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Massiccio attacco di droni ucraini verso la regione di Mosca: “Tre morti e aeroporti chiusi”

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E’ l’attacco più potente mai indirizzato verso la capitale. La Difesa russa sostiene di avere intercettato ed abbattuto 337 droni
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KIEV – L’Ucraina ha lanciato nella notte l’attacco con i droni più potente mai indirizzato verso la regione di Mosca, provocando diverse esplosioni e costringendo la Russia a bloccare l’operatività di quattro aeroporti: Zhukovsky e Domodedovo a Mosca, l’aeroporto Strigino a Nizhny Novgorod e il Tunoshnaya di Yaroslavl. Secondo il governatore della regione di Mosca l’attacco ha provocato tre morti e una decina di feriti, tra cui due bambini.

E’ stata una notte infernale con centinaia di droni in volo e decine di esplosioni, lo stesso incubo che quasi ogni giorno Mosca riserva agli ucraini. Le difese tecnologiche russe non sono state sufficienti a bloccare l’ondata di attacchi che ha colpito in dieci regioni russe: da tempo Kiev aveva rinunciato a lanciarli verso la capitale russa perché Mosca era riuscita ad alzare efficaci barriere elettroniche e i droni si schiantavano o venivano abbattuti prima di arrivare all’obiettivo. Ma il successo dell’attacco è una dimostrazione evidente …

KIEV – L’Ucraina ha lanciato nella notte l’attacco con i droni più potente mai indirizzato verso la regione di Mosca, provocando diverse esplosioni e costringendo la Russia a bloccare l’operatività di quattro aeroporti: Zhukovsky e Domodedovo a Mosca, l’aeroporto Strigino a Nizhny Novgorod e il Tunoshnaya di Yaroslavl. Secondo il governatore della regione di Mosca l’attacco ha provocato tre morti e una decina di feriti, tra cui due bambini.

E’ stata una notte infernale con centinaia di droni in volo e decine di esplosioni, lo stesso incubo che quasi ogni giorno Mosca riserva agli ucraini. Le difese tecnologiche russe non sono state sufficienti a bloccare l’ondata di attacchi che ha colpito in dieci regioni russe: da tempo Kiev aveva rinunciato a lanciarli verso la capitale russa perché Mosca era riuscita ad alzare efficaci barriere elettroniche e i droni si schiantavano o venivano abbattuti prima di arrivare all’obiettivo. Ma il successo dell’attacco è una dimostrazione evidente di una forza ritrovata che arriva proprio a poche ore dall’inizio del vertice di Gedda tra americani ed ucraini: sarà una carta in più nel mazzo che la delegazione ucraina mostrerà di possedere agli americani.

Alle 5 di stamattina uno dei droni si è schiantato contro un grattacielo a Ramenskoye: è scoppiato un incendio in un appartamento all'ultimo piano. Altri grattacieli sono stati colpiti a Vidnoye. Un drone si è schiantato contro una casa privata nel villaggio di Vysoky Bereg. Detriti di un altro drone hanno danneggiato un grattacielo in via Domodedovskaya a Mosca. A Domodedovo, i detriti del drone sono caduti in un parcheggio ed è scoppiato un grande incendio. Più di 20 auto erano state danneggiate.

Il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, dice invece che tutti di droni sono stati abbattuti, ammettendo esclusivamente la caduta di detriti in via Domodedovskaya. Anche il traffico ferroviario tra Domodedovo e Mosca è stato interrotto per i danni all’infrastruttura della stazione, collegata con lo scalo internazionale. La Difesa russa sostiene di avere intercettato ed abbattuto un numero impressionante di droni: 337, dei quali 91 nella regione di Mosca.

Secondo Le Monde l’attacco è stato messo in atto proprio per rafforzare la posizione ucraina nei negoziati. La linea strategica definita da Kiev con gli alleati europei passa per l’offerta di un cessate il fuoco parziale che riguarderebbe per ora il mare e il cielo, due campi sui quali Mosca aveva il dominio. L’attacco punta chiaramente a dimostrare ai russi e alla delegazione americana che questo cessate il fuoco nel cielo sarà vantaggioso per tutti, non solo per l’Ucraina.

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