GRIMSBY (INGHILTERRA) – Che cosa lascerà questo cuore di tenebra e fuoco esploso ieri mattina poco prima delle dieci? C’è ancora un disperso, su 37 membri degli equipaggi, dopo la clamorosa collisione tra una petroliera che rifornisce la Marina americana e una nave cargo avvenuta nel Mar del Nord al largo di Grimbsy, costa nord-orientale inglese. E oltre alle sorti del povero marittimo - gli altri 36 se la sono cavata senza andare in ospedale - restano una marea di misteri, dubbi e allarmi su un possibile disastro ambientale.
Innanzitutto, come è stato possibile? La petroliera Stena Immaculate è ancorata a una ventina di chilometri dall’estuario di Humber, dove sorge l’altra città inglese di Hull e confluiscono i fiume Trent e Ouse. È partita da Agioi Theodoroi, in Grecia, è diretta proprio ad Hull e fa parte di un registro ristretto di una decina di unità civili che l’esercito Usa utilizza per rifornire jet e mezzi militari nelle operazioni in Europa.
Alle 9.48 arriva il primo sos al…
GRIMSBY (INGHILTERRA) – Che cosa lascerà questo cuore di tenebra e fuoco esploso ieri mattina poco prima delle dieci? C’è ancora un disperso, su 37 membri degli equipaggi, dopo la clamorosa collisione tra una petroliera che rifornisce la Marina americana e una nave cargo avvenuta nel Mar del Nord al largo di Grimbsy, costa nord-orientale inglese. E oltre alle sorti del povero marittimo - gli altri 36 se la sono cavata senza andare in ospedale - restano una marea di misteri, dubbi e allarmi su un possibile disastro ambientale.
Innanzitutto, come è stato possibile? La petroliera Stena Immaculate è ancorata a una ventina di chilometri dall’estuario di Humber, dove sorge l’altra città inglese di Hull e confluiscono i fiume Trent e Ouse. È partita da Agioi Theodoroi, in Grecia, è diretta proprio ad Hull e fa parte di un registro ristretto di una decina di unità civili che l’esercito Usa utilizza per rifornire jet e mezzi militari nelle operazioni in Europa.
Alle 9.48 arriva il primo sos alla Guardia costiera. Una nave cargo tedesca con bandiera portoghese, la Solong partita dalla Scozia e diretta a Rotterdam, si schianta contro la petroliera. L’impatto è violento perché la Solong viaggia a circa 16 nodi e, secondo i primi dati di navigazione, non ha rallentato prima della collisione. Le condizioni di visibilità non erano ottimali, ma neanche pessime. Possibile un errore del pilota automatico, anche se a bordo sarebbe dovuto scattare l’allarme prima della collisione e in teoria l’equipaggio avrebbe potuto intervenire.
Perché non lo ha fatto? Forse una distrazione fatale, che ha poi causato immediate esplosioni a bordo, una gigantesca coltre di fumo e una “immensa palla di fuoco”, come ha comunicato il responsabile del porto di Grimsby. Secondo l’esperto marittimo indipendente David McFarlane, “ci vorranno settimane o forse mesi per capire cause e responsabilità”. Per il momento, come spiegano alte fonti della Marina britannica a Reuters, non ci sono indicazioni di “attività maligne straniere”. E l’esercito Usa sottolinea: “Le nostre operazioni non verranno interrotte”.
Ma aleggia un’altra incognita: l’eventuale disastro ambientale. A Grimsby, città portuale e operaia che nel 2016 votò a valanga per la Brexit, alcuni bevono pinte come sempre, un muratore fuma fuori dal locale con la tuta ancora macchiata di vernice. Altri sono preoccupati. Anche perché le autorità marittime hanno imposto il blocco navale. Nessuno può lasciare i porti della zona: divieto di navigazione e una no fly zone di 8 chilometri intorno al luogo dell’incidente. Da stamattina potrebbero diventare 16.
Qui l’ecosistema, la fauna marina e selvatica sono rigogliosi, tanto che Humber è un’area protetta, tra pulcinelle di mare, sule, gazze marine, foche, senza contare gli uccelli migratori in questo periodo dell’anno. Ma il disastro di ieri “rischia di essere catastrofico per l’ambiente”, secondo Greenpeace. E minaccia tutti, forse anche gli umani, per tre motivi.
Il primo: la petroliera americana trasportava un carburante per aerei e navi, a base di kerosene. Questa è una notizia parzialmente rassicurante, perché le sue molecole sono più sensibili e col tempo può evaporare o essere neutralizzato anche dai batteri marini, a differenza del greggio. Ma a breve termine ha un tasso letalità molto alto per i pesci a contatto. Ed è probabile che il carburante si stia già riversando in quantità significative in mare.
Secondo: la petroliera di 183 metri di lunghezza e la portacontainer utilizzano diesel molto più inquinanti ed è altrettanto plausibile che stiano già inquinando il Mar del Nord. Il terzo motivo è anche quello più inquietante. La nave cargo lunga 140 metri, oltre a un ingente carico di alcol, trasportava 15 container di cianuro di sodio, agente chimico estremamente tossico utilizzato per la pulizia dei metalli, tinture di capelli, fotografia e settore minerario.
Il cianuro di sodio è altamente solubile in acqua e potrebbe causare una strage tra la fauna marina, qualora fosse rilasciato in alte quantità. Inoltre, sempre dall’acqua, in certe condizioni potrebbe sprigionare nuvole di gas altamente nocivo. L’inferno di fuoco ancora non è stato spento, nonostante le intense operazioni di Capitaneria di Porto britannica, elicotteri e imbarcazioni di volontari nei dintorni. E l’inquietante spettro della catastrofe ambientale si aggira minaccioso, al largo e tra le strade di Grimsby.