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Macron ora accelera: “Subito i rinforzi alle truppe di Zelensky”

(agf)

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Con il disimpegno Usa, il vertice degli eserciti continentali di martedì non discuterà solo di peacekeeping: diventa un summit d’emergenza
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PARIGI – Si trasforma in un vertice di emergenza la riunione dei capi di Stato Maggiore dei Paesi alleati dell’Ucraina prevista a Parigi. Con l’escalation di attacchi missilistici russi su diverse città e le truppe ucraine ormai assediate nella regione di Kursk, i capi operativi dei grandi eserciti continentali devono vagliare possibili nuovi aiuti militari per impedire lo sfondamento dei russi.

Una delle prime urgenze da affrontare nella riunione di Parigi è il «buio» in cui sono precipitate le forze armate ucraine, dopo che gli Usa hanno deciso di non dare più l’intelligence. La Francia ha già detto di voler mantenere lo scambio di informazioni con l’esercito di Kiev che ha improvvisamente perso le coordinate per colpire dietro le linee russe e attaccare i nemici. «L’obiettivo operativo è rinforzare l’Ucraina, dandole forza dissuasiva di fronte alla Russia» dice una fonte del ministero della Difesa francese. In modo meno esplicito, anche il Regno Unito ha fatto sapere a Kiev che no…

PARIGI – Si trasforma in un vertice di emergenza la riunione dei capi di Stato Maggiore dei Paesi alleati dell’Ucraina prevista a Parigi. Con l’escalation di attacchi missilistici russi su diverse città e le truppe ucraine ormai assediate nella regione di Kursk, i capi operativi dei grandi eserciti continentali devono vagliare possibili nuovi aiuti militari per impedire lo sfondamento dei russi.

Una delle prime urgenze da affrontare nella riunione di Parigi è il «buio» in cui sono precipitate le forze armate ucraine, dopo che gli Usa hanno deciso di non dare più l’intelligence. La Francia ha già detto di voler mantenere lo scambio di informazioni con l’esercito di Kiev che ha improvvisamente perso le coordinate per colpire dietro le linee russe e attaccare i nemici. «L’obiettivo operativo è rinforzare l’Ucraina, dandole forza dissuasiva di fronte alla Russia» dice una fonte del ministero della Difesa francese. In modo meno esplicito, anche il Regno Unito ha fatto sapere a Kiev che non chiuderà il rubinetto dell’intelligence, tra cui quella condivisa dagli Usa, nonostante il nuovo diktat di Trump.

La coalizione di Paesi in sostegno di Kiev che si riunisce a Parigi in un doppio appuntamento - martedì i capi di Stato Maggiore del fronte alleato più vasto e mercoledì i ministri delle cinque grandi potenze militari del continente - ha una priorità immediata: evitare che Volodymyr Zelensky si sieda in ginocchio al tavolo dei negoziati, in una condizione di ulteriore debolezza rispetto a quella in cui è già precipitato da quando Trump si è insediato alla Casa Bianca. È il timore che il presidente ucraino ha confidato a Emmanuel Macron. Ed è anche il motivo per cui il leader francese ha proposto la riunione dei capi degli eserciti, in modo repentino e fuori dai normali schemi. D’altronde, fanno notare a Parigi, dal 20 gennaio non c’è più nulla di ordinario, né di prevedibile.

Una riunione «tecnica» l’ha definita Macron che parteciperà allo scambio con i capi di Stato Maggiore, tra cui il generale Luciano Portolano. «Si tratta di stabilire tecnicamente l’organizzazione e i costi necessari per garantire un sostegno duraturo a un esercito ucraino in un formato credibile», ha spiegato Macron. Ancora prima di parlare di peacekeeping c’è urgente bisogno di rafforzare le forze ucraine in battaglia. I leader del continente sono costretti a rincorrere gli eventi, compreso il rischio che il disimpegno Usa si allarghi alle truppe in Europa in ambito Nato. Macron aveva parlato anni fa della «morte cerebrale» dell’Alleanza. Ora è diventato più prudente sul ruolo dell’Alleanza, che tenta anzi di preservare in questa inedita fase. Insieme al premier britannico Keir Starmer, forma il nuovo ticket che prova a ridisegnare la sicurezza di un continente sempre più orfano dell’ombrello americano.

Macron ripete di voler salvare «l’unità transatlantica» e parla di «stretto coordinamento con la Nato e con il comando militare dell’Alleanza» per le «garanzie di sicurezza» da fornire all’Ucraina. Ora e subito. Ancora prima di un’eventuale tregua di cui continua a diffidare. «Se ci sarà un cessate il fuoco, non sarà per raggiungere una pace duratura, ma per riprendere la guerra con maggiore forza», ha ribadito il leader francese a proposito delle intenzioni della Russia. Ricordando la violazione degli accordi Minsk del 2014, mediati da Germania e Francia, Macron ha chiosato su Putin: «So che può tradire gli accordi che firma».

Il piano di Parigi e Londra per accompagnare il percorso avviato da Trump si riassume in una «sequenza» illustrata dal leader francese: «Costruire prima una tregua misurabile, poi le condizioni per garantire la sicurezza, le misure di fiducia e, infine, una pace duratura». Macron ha aggiunto che «la proposta di sequenza è stata discussa negli ultimi giorni attraverso scambi con i nostri amici ucraini, con il presidente Trump e i suoi collaboratori». Intanto, la pioggia di missili russi di queste ore sta dando ragione allo scetticismo di chi, come l’Eliseo, non crede alla volontà del Cremlino di trattare.

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