Cina, conclusi i lavori dell’Assemblea Nazionale del Popolo: assente il numero tre del Partito
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO – Ufficialmente assente per motivi di salute. Nella Grande Sala del Popolo su Piazza Tiananmen si sono chiusi dopo una settimana i lavori dell’Assemblea Nazionale del Popolo: soltanto che il presidente del massimo organo legislativo del Paese non c’era. Ed è la prima volta in decenni che la riunione di chiusura del “parlamento” cinese si svolge senza il Comitato Permanente del Politburo (i 7 uomini più potenti della Cina) al completo.
“Il presidente Zhao Leji ha chiesto di essere esonerato dalla riunione di questo pomeriggio a causa di un'infezione respiratoria”, ha detto Li Hongzhong, il suo vice, a cui è toccato presiedere la cerimonia seduto davanti al leader Xi Jinping.
Numero tre nella gerarchia del Partito comunista e a capo dell’organo legislativo, Zhao Leji, 68 anni, fedelissimo di Xi, è stato visto l’ultima volta in pubblico sabato. Ha mancato anche la cerimonia di chiusura di ieri della Conferenza consultiva politica del popolo cinese. Zhao ha trascorso quasi tre de…
PECHINO – Ufficialmente assente per motivi di salute. Nella Grande Sala del Popolo su Piazza Tiananmen si sono chiusi dopo una settimana i lavori dell’Assemblea Nazionale del Popolo: soltanto che il presidente del massimo organo legislativo del Paese non c’era. Ed è la prima volta in decenni che la riunione di chiusura del “parlamento” cinese si svolge senza il Comitato Permanente del Politburo (i 7 uomini più potenti della Cina) al completo.
“Il presidente Zhao Leji ha chiesto di essere esonerato dalla riunione di questo pomeriggio a causa di un'infezione respiratoria”, ha detto Li Hongzhong, il suo vice, a cui è toccato presiedere la cerimonia seduto davanti al leader Xi Jinping.
Numero tre nella gerarchia del Partito comunista e a capo dell’organo legislativo, Zhao Leji, 68 anni, fedelissimo di Xi, è stato visto l’ultima volta in pubblico sabato. Ha mancato anche la cerimonia di chiusura di ieri della Conferenza consultiva politica del popolo cinese. Zhao ha trascorso quasi tre decenni a scalare i ranghi del Partito nel Qinghai, nel nord-ovest del Paese, ed è stato in passato a capo del potente organo anticorruzione del Partito, portando avanti la campagna di Xi contro i funzionari corrotti (veri o presunti tali) eliminando ogni opposizione al leader purgandone i rivali.
È raro che la Cina riveli le condizioni di salute dei suoi alti funzionari così come è raro che un membro così importante del Partito manchi un appuntamento del genere. Era dal 2006, secondo i calcoli di Reuters, che un membro del Comitato permanente del Politburo non perdeva una sessione plenaria dell'Assemblea nazionale del popolo: allora l'ex vice premier Huang Ju non partecipò a nessuna delle sessioni annuali del parlamento perché era ricoverato in ospedale, disse all'epoca un portavoce del governo. Huang morì nel giugno dell’anno successivo.
Durante i 30 minuti di cerimonia sono stati messi ai voti i rapporti di lavoro annuali del governo, della Corte Suprema e della Procura Suprema del Popolo, oltre che le risoluzioni sui bilanci centrali e locali e sul piano annuale di sviluppo economico e sociale. Ovviamente tutte passate (quasi) all’unanimità.
Nel 2017 Zhao è stato promosso al Comitato permanente del Politburo sostituendo Wang Qishan come segretario della Commissione centrale per l'ispezione disciplinare, il principale organo anticorruzione. Poi nel 2022 è stato riconfermato dentro il Comitato Permanente del Politburo, diventando il terzo membro in ordine di importanza nella gerarchia del Partito comunista cinese. L’anno successivo è stato nominato presidente del Comitato Permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo.
Un fuoriprogramma, l’assenza di Zhao, in uno degli eventi più importanti nella vita politica cinese altrimenti sempre studiati nei minimi dettagli. Nel 2022 l’ex leader Hu Jintao venne invece portato fuori di peso dalla sala sotto l’occhio delle telecamere di tutto il mondo durante la cerimonia di chiusura del Congresso del Partito. Molto si era speculato all’epoca sul significato di quel gesto così plateale e fuori dalla ingessata coreografia che accompagna i grandi eventi politici della Cina comunista: una purga o motivi di salute dell’anziano leader? “Non si sentiva bene” dissero i media statali all’epoca.