Dall’uscita degli Usa dalla Nato all’uso dei satelliti di Starlink in Ucraina, anche oggi il miliardario Elon Musk, capo del Dipartimento per l’efficienza governatica (Doge) dell’amministrazione Trump, ha dettato l’agenda mediatica del mondo. Con dei post sul social X.
L’uscita degli Usa dalla Nato
Nel primo caso ha usato una tecnica a lui cara: prendere il post di un utente, e ripostarlo con un commento. Impegno zero, ma effetto assicurato. Specie se l’intenzione è quella di lanciare una “bomba” mediatica.
Così Elon Musk, che del social network X è il proprietario, nella notte si è tolto lo sfizio di sostenere che gli Stati Uniti dovrebbero uscire dalla Nato, perché “non ha senso per l’America pagare la difesa dell’Europa”. Così, in due righe lasciate lì.
L’occasione è il “tweet” di un utente, Mike Lee, che recita: “Uscire dalla Nato, ora!”. Il miliardario sudafricano (padrone di Tesla, Space X, Starlink, X, alleato e munifico finanziatore di Trump nonché nuovo capo del Diparti…
Dall’uscita degli Usa dalla Nato all’uso dei satelliti di Starlink in Ucraina, anche oggi il miliardario Elon Musk, capo del Dipartimento per l’efficienza governatica (Doge) dell’amministrazione Trump, ha dettato l’agenda mediatica del mondo. Con dei post sul social X.
L’uscita degli Usa dalla Nato
Nel primo caso ha usato una tecnica a lui cara: prendere il post di un utente, e ripostarlo con un commento. Impegno zero, ma effetto assicurato. Specie se l’intenzione è quella di lanciare una “bomba” mediatica.
Così Elon Musk, che del social network X è il proprietario, nella notte si è tolto lo sfizio di sostenere che gli Stati Uniti dovrebbero uscire dalla Nato, perché “non ha senso per l’America pagare la difesa dell’Europa”. Così, in due righe lasciate lì.
L’occasione è il “tweet” di un utente, Mike Lee, che recita: “Uscire dalla Nato, ora!”. Il miliardario sudafricano (padrone di Tesla, Space X, Starlink, X, alleato e munifico finanziatore di Trump nonché nuovo capo del Dipartimento dell’efficienza governativa degli Stati Uniti) legge e rilancia mettendoci del suo. Titolo: “Dovremmo veramente”. Testo: “Non ha senso che l’America paghi la difesa dell’Europa”.
Tanto basta: 23 milioni di visualizzazioni in poche ore e il dibattito è ufficialmente aperto.
Del resto, il post non fa che mettere in chiaro un tema già di fatto aperto dalle ultime svolte dell’amministrazione degli Stati Uniti, che prima ha chiesto agli alleati atlantici di aumentare la propria spesa militare per alleggerire il peso che grava sulle spalle di Washington, poi ha fatto un’inversione di 180 gradi sulla difesa dell’Ucraina, e poi ancora – notizia di ieri – ha annunciato un freno alle esercitazioni congiunte e fatto filtrare un piano di spostamento in Ungheria del proprio storico contingente militare in Germania.
I post su Starlink in Ucraina
Ma non è stata l’unica “bomba mediatica” del giorno. Musk è tornato a chiedere che si arrivi subito alla pace in Ucraina e ammonito che senza il suo sistema satellitare Starlink, la difesa ucraina crollerebbe subito, lasciando intendere di non avere ancora staccato la spina. "Ho letteralmente sfidato Putin a un combattimento corpo a copro per l'Ucraina", ha scritto su X, "il mio sistema Starlink è la spina dorsale dell'esercito ucraino. Tutta la loro prima linea crollerebbe se lo spegnessi".
"Mi disgustano anni di massacri in una situazione di stallo che l'Ucraina perderà inevitabilmente", ha poi aggiunto, "chiunque abbia veramente a cuore la questione, rifletta veramente e capisca veramente, vuole che il tritacarne si fermi. Pace adesso".
La polemica con la Polonia
Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski gli ha replicato su X facendo notare che è Varsavia a pagare i servizi Starlink per l'Ucraina. "A parte l'etica di minacciare la vittima di un'aggressione, se SpaceX si dimostrerà un fornitore inaffidabile saremo costretti a cercare altri fornitori", aveva scritto Sikorski.
“Semplicemente inventate cose. Nessuno ha minacciato di tagliare fuori l'Ucraina da Starlink”, gli ha risposto Marco Rubio, segretario di Stato Usa. “Ringraziate perché senza Starlink l'Ucraina avrebbe perso questa guerra molto tempo fa e i russi sarebbero al confine con la Polonia in questo momento”. Il botta e risposta è stato ripubblicato da Musk: “Quello che dice Rubio è assolutamente corretto”.
Poi il miliardario ha infine precisato: "Per essere estremamente chiari, non importa quanto io non sia d'accordo con la politica ucraina, Starlink non spegnerà mai i suoi terminali. Sto semplicemente affermando che, senza Starlink, le linee ucraine collasserebbero, poiché i russi possono bloccare tutte le altre comunicazioni! Non faremo mai una cosa del genere né la useremmo come merce di scambio". E per Sikorski ha avuto parole decisamente non diplomatiche: "Stai zitto, ometto. Paghi una piccola parte del costo. E non c'è niente che possa sostituire Starlink".