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Lotte di potere, accuse e guerra tra bande: così il partito di Nigel Farage sta già implodendo

(afp)

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Reform Uk è in testa ai sondaggi, ma nelle ultime ore è esplosa una faida interna che potrebbe clamorosamente distruggere la nuova creatura del re della destra britannica. E c’entra anche Elon Musk
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LONDRA - Il partito di Nigel Farage, che sta volando nei sondaggi, forse è già imploso. Reform UK sta vivendo la sua prima, clamorosa crisi da quando è apparso sul palcoscenico politico britannico, solamente sei anni fa. Da allora, Farage ha costantemente accresciuto seguaci e iscritti, superando qualche settimana fa la soglia di 100mila, e balzando in testa nelle intenzioni di voto nel Regno Unito. Ma ora è esploso uno scontro fratricida tra i due rappresentanti più carismatici del partito: il re della Brexit Farage appunto, e il deputato Richard Lowe a Westminster.

Lowe, chi è costui? Sessantasette anni, quattro figli, è stato businessman di successo e presidente della squadra di calcio inglese del Southampton. Ma da qualche tempo, Lowe sta cercando di rubare i riflettori a Farage e pure il suo trono alla guida di Reform, secondo i maligni a Westminster. Lowe è un populista acchiappa-click come pochi online, con i suoi proclami massimalisti, estremisti, anti-woke, anti-diversità, B…

LONDRA - Il partito di Nigel Farage, che sta volando nei sondaggi, forse è già imploso. Reform UK sta vivendo la sua prima, clamorosa crisi da quando è apparso sul palcoscenico politico britannico, solamente sei anni fa. Da allora, Farage ha costantemente accresciuto seguaci e iscritti, superando qualche settimana fa la soglia di 100mila, e balzando in testa nelle intenzioni di voto nel Regno Unito. Ma ora è esploso uno scontro fratricida tra i due rappresentanti più carismatici del partito: il re della Brexit Farage appunto, e il deputato Richard Lowe a Westminster.

Lowe, chi è costui? Sessantasette anni, quattro figli, è stato businessman di successo e presidente della squadra di calcio inglese del Southampton. Ma da qualche tempo, Lowe sta cercando di rubare i riflettori a Farage e pure il suo trono alla guida di Reform, secondo i maligni a Westminster. Lowe è un populista acchiappa-click come pochi online, con i suoi proclami massimalisti, estremisti, anti-woke, anti-diversità, Britain First e contro il “razzismo nei confronti dei bianchi”.

Un protagonismo assoluto, di decine di tweet al giorno e centinaia di migliaia di “like”, che ha conquistato anche Elon Musk. Una volta al potere, Lowe promette che Reform Uk ripristinerà in alcuni casi la pena di morte, che bisogna deportare tutti i migranti illegali immediatamente, anche su un’isola scozzese e lasciare che li mangino i midges, ossia i terribili moscerini della nazione di Braveheart, come ha dichiarato giovedì in una intervista al Daily Mail. Roba che persino Farage sembra un moderato a confronto.

Ma quella conversazione con il tabloid è stata esplosiva soprattutto per un altro motivo. Nella circostanza, Lowe ha attaccato platealmente Nigel Farage, un leader che secondo lui persegue un “culto messianico", accusandolo di centralizzare eccessivamente il partito e di non delegare alcuna mansione o potere. “Di questo passo”, ha dichiarato Lowe al Daily Mail, “Reform UK è destinato a non crescere, rinunciando a diventare un partito che può conquistare Downing Street, come invece credo sia nelle sue possibilità. Farage deve cambiare molte cose. Altrimenti non arriveremo mai al potere”.

Passa soltanto un giorno e arriva la terribile, brutale vendetta di Farage e del partito. Nel tardo pomeriggio di venerdì 7 marzo, Reform UK pubblica un comunicato in cui annuncia di aver sospeso Rupert Lowe. Ufficialmente, non per la sua intervista al Daily Mail in cui ha attaccato personalmente “il messianico leader”, ma per “alcuni episodi apparentemente misogini nei confronti di due lavoratrici del suo staff, di cui siamo venuti a conoscenza". Inoltre, Lowe sarebbe stato autore di “battute crudeli sulla disabilità”, sempre secondo il partito, e “qualche tempo fa avrebbe minacciato il presidente del partito”, Zia Yusuf. “Lowe sinora non ha voluto cooperare con le indagini interne”.

Immediata la risposta di Lowe: “Questa è una coltellata alla schiena. Tutte le accuse contro di me sono false e senza alcuna sostanza. C’è un chiaro disegno contro il sottoscritto, perché il partito ha pubblicato il comunicato oggi senza neanche interpellarmi. Eppure, se ho parlato pubblicamente su Farage, l’ho fatto solo per il bene del partito ed è stata una scelta obbligata. Perché nelle settimane precedenti ho provato ad aprire un dibattito all’interno di Reform, a parlare con Nigel di quello che non va, ma sono sempre stato ignorato o sfottuto per questo. I nostri elettori meritano di molto meglio. Il partito è nostro come lo è di Farage. Non mi silenzieranno”.

Il re della Brexit per ora non risponde. Ma certo si è aperta una faglia ferale in Reform, che potrebbe presto scatenare una guerra civile. Tra l’altro, come pare confermare un portavoce della polizia di Londra, la denuncia di “minacce fisiche da parte di un 67enne”, probabilmente Lowe, risale ad eventi presumibilmente occorsi nelle settimane scorse, ma sarebbe arrivata in commissariato soltanto il 6 marzo . Ossia, proprio il giorno della pubblicazione dell’intervista di Lowe sul Daily Mail. Perché, dunque, Reform ha deciso di denunciare proprio quel giorno il deputato ribelle, ora sospeso ufficialmente dal partito?

In ogni caso, anche per la sua brutale schiettezza, Lowe ha un enorme seguito su X ed è stato già incensato in passato da Elon Musk, che mesi fa aveva provato a scaricare Nigel Farage perché “non all’altezza”, seppur senza successo. Sinora Lowe ha dichiarato di voler restare in Reform, ma molti suoi sostenitori ora gli chiedono di defezionare e creare un nuovo partito tutto suo. In ogni caso, ora Musk potrebbe tornare all’attacco contro l’attuale leader di Reform, creatura politica che in ogni caso sta dimostrando di avere già le vertigini. Come sottolineano i conservatori, “se il partito di Farage implode soltanto con cinque parlamentari a Westminster, come pensa di poter mai governare il Paese?”.

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