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Vertice Ue, approvate le 5 condizioni per la pace in Ucraina. Meloni: “Truppe europee non efficaci”

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Zelensky a Bruxelles per il Consiglio straordinario Ue: “Voglio ringraziare tutti i leader europei per il forte segnale di supporto, non siamo soli”
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I leader dei 27 Stati membri Ue hanno adottato le conclusioni sulla difesa europea al vertice straordinario di Bruxelles. E hanno approvato le cinque condizioni per la pace in Ucraina. "Questo è un momento spartiacque per l'Europa e Kiev come parte della nostra famiglia europea”. Ursula von der Leyen lo aveva ribadito all’inizio della giornata, accanto al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a Bruxelles per partecipare al Consiglio straordinario Ue. Le conclusioni sull'Ucraina sono state adottate invece da 26 Stati membri: resta pertanto il no del premier ungherese, Viktor Orban, che non ha permesso l'unanimità. Giorgia Meloni ha commentato a margine: “Quella delle truppe Ue è la soluzione meno efficace”.

Primo punto dell…

I leader dei 27 Stati membri Ue hanno adottato le conclusioni sulla difesa europea al vertice straordinario di Bruxelles. E hanno approvato le cinque condizioni per la pace in Ucraina. "Questo è un momento spartiacque per l'Europa e Kiev come parte della nostra famiglia europea”. Ursula von der Leyen lo aveva ribadito all’inizio della giornata, accanto al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a Bruxelles per partecipare al Consiglio straordinario Ue. Le conclusioni sull'Ucraina sono state adottate invece da 26 Stati membri: resta pertanto il no del premier ungherese, Viktor Orban, che non ha permesso l'unanimità. Giorgia Meloni ha commentato a margine: “Quella delle truppe Ue è la soluzione meno efficace”.

Primo punto delle cinque condizioni per la pace è che “non possono esserci negoziati sull'Ucraina senza l'Ucraina”. Così come “non possono esserci negoziati che incidano sulla sicurezza europea senza il coinvolgimento dell'Europa. La sicurezza dell'Ucraina, dell'Europa, transatlantica e globale sono interconnesse”. E ancora, “qualsiasi tregua o cessate il fuoco può aver luogo solo come parte del processo che porta a un accordo di pace globale. Qualsiasi accordo del genere deve essere accompagnato da solide e credibili garanzie di sicurezza per l'Ucraina che contribuiscano a scoraggiare future aggressioni russe”. E il quinto, forse il più importante: “La pace deve rispettare l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina”.

La premier Meloni ha apprezzato l’approvazione della proposta italiana che suggeriva di “scomputare le spese per la difesa dal calcolo del rapporto deficit-Pil – dice – La presidente von der Leyen individua poi ulteriori possibilità di accedere a prestiti per 150 miliardi di euro che è un'ulteriore possibilità anche se tra le criticità da noi segnalate c'è quella per cui gran parte di queste risorse hanno a che fare in qualche maniera con il debito”.

Sulle truppe europee si dice “molto molto perplessa, non lo considero efficace – aggiunge la presidente del Consiglio – Escludo che possano essere inviati soldati italiani. Meglio pensare a soluzioni più durature come estendere l'articolo 5 della Nato”.

E ancora, “riarmo non è la parola adatta – specifica – il tema difesa riguarda materie prime e tantissimi altri domini. Stiamo dando messaggi non chiari ai cittadini. Abbiamo condotto una battaglia per escludere i fondi di coesione, cioè per escludere la possibilità che venissero forzatamente dirottate risorse dai fondi di coesione alle spese sulla difesa. Non possiamo impedire che altre nazioni decidano di fare questa scelta, soprattutto quelle che sono più esposte, ma per quello che mi riguarda, io proporrò al Parlamento di chiarire fin da subito che l'Italia non intende dirottare fondi della coesione, fondi importantissimi per noi, sull'acquisto di armi".

Si sta parlando intanto di un possibile vertice tra Usa e Ue, da costruire: “È un impegno sul quale l'Italia intende lavorare. Riteniamo sia utile vedersi e parlarsi. Continuiamo a lavorarci. Non ci sono ancora elementi concreti. Ho riscontrato molto, molto interesse da parte degli interlocutori sul tema”.

“L'Europa affronta un pericolo chiaro e presente, deve essere in grado di proteggersi, di difendersi. Ma dobbiamo mettere l'Ucraina in una posizione per proteggersi e spingere per una pace duratura e giusta. Vogliamo una pace con la forza, ed è per questo che oggi presento ai leader il piano di riarmo dell'Europa”, ha continuato la presidente della Commissione europea in punto stampa congiunto con Zelensky e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.

Il piano di riarmo citato da von der Leyen prevede fino a 800 miliardi di euro per investimenti nella difesa. Offre agli Stati membri uno spazio fiscale per investire nella difesa e la possibilità di investire nell'industria della difesa ucraina o di procurarsi capacità militari che vanno direttamente all'Ucraina.

“Quindi è a vantaggio del riarmo dell'Europa, del riarmo dell'Unione europea, ma anche dell'armamento dell'Ucraina nella sua lotta esistenziale per la sua sovranità e integrità territoriale. Volodymyr grazie per essere qui. È un momento molto importante per dimostrare che siamo al fianco dell'Ucraina per tutto il tempo necessario", ha aggiunto.

"Voglio ringraziare tutti i leader europei per il forte segnale di supporto, fin dall'inizio della guerra e durante tutto questo periodo”, ha risposto Zelensky. “Siamo molto grati di non essere soli. E queste non sono solo parole, lo sentiamo. È molto importante questo forte segnale al popolo ucraino, ai soldati ucraini, ai civili, a tutte le nostre famiglie. Ed è importante che non siamo soli. Lo sentiamo e lo sappiamo”.

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