Gli anti-trumpiani Usa mobilitati dopo la lite nello studio ovale. “Vance vai a sciare in Russia”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK — «Vance traditore, vai a sciare in Russia». E se non bastasse, è pure una «feccia nazista». D’accordo, siamo in Vermont, lo stato del senatore Bernie Sanders, ultima frontiera liberal dai tempi della Rivoluzione contro l’imperialismo di Londra. Però i cartelli di protesta con cui il villaggio di Warren ha accolto il vice presidente americano in vacanza sulle nevi con la famiglia, dopo l’imboscata tesa al leader ucraino Zelensky nello studio ovale, lasciano pensare che l’opposizione a Trump abbia ancora un battito cardiaco, per quanto flebile. Soprattutto se uno ci aggiunge le manifestazioni avvenute in diverse città, i sondaggi che danno l’approvazione del presidente in calo, e persino i podcaster progressisti che scavalcano quelli conservatori nelle classifiche di gradimento.
I leader democratici pensano di non avere leve, perché sono minoranza ovunque. Quindi si affidano ai giudici per frenare la rivoluzione, ove possibile, nella speranza che la delusione monti al pu…
NEW YORK — «Vance traditore, vai a sciare in Russia». E se non bastasse, è pure una «feccia nazista». D’accordo, siamo in Vermont, lo stato del senatore Bernie Sanders, ultima frontiera liberal dai tempi della Rivoluzione contro l’imperialismo di Londra. Però i cartelli di protesta con cui il villaggio di Warren ha accolto il vice presidente americano in vacanza sulle nevi con la famiglia, dopo l’imboscata tesa al leader ucraino Zelensky nello studio ovale, lasciano pensare che l’opposizione a Trump abbia ancora un battito cardiaco, per quanto flebile. Soprattutto se uno ci aggiunge le manifestazioni avvenute in diverse città, i sondaggi che danno l’approvazione del presidente in calo, e persino i podcaster progressisti che scavalcano quelli conservatori nelle classifiche di gradimento.
I leader democratici pensano di non avere leve, perché sono minoranza ovunque. Quindi si affidano ai giudici per frenare la rivoluzione, ove possibile, nella speranza che la delusione monti al punto di vincere le elezioni midterm del prossimo anno, riprendendo la maggioranza almeno alla Camera, dove cominciano le procedure per l’impeachment. Però lo sbeffeggio di Zelensky alla Casa Bianca, già bastione della difesa globale di democrazia e diritti umani, a beneficio di un dittatore patentato come Putin che ammazza gli oppositori all’estero o nelle prigioni della Siberia, potrebbe diventare un episodio che rimette un po’ di spina dorsale nella schiena degli americani ancora determinati a tenerla diritta, davanti ad abusi e violazioni dei loro valori di libertà fondamentali e fondanti.
Vermont, migliaia contro Vance al resort: "Vai a sciare in Russia"
Vance aveva in programma di prendersi qualche giorno di svago sugli sci, dopo la resa dei conti con il leader ucraino. Quando è arrivato nell’albergo a quattro stelle di Sugarsbush dove aveva prenotato, ha trovato però ad accoglierlo una lunga fila di manifestanti. «L’odio - diceva un cartello - non è benvenuto qui». Un altro: «La compassione non è transazionale». Il Segretario di Stato è stato costretto a rifugiarsi in un luogo riservato. E pensare che era a un centinaio di chilometri dal Canada, contro cui la sua amministrazione intende imporre dazi del 25%.
Il Vermont è troppo liberal per fare testo, ma è pur sempre lo stato dei Green Mountain Boys guidati da Ethan Allen, che si distinsero durante la Rivoluzione anche contro il tradimento di Benedict Arnold. Sentirne gli eredi che danno del traditore al vice presidente degli Stati Uniti un po’ fa riflettere.
Le manifestazioni poi sono avvenute ieri un po’ in tutto il Paese, dalla vicina Boston alla lontana Los Angeles, passando per New York. Tutti bastioni liberali, ovviamente. Ma la protesta colpisce comunque, se messa a confronto col silenzio che regna da quando Trump è tornato nell’Ufficio Ovale. Alla vigilia del suo primo discorso sullo stato dell’Unione, anche se formalmente quello di domani non si chiamerà così, un sondaggio della Cnn rileva che il 52% degli americani disapprova la leadership del presidente, contro il 48% che l’approva. È probabile che i licenziamenti indiscriminati di Elon Musk abbiano avuto più impatto negativo dell’agguato a Zelensky, e non si tratta ancora di una slavina della popolarità. Però sono segnali, che si uniscono alla preoccupazione manifestata da molti operatori di Wall Street, che temono la recessione a causa della guerra commerciali.
Curioso che a febbraio il Meidas Touch Podcast dei fratelli progressisti Brett, Ben e Jordan Meiselas abbia superato quello del conservatore Joe Rogan, nella classifica della trasmissione più popolare in America, con 57,7 milioni di download. E’ un balzo del 120%, che se riflettesse davvero il sentimento dei cittadini potrebbe avere un significato politico.
Ancora più interessante, da questo punto di vista, è l’editoriale che John Bolton ha pubblicato sul Wall Street Journal, perché è una chiamata alle armi della resistenza tutta interna al mondo conservatore. L’ex consigliere per la sicurezza nazionale di Trump è ormai caduto in disgrazia, al punto che il presidente gli ha tolto persino la scorta per proteggerlo dalle minacce di morte dell’Iran, però lui continua ad avere un peso tra i repubblicani che non hanno il coraggio di dirlo a voce alta, ma si sentono a disagio. Bolton non risparmia critiche a Zelensky, Nato, Ue, dove accusa soprattutto Francia e Germania di alimentare illusioni devastanti nell’era del movimento Maga. Però dice pure che tutti questi difetti non sono sufficienti a giustificare la distruzione di un sistema che ha garantito ottant’anni di relativa pace e prosperità all’intero Occidente, partendo dagli Usa. Perciò invita i colleghi a dirlo gentilmente a Trump, oppure dimettersi, se il tradimento dei loro valori diventerà più grave del sopportabile.