Germania, i Verdi puntano i piedi: “Non voteremo il maxi piano di Merz”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Come a gennaio sulla mozione anti-migranti approvata anche con i voti dell’Afd, Friedrich Merz ha organizzato anche stavolta una spettacolare fuga in avanti - quella sul piano monstre di riarmo e di stimolo - senza considerare alcuni dettagli essenziali. Il cancelliere in pectore ha reso pubblica la sua svolta sui conti pubblici dopo averli concordati con la Spd, suo futuro partner di coalizione. Ma prima dell’annuncio della scorsa settimana non aveva contattato i Verdi, i cui voti gli serviranno per far approvare le necessarie modifiche al freno al debito dai due terzi dell’attuale Bundestag. E ora il partito ambientalista, prevedibilmente, punta i piedi.
In un’accesa conferenza stampa, i vertici dei Gruenen hanno dichiarato che non voteranno il pacchetto se non ci saranno delle modifiche sostanziali. Il tempo stringe: questa settimana il maxi piano verrà discusso nelle Commissioni del Bundestag, dove è sufficiente una maggioranza semplice per farlo approdare in Aula. Ma l…
BERLINO – Come a gennaio sulla mozione anti-migranti approvata anche con i voti dell’Afd, Friedrich Merz ha organizzato anche stavolta una spettacolare fuga in avanti - quella sul piano monstre di riarmo e di stimolo - senza considerare alcuni dettagli essenziali. Il cancelliere in pectore ha reso pubblica la sua svolta sui conti pubblici dopo averli concordati con la Spd, suo futuro partner di coalizione. Ma prima dell’annuncio della scorsa settimana non aveva contattato i Verdi, i cui voti gli serviranno per far approvare le necessarie modifiche al freno al debito dai due terzi dell’attuale Bundestag. E ora il partito ambientalista, prevedibilmente, punta i piedi.
In un’accesa conferenza stampa, i vertici dei Gruenen hanno dichiarato che non voteranno il pacchetto se non ci saranno delle modifiche sostanziali. Il tempo stringe: questa settimana il maxi piano verrà discusso nelle Commissioni del Bundestag, dove è sufficiente una maggioranza semplice per farlo approdare in Aula. Ma la prossima settimana è previsto il voto in plenaria, e a quel punto anche l’intesa con i Verdi deve essere raggiunta. Pena la bocciatura.
La leader dei Gruenen, Franziska Brantner, ha avvertito che “non ci faremo ricattare”: il partito vuole modifiche sostanziali al “Deutschlandplan”, a partire da una vera e propria riforma del freno al debito (Cdu e Spd, per ora, vogliono solo far approvare un maxi fondo extra bilancio da 500 miliardi e un’eccezione alla Schuldenbremse per aumentare in disavanzo la spesa per difesa senza rischiare la tagliola del pareggio di bilancio costituzionale). Su questo, difficile che ottengano qualcosa da Merz e dal leader della Spd Klingbeil entro la prossima settimana. Ma non è un punto sul quale si possa immaginare una rottura reale, da parte dei Gruenen, vista anche la fretta del momento.
E’ altrettanto improbabile che i Verdi, sempre fermi nel sostegno all’Ucraina e nella critica a Vladimir Putin, boccino l’idea di Merz di aumentare la spesa per la difesa: l’ex ministro dell’Economia Robert Habeck aveva addirittura suggerito di farla salire al 3,5% del Pil. Tuttavia gli ambientalisti vorrebbero un impegno maggiore sulla lotta ai cyber attacchi e sul rafforzamento della protezione civile. E chiedono che le spese per la difesa vengano escluse dalla Schuldenbremse non a partire dall’1%, ma dall’1,5% del Pil. E su questo, la Cdu potrebbe venire incontro ai Verdi, scrive lo Spiegel.
Brantner ha infine accusato la Grande coalizione in fieri di essersi accordata per garantire delle “mance elettorali” al suo pubblico, e dunque i Verdi si aspettano ora “investimenti concreti che portino avanti la protezione ambientale”. La numero uno degli ambientalisti non ha risparmiato a Merz anche un affondo personale: “Wolfgang Schaeuble si rigirerebbe nella tomba, se vedesse come il suo partito vuole riformare il freno al debito per fare regali fiscali”.
Su questo punto, tuttavia, sembrano esserci margini per un accordo: la Spd ha fortissimamente voluto il maxi fondo extra bilancio da 500 miliardi, e ha già promesso che 100 miliardi verranno girati a regioni e comuni. I Gruenen chiedono di raddoppiare quella quota e di tingere il resto del pacchetto decisamente più di ‘verde’. Il leader della Spd, Lars Klingbeil, ha già detto di essere “disponibile” a includere maggiori misure per la lotta ai cambiamenti climatici. “Vogliamo ottenere qualcosa insieme”, ha aggiunto, mostrandosi ottimista sulla possibilità di raggiungere un’intesa con gli ambientalisti.
Tra i Verdi pesa anche la guerra senza esclusione di colpi che una parte della Cdu ma soprattutto il leader della Csu, Markus Soeder, ha fatto al partito in campagna elettorale. Uno strascico che peserà, sugli intensi colloqui che la futura maggioranza di governo dovrà intraprendere in queste ore con un partito che dal 25 marzo si siederà invece tra i banchi dell’opposizione.