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Trump scrive a Khamenei: “L’Iran negozi sul nucleare o agiremo in altro modo”

(reuters)

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L’avvertimento del presidente Usa derubricata a Teheran come “spettacolo ripetitivo”. Araghchi: “Non negozieremo sotto ‘la massima pressione’”. Silenzio dalla guida suprema
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Dopo aver rotto il tabù dei negoziati diretti con Hamas, che gli Stati Uniti considerano una organizzazione terroristica, Donal Trump prende l’iniziativa e invia una lettera al leader iraniano, la guida suprema Ali Khamenei, ponendolo di fatto di fronte a un ultimatum: o trattate sul nucleare, o saremo costretti ad agire in un altro modo, con un intervento militare. "Siamo arrivati agli ultimi colpi con l'Iran. Sarà un momento interessante. E vedremo cosa succederà. Non possiamo lasciarli avere un'arma nucleare", ha detto il presidente americano nello Studio Ovale. "Qualcosa accadrà molto presto... Speriamo di poter raggiungere un accordo di pace. Preferirei vedere un accordo di pace piuttosto che l'altro, ma l'altro risolverà il problema".

Trump non ha chiarito cosa sia “l’altro” ma nell’ultima settimana americani e israeliani hanno tenuto esercitazioni congiunte sul Mediterraneo molto spettacolari, con i bombardieri B52, aerei per il rifornimento in volo, in una dimostrazione di fo…

Dopo aver rotto il tabù dei negoziati diretti con Hamas, che gli Stati Uniti considerano una organizzazione terroristica, Donal Trump prende l’iniziativa e invia una lettera al leader iraniano, la guida suprema Ali Khamenei, ponendolo di fatto di fronte a un ultimatum: o trattate sul nucleare, o saremo costretti ad agire in un altro modo, con un intervento militare. "Siamo arrivati agli ultimi colpi con l'Iran. Sarà un momento interessante. E vedremo cosa succederà. Non possiamo lasciarli avere un'arma nucleare", ha detto il presidente americano nello Studio Ovale. "Qualcosa accadrà molto presto... Speriamo di poter raggiungere un accordo di pace. Preferirei vedere un accordo di pace piuttosto che l'altro, ma l'altro risolverà il problema".

Trump non ha chiarito cosa sia “l’altro” ma nell’ultima settimana americani e israeliani hanno tenuto esercitazioni congiunte sul Mediterraneo molto spettacolari, con i bombardieri B52, aerei per il rifornimento in volo, in una dimostrazione di forza che molti hanno interpretato come un messaggio a Teheran.
Le prime reazioni iraniane sono arrivate dai media, da Nour News, agenzia di stampa espressione del Consiglio supremo di sicurezza, che insieme a Khamenei decide la politica nucleare. La lettera di Trump è stata definita "uno spettacolo ripetitivo". Nel 2009, fu Obama a scrivere a Khamenei, e quell’iniziativa aprì la strada ai negoziati che hanno portato al Jcpoa, l’accordo sul nucleare del 2015. Ma quell’intesa è stata stracciata in maniera unilaterale proprio da Trump durante il suo primo mandato, nel 2018.

Gli iraniani non si fidano del tycoon, tanto più dopo lo showdown con Zelensky nello studio Ovale. Prima della mossa di Trump, il ministro degli esteri Araghchi aveva chiarito che l’Iran non negozierà mai sotto la “massima pressione”, ovvero con la pistola delle sanzioni puntata alla testa. Il capo della diplomazia iraniana assicura che il programma nucleare del suo Paese "non può essere distrutto" e che un attacco israeliano innescherebbe una "conflagrazione generale" in Medio Oriente. Araghchi è espressione di un governo moderato, che aveva fatto del negoziato con gli americani il perno della sua proposta politica in campagna elettorale, ma che ha dovuto rimangiarsi la promessa quando, il 7 febbraio scorso, Khamenei ha definito l’idea di voler negoziare “col nemico, non saggia, poco intelligente e non onorevole”.

Il presidente Pezeshkian, che è riuscito a farsi eleggere sulla speranza di un negoziato e dunque della rimozione delle sanzioni, ha dovuto capitolare durante un recente discorso al Parlamento: "Personalmente pensavo che sarebbe stato meglio negoziare con gli Usa, ma il Leader Supremo ha detto che non avremmo parlato con gli Usa. Quindi ho detto che non avremmo negoziato con gli Usa. Era fatta e finita", ha detto con un tono di frustrazione. Bisogna vedere ora come reagirà Khamenei. L’Iran è un mezzo a una tempesta economica che si aggrava ogni settimana, e Israele spinge per approfittare nel momento di debolezza dell’asse che all’Iran faceva riferimento, tra la Siria e il Libano, e infliggere un colpo letale al programma nucleare di Teheran.

Anche su questo dossier, tuttavia, Trump sembra muoversi in maniera autonoma rispetto all’alleato Netanyahu, confermando l’idea di molti analisti che l’America First prevale a prescindere dagli interlocutori. La scorsa settimana funzionari del governo israeliano hanno avuto accese discussioni con l’inviato Usa per gli ostaggi dopo la decisione di Washington di trattare direttamente con Hamas. Secondo la stampa israeliana, Netanyahu ha appreso dai media della lettera che Trump ha spedito a Teheran.

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