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Cresce la rabbia di Kiev dopo le ultime mosse di Zelensky: “Vogliono umiliarci”

(reuters)

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La riapertura del presidente ucraino a una trattativa con gli Usa, dopo lo scontro nello studio ovale, crea tensione tra gli abitanti della capitale. “Impossibile mettersi d’accordo con i russi. La storia insegna”
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KIEV – Irina ha 77 anni e un figlio con un proiettile conficcato nel cranio. Dice che «c’è bisogno della pace, assolutamente sì, ma io di politica non capisco nulla». Questo terremoto quotidiano di notizie che «fanno paura» arriva alla gente di Kiev e suscita sentimenti diversi. «Fanno bene, fanno male... Parlano tanto, ma io so che ne so? Mio figlio — dice Irina — ha 54 anni e due bambini all’asilo, e non ha un soldo. Combatteva a Chasiv Yar, ha questa scheggia nel cervello e ci vorrebbe un’operazione all’estero per salvarlo. Invece non gli danno ancora neppure la pensione. Sarà gravemente invalido a vita, ma lo hanno scaricato come un corpo inutile».

«Se andrà tutto male resteremo uniti come sempre», dice Daria Pleschun, 36enne manager nell’abbigliamento: «Questa nuova amministrazione americana non mi piace, vuole la nostra capitolazione ma non l’avrà, noi non la vogliamo. Andremo avanti a combattere, è impossibile mettersi d’accordo con i russi. La storia insegna». Ma il freno…

KIEV – Irina ha 77 anni e un figlio con un proiettile conficcato nel cranio. Dice che «c’è bisogno della pace, assolutamente sì, ma io di politica non capisco nulla». Questo terremoto quotidiano di notizie che «fanno paura» arriva alla gente di Kiev e suscita sentimenti diversi. «Fanno bene, fanno male... Parlano tanto, ma io so che ne so? Mio figlio — dice Irina — ha 54 anni e due bambini all’asilo, e non ha un soldo. Combatteva a Chasiv Yar, ha questa scheggia nel cervello e ci vorrebbe un’operazione all’estero per salvarlo. Invece non gli danno ancora neppure la pensione. Sarà gravemente invalido a vita, ma lo hanno scaricato come un corpo inutile».

«Se andrà tutto male resteremo uniti come sempre», dice Daria Pleschun, 36enne manager nell’abbigliamento: «Questa nuova amministrazione americana non mi piace, vuole la nostra capitolazione ma non l’avrà, noi non la vogliamo. Andremo avanti a combattere, è impossibile mettersi d’accordo con i russi. La storia insegna». Ma il freno tirato di Trump sugli aiuti è «una coltellata» che ferisce tutti. «La vedo molto male, ora. E sono davvero preoccupato. L’Europa — dice Oleg, guardia giurata 53enne — deve fare di più: noi siamo la frontiera dell’Europa e bisogna fermare i russi».

Il messaggio di Zelensky che riapre le porte a una trattativa devono ancora digerirlo, ma gli analisti cominciano già a tirare le righe: «Giusto confermare che non siamo contrari a un cessate il fuoco, Trump percepisce qualsiasi dichiarazione di Zelensky sulla protezione degli interessi ucraini come ritrosia a negoziare. Un cambio di tattica era necessario», dice il politologo Volodymyr Fesenko.

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