NEW YORK — Mentre il presidente Donald Trump era a giocare a golf in Florida e il suo vice, J. D. Vance, a sciare in Vermont, è toccato al consigliere nazionale della Casa Bianca Mike Waltz, al segretario di Stato Marco Rubio e a quello all’Economia Scott Bessent, tutti e tre presenti venerdì allo scontro nello studio ovale, andare in tv per inviare un avvertimento al presidente ucraino Volodymyr Zelensky: o cambia atteggiamento o si faccia da parte. Sui social ci ha pensato Elon Musk, il più forte alleato di Trump, a mandare un pizzino all’Europa, rilanciando sul suo account seguito da oltre 200 milioni di utenti l’invito di un follower a ritirare gli Usa dalla Nato. «Sono d’accordo», ha commentato Musk, ripostando il messaggio di @GunterEagleman, che aveva scritto: «È tempo di lasciare Nato e Nazioni Unite». Trump, ore dopo, non aveva commentato.
A parlare, domenica mattina, sono stati i suoi collaboratori. «Abbiamo bisogno - ha detto alla Cnn Waltz - di un leader che possa tr…
NEW YORK — Mentre il presidente Donald Trump era a giocare a golf in Florida e il suo vice, J. D. Vance, a sciare in Vermont, è toccato al consigliere nazionale della Casa Bianca Mike Waltz, al segretario di Stato Marco Rubio e a quello all’Economia Scott Bessent, tutti e tre presenti venerdì allo scontro nello studio ovale, andare in tv per inviare un avvertimento al presidente ucraino Volodymyr Zelensky: o cambia atteggiamento o si faccia da parte. Sui social ci ha pensato Elon Musk, il più forte alleato di Trump, a mandare un pizzino all’Europa, rilanciando sul suo account seguito da oltre 200 milioni di utenti l’invito di un follower a ritirare gli Usa dalla Nato. «Sono d’accordo», ha commentato Musk, ripostando il messaggio di @GunterEagleman, che aveva scritto: «È tempo di lasciare Nato e Nazioni Unite». Trump, ore dopo, non aveva commentato.
A parlare, domenica mattina, sono stati i suoi collaboratori. «Abbiamo bisogno - ha detto alla Cnn Waltz - di un leader che possa trattare con noi, eventualmente con i russi, e porre fine a questa guerra». «E se diventa chiaro - ha aggiunto - che le motivazioni personali e politiche del presidente Zelensky divergono dalla fine dei combattimenti in Ucraina, allora penso che abbiamo un vero problema tra le mani». Trump voleva la firma in bianco sull’accordo per lo sfruttamento dei minerali rari ucraini. Zelensky, nonostante l’inviato Usa Keith Kellogg gli avesse sconsigliato di andare a Washington senza la volontà di firmare, ha tentato l’ultima carta per ottenere le garanzie sulla sicurezza, mantenendo il dialogo tenuto in questi tre anni.
Ma l’interlocutore alla Casa Bianca è cambiato: non c’è più l’atlantista Joe Biden, ma l’uomo d’affari. Dopo la sfuriata pubblica, però, Trump non vuole perdere la possibilità di mettere le mani sui tesori ucraini. Il capo della diplomazia americana Rubio, in un’intervista a Abc, ha detto di non aver parlato con Zelensky dopo lo scontro ma non ha escluso che lo abbia fatto Trump.
Anche lui, però, ha dato una picconata al leader ucraino: «Per settimane - ha spiegato Rubio - abbiamo detto chiaramente a ucraini ed europei di non intraprendere azioni che potessero far deragliare il processo». «Purtroppo - ha aggiunto - Zelensky non è riuscito a trattenersi. Spero si possa rimediare». Waltz ha avvertito gli alleati. «Sarà l’Europa - ha detto - a occuparsi della sicurezza in Ucraina. È prematuro parlare del ruolo degli Stati Uniti». Bessent, a Cbs, ha ribadito il concetto: «Tocca all’Unione Europea garantire la sicurezza, non alla Nato».