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Centre Pompidou, arrivederci al 2030: chiude per restauro e bonifica. Ma le opere gireranno il mondo

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I lavori erano urgenti per l’aggiornamento degli standard di sicurezza. Ma il duo franco-giapponese di architetti Nicolas Moreau e Hiroko Kusunoki ridisegnerà alcuni spazi. Con la benedizione di Renzo Piano. Una parte della collezione sarà visibile al Louvre e in prestito ad altre strutture
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PARIGI - Arrivederci al 2030, Beaubourg. Chiude per grandi lavori di ristrutturazione e bonifica da amianto uno dei più importanti musei d'arte moderna al mondo. Il Centre Pompidou, progettato da Renzo Piano e Richard Rogers, comincia da oggi un gigantesco cantiere che durerà cinque anni. Per tutto il weekend il museo ha dato accesso gratuito ai visitatori arrivati numerosissimi per salutare l'immensa astronave di tubi e scale mobili atterrata quasi cinquant'anni fa – tra stupore e scetticismo - nel centro di Parigi. Nel quartiere delle Halles, con il suo approccio pluridisciplinare che mischia arte, cinema, letteratura, il Pompidou è diventato un punto fisso dei circuiti culturali, accogliendo ogni anno quattro milioni di visitatori.

La chiusura rappresenta uno shock per tanti amanti dell'arte ma i lavori erano diventati urgenti dal punto di vista della manutenzione della struttura e degli aggiornamenti con gli standard di sicurezza dopo che è stata rilevata presenza di amianto. Nei …

PARIGI - Arrivederci al 2030, Beaubourg. Chiude per grandi lavori di ristrutturazione e bonifica da amianto uno dei più importanti musei d'arte moderna al mondo. Il Centre Pompidou, progettato da Renzo Piano e Richard Rogers, comincia da oggi un gigantesco cantiere che durerà cinque anni. Per tutto il weekend il museo ha dato accesso gratuito ai visitatori arrivati numerosissimi per salutare l'immensa astronave di tubi e scale mobili atterrata quasi cinquant'anni fa – tra stupore e scetticismo - nel centro di Parigi. Nel quartiere delle Halles, con il suo approccio pluridisciplinare che mischia arte, cinema, letteratura, il Pompidou è diventato un punto fisso dei circuiti culturali, accogliendo ogni anno quattro milioni di visitatori.

La chiusura rappresenta uno shock per tanti amanti dell'arte ma i lavori erano diventati urgenti dal punto di vista della manutenzione della struttura e degli aggiornamenti con gli standard di sicurezza dopo che è stata rilevata presenza di amianto. Nei prossimi giorni, comincerà il trasferimento delle circa 2mila opere d'arte, trasferite su camion nelle riserve o in altri musei. «Non è una chiusura è una metamorfosi» precisa il presidente del Centre Pompidou, Laurent Le Bon che ha organizzato molti eventi di saluto al museo, con concerti djset, aperture notturne, performance. Al momento della serata, il presidente insiste sul fatto che lo stile e il marchio Beaubourg continuerà a vivere come un museo diffuso, in Francia e all'estero.

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I turisti a Parigi potranno continuare ad ammirare una parte della collezione, che conta in totale 150mila opere, quanto il MoMa di New York. Una seconda casa sarà il Grand Palais appena riaperto dove è previsto un ciclo di mostre dal titolo “Constellations”, che prende l'avvio con "Niki de Saint Phalle, Jean Tinguely, Pontus Hulten” in programma dal 20 giugno 2025 al 4 gennaio 2026. Al Louvre, opere d’arte moderna e contemporanea provenienti dal Pompidou dialogheranno con l’arte antica, in particolare nell’esposizione “L’Objet ou Histoires d’objets”, prevista per ottobre 2026. Fuori Parigi, una parte della collezione sarà esposta al Centre Pompidou Metz, e in altre regioni come Lione, Lille e Tolone. La collezione potrà anche viaggiare più facilmente all'estero, grazie ai partenariato tra il Centre Pompidou e le succursali di Malaga, Shanghai e presto Bruxelles, o attraverso collaborazioni con grandi musei di Usa, Australia, Giappone.

Il cantiere che inizia ha un costo totale di 448 milioni di euro per quanto riguarda la bonifica e il rinnovamento della struttura, con 186 milioni aggiuntivi destinati a modifiche più sostanziali sugli spazi espositivi affidate agli architetti Nicolas Moreau e Hiroko Kusunoki. L'obiettivo del duo franco-nipponico è rendere il museo più luminoso e accessibile, sostituendo le porte tagliafuoco opache con equivalenti in vetro e ridisegnando l’area di accoglienza. Saranno creati spazi modulari con pareti mobili, che potranno ospitare eventi, spettacoli ed esposizioni all’interno dell’Agora e del Forum, le aree centrali del museo che comprendono anche i primi piani sotterranei.

Il settimo piano, finora chiuso al pubblico, sarà trasformato in una terrazza panoramica con vista su Parigi. Anche la Piazza, l’ampia spianata di fronte al museo, sarà rivoluzionata con l'installazione di nuove gradinate per ospitare eventi e performance. Renzo Piano ha dato la sua benedizione agli architetti del nuovo progetto. «Hanno compreso perfettamente lo spirito del Centre Pompidou. Il loro progetto rispetta l’architettura dell’edificio e, allo stesso tempo, lo rinnova per il futuro senza comprometterne l’integrità” ha commentato l'architetto italiano che vive e lavora a Parigi, con lo studio in una strada adiacente al Pompidou.

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