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In Germania, feste prese di mira: il Paese costretto a spegnere le luci

(afp)

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L'auto piombata sulla folla vicino ad un mercatino di Carnevale nella città di tedesca di Mannheim, con un bilancio di almeno due morti e una decina di feriti, è l'ultimo di una serie di episodi che ha colpito il Paese
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BERLINO – È la maledizione delle feste, e per giunta quelle più sacre: Natale e carnevale. In Germania ci si prepara per settimane alla prima, per mesi alla seconda. Per tutto dicembre si attende l’avvento, ogni domenica che precede il Natale si accende una candela per la corona di rametti di abete che troneggia su ogni tavolo da pranzo. E l’addobbo dell’albero di Natale è un rito cui partecipa tutta la famiglia. In quelle settimane di attesa, i centri di quasi tutte le città tedesche si riempiono dei tradizionali mercatini, frequentatissimi anche dai turisti.

Si può capire allora il trauma di un Paese intero quando il 19 dicembre del 2016, un tir nero falciò la folla del mercatino di Natale di Breitscheidtplatz, nella parte ovest di Berlino, ammazzando tredici persone e ferendone 56. Fu la prima strage recente motivata da odio religioso: l’attentatore, Anis Amri, era un fondamentalista islamico. E quel gravissimo attentato, nel mezzo della crisi dei profughi, innescò un dibattito s…

BERLINO – È la maledizione delle feste, e per giunta quelle più sacre: Natale e carnevale. In Germania ci si prepara per settimane alla prima, per mesi alla seconda. Per tutto dicembre si attende l’avvento, ogni domenica che precede il Natale si accende una candela per la corona di rametti di abete che troneggia su ogni tavolo da pranzo. E l’addobbo dell’albero di Natale è un rito cui partecipa tutta la famiglia. In quelle settimane di attesa, i centri di quasi tutte le città tedesche si riempiono dei tradizionali mercatini, frequentatissimi anche dai turisti.

Si può capire allora il trauma di un Paese intero quando il 19 dicembre del 2016, un tir nero falciò la folla del mercatino di Natale di Breitscheidtplatz, nella parte ovest di Berlino, ammazzando tredici persone e ferendone 56. Fu la prima strage recente motivata da odio religioso: l’attentatore, Anis Amri, era un fondamentalista islamico. E quel gravissimo attentato, nel mezzo della crisi dei profughi, innescò un dibattito sempre più avvelenato, anche per la difficoltà di blindare i circa 2.500-3.000 mercatini di Natale sparsi tra fine novembre e fine dicembre a.in tutta la Germania. La polizia cominciò a circondarli di enormi blocchi di cemento, l’Afd li ribattezzò con un termine agghiacciante: i “sassi di Merkel”.

L’anno dopo, a Potsdam, la polizia trovò una bomba piena di chiodi, sempre vicino a un mercatino di Natale. E a Treviri, a dicembre nel 2020, una macchina piombò tra i banchi nella zona pedonale, lasciando cinque morti e quindici feriti sull’asfalto. E infine, Magdeburgo, alla fine dello scorso anno. A quattro giorni dalla vigilia, un medico saudita fa irruzione con la sua Mini tra i chioschi natalizi, uccidendo cinque persone e ferendone oltre duecento. Da allora l’Afd non fa che predicare la «Germania di una volta», dove si passeggiava tranquilli tra i chioschi di vin brûlé e i pupazzi di Santa Claus.

Quanto sia sentito il carnevale in tutta la Renania, da Colonia a Magonza, da Francoforte a Duesseldorf, dove la festa del rovesciamento carnascialesco della realtà, dello sbeffeggiamento dei potenti, delle parate che precedono la Quaresima risalgono addirittura al Medioevo, lo dimostra il fatto che quando scoppiò il Covid, le feste non furono annullate, e alcuni dei peggiori focolai del virus si sparsero proprio lì. A Colonia, capitale antichissima e incontrastata del carnevale, la festa comincia addirittura ufficialmente l’undici novembre, alle undici e undici.

Si può immaginare anche qui il trauma, dopo l’attacco al centro di Mannheim di ieri, che si preparava oggi a una giornata di festa di carnevale proprio nella zona pedonale dove è avvenuto l’attacco. Insieme alla vicina Heidelberg, la seconda maggiore città del Baden-Wuerttemberg, Mannheim ha deciso di cancellare il carnevale, di spegnere le luci su un altro, amato rito popolare.

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