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Seul, una zona rossa contro l’iperturismo: “Dalle 17 alle 10 qui i visitatori non possono entrare”

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In vigore dal 1 marzo in alcune aree di Bukchon, tra le zone più visitate della capitale sudcoreana, la misura arriva dopo le continue lamentele dei residenti
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PECHINO - All’inizio di uno dei vicoletti di Bukchon Hanok un cartello con disegnato un omino che assomiglia ad uno sceriffo - stella gialla sul cappello e braccio destro alzato come a dire “stop” - informa i visitatori. “Zona rossa” c’è scritto. “Orario delle restrizioni per i turisti dalle 17 alle 10”. Dopo un periodo di prova partito lo scorso novembre, ora il coprifuoco è in vigore a tutti gli effetti in specifiche aree di Bukchon - in questa zona di Seul che è una delle più caratteristiche e visitate della capitale sudcoreana - per combattere l’overtourism, il sovraffollamento turistico.

Entrato in vigore sabato primo marzo, in base al divieto chi verrà beccato dopo le 17 a fare il turista nella zona residenziale storica del quartiere rischia una multa di 100mila won (65 euro): visitatori coreani o stranieri non fa differenza. “La zona rossa, l'area residenziale dietro la Biblioteca Jeongdok, tra il Palazzo Gyeongbokgung e il Palazzo Changdeokgung, è quella che registra il maggio…

PECHINO - All’inizio di uno dei vicoletti di Bukchon Hanok un cartello con disegnato un omino che assomiglia ad uno sceriffo - stella gialla sul cappello e braccio destro alzato come a dire “stop” - informa i visitatori. “Zona rossa” c’è scritto. “Orario delle restrizioni per i turisti dalle 17 alle 10”. Dopo un periodo di prova partito lo scorso novembre, ora il coprifuoco è in vigore a tutti gli effetti in specifiche aree di Bukchon - in questa zona di Seul che è una delle più caratteristiche e visitate della capitale sudcoreana - per combattere l’overtourism, il sovraffollamento turistico.

Entrato in vigore sabato primo marzo, in base al divieto chi verrà beccato dopo le 17 a fare il turista nella zona residenziale storica del quartiere rischia una multa di 100mila won (65 euro): visitatori coreani o stranieri non fa differenza. “La zona rossa, l'area residenziale dietro la Biblioteca Jeongdok, tra il Palazzo Gyeongbokgung e il Palazzo Changdeokgung, è quella che registra il maggior afflusso di visitatori. L’area in cui è stato imposto il coprifuoco è di circa 34mila metri quadrati. A tutti i turisti, ad eccezione di coloro che alloggiano nella zona, è vietato l'accesso dalle 17 alle 10 del giorno successivo”, scrive la stampa di Seul. “Azioni come scattare foto, passeggiare per la zona e soffermarsi in un punto dopo le 17 saranno considerate turistiche”, continuano i giornali sudcoreani. “I residenti, i loro parenti, chi ha attività commerciali e coloro che si trovano semplicemente di passaggio nella zona saranno esentati dalle restrizioni”.

Una misura che arriva dopo le continue lamentale di chi - in questo quartiere pittoresco dai vicoli stretti e tortuosi in cui ancora si possono vedere le tradizionali case coreane, le hanok - ci vive. Turisti che se ne vanno in giro fino a tarda notte disturbando la quiete, che lasciano in giro rifiuti, che invadono la privacy dei residenti, che in alcuni casi si mettono a fare pure pipì tra le stradine. Alcuni turisti sono stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza mentre cercavano di entrare in case private o sbirciavano all'interno senza permesso.

Con i suoi sei secoli di storia, questo villaggio nella parte settentrionale di Seul ospita circa novecento case tradizionali, le hanok, che risalgono alla dinastia Joseon (1392-1910): Bukchon era il quartiere dove vivevano i funzionari governativi e la nobiltà dell’epoca. Ma Bukchon è ancora un quartiere residenziale, nonostante oggi molte di queste case siano state riconvertite in centri culturali, ristoranti e case da tè, e nonostante molte hanok oggi offrano la possibilità di alloggio (erano 10 nel 2010, ora sono 116). Bukchon ha attirato circa 6,6 milioni di visitatori in tutto il 2023 (ultimi dati disponibili), a fronte di appena 6.100 residenti.

Seul non è l’unica a fronteggiare il problema dell’overtourism: molte città stanno lottando per trovare un equilibrio tra le necessarie entrate turistiche e il non far scappar via i residenti. Da Venezia a Barcellona fino al vicino Giappone. Che misure del genere le ha già iniziate ad applicare. La città di Kyoto, l’antica capitale nipponica (50 milioni di visitatori all'anno), dopo aver bloccato nel 2024 l’accesso ai turisti molesti nelle viuzze dello storico quartiere di Gion dove ancora si possono vedere a passeggio le geishe, nel gennaio di quest’anno ha annunciato l’intenzione di aumentare le tasse di soggiorno fino a 10mila yen (64 euro) a notte a partire dal marzo 2026, destinando le entrate a “progetti a beneficio della popolazione locale”, come ha dichiarato il sindaco della città.

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