamattina come previsto. La tabella di marcia è cambiata all’ultimo per permettere al leader ucraino di visitare a sorpresa anche re Carlo III, stamani nella tenuta di Sandringham. Ufficialmente «su richiesta di Zelensky». Più probabilmente di Starmer.
Non era previsto. Ma la Royal Family è il “soft power” del Foreign Office. E la situazione è disperata dopo la clamorosa aggressione politica di Trump e Vance. Dunque, per salvare Zelensky, Londra si gioca di nuovo il monarca. Co…
LONDRA — Salvate il soldato Zelensky. Ci stanno provando il primo ministro britannico Keir Starmer e l’Europa in queste tesissime ore prima del vertice tra Regno Unito e altri 13 paesi del Vecchio Continente, più Canada e Turchia, oggi a Londra. Perché due sere fa alla Casa Bianca, Trump e il suo vice Vance hanno umiliato e delegittimato Zelensky in diretta mondiale. In un’imboscata politica senza precedenti.
Zelensky arriva ieri a Londra alle 11. Starmer lo accoglie a Downing Street nel pomeriggio, e non stamattina come previsto. La tabella di marcia è cambiata all’ultimo per permettere al leader ucraino di visitare a sorpresa anche re Carlo III, stamani nella tenuta di Sandringham. Ufficialmente «su richiesta di Zelensky». Più probabilmente di Starmer.
Non era previsto. Ma la Royal Family è il “soft power” del Foreign Office. E la situazione è disperata dopo la clamorosa aggressione politica di Trump e Vance. Dunque, per salvare Zelensky, Londra si gioca di nuovo il monarca. Come due giorni fa, quando Sir Keir alla Casa Bianca aveva imbonito Trump con l’invito a una seconda eccezionale visita di Stato nel Regno.
Ma non basta. Serve un enorme sforzo diplomatico per tenere Zelensky al suo posto. Un suo addio farebbe sprofondare nel caos il vertice di oggi. Starmer e gli altri leader devono muoversi su un crinale strettissimo. A quanto apprendiamo, il leader britannico oggi non vorrà dare l’impressione di fare blocco con l’Europa contro “The Donald”. E due sere fa ha telefonato sia a Zelensky che a Trump per provare a ricucire. Addirittura, Starmer avrebbe provato a convincere il presidente Usa a riaccogliere il leader ucraino alla Casa Bianca, dopo l’ok corral davanti alle telecamere. Senza successo.
Poi ieri mattina i britannici hanno “istruito” gli ucraini al ramoscello d’ulivo. Ovvero un lungo e accondiscendente messaggio di Zelensky sui social, pregno di lodi per gli Stati Uniti: «Il sostegno Usa è cruciale per noi, grazie a tutti gli americani». Pressioni su Kiev anche per chiedere scusa a Trump. Ma ecco l’eloquente messaggio del segretario generale della Nato, Mark Rutte: «Ho telefonato due volte a Zelensky. Gli ho chiesto di rimanere uniti e di riparare i rapporti con Trump. Dobbiamo rispettare quanto fatto da Trump sinora per l’Ucraina». Concetto guarda caso ripetuto anche da Macron.
Alle 17.15, Zelensky arriva a Downing Street. Centinaia di persone lo acclamano fuori dai cancelli. Starmer lo abbraccia: «Hai visto in quanti sono venuti a darti coraggio? Il popolo britannico è con voi, Volodymyr. Avrete tutto il nostro sostegno, fino alla fine». Poi gli promette altri 3 miliardi circa di prestiti per aiuti militari «che ripagherà Putin», attraverso i 300 miliardi di asset sequestrati dagli alleati europei. Oggi a Londra anche una manifestazione pro Ucraina.
Basterà? Il destino di Zelensky resta comunque in bilico. Il suo ambasciatore a Londra ed ex capo delle forze armate Valerii Zaluznhy potrebbe presto prendere il suo posto, dopo gli screzi tra i due e il forzato esilio britannico. Ma il colpo di grazia potrebbe essere un altro imprevedibile tweet di Trump. A meno che la telefonata di Sir Keir due sere fa abbia davvero funzionato, dopo aver fallito a convincere il tycoon sulle garanzie militari americane, nel caso di un cessate il fuoco in Ucraina. Per questo, senza un impegno chiaro degli Usa, oggi al summit Starmer chiederà agli altri Paesi soldati di peacekeeping per Kiev e la rapida formazione di un «deterrente europeo, parallelo ai colloqui con gli Stati Uniti, per assicurare una pace duratura in Ucraina e in Europa».
In questo senso, Starmer considera cruciale anche il bilaterale che avrà con Meloni stamattina. Ufficialmente si parlerà di migranti e sicurezza, con l’Italia e gli europei «che devono spendere di più in Difesa», ci dice un portavoce del primo ministro. Ma, visti gli ottimi rapporti di Meloni con l’amministrazione americana, Londra considera Roma un’utile seconda sponda per cercare di ammansire Trump e salvare Zelensky. Nell’ora più buia della sua leadership.