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Gerusalemme, la libreria della pace ancora nel mirino: arrestato, e poi rilasciato, il proprietario

Il proprietario, Imad Muna, con i libri sequestrati dopo il rilascio (Foto di Gabriella Colarusso) 

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Un mese fa la polizia aveva fatto irruzione nella storica Educational Bookshop, simbolo del dialogo. Oggi un nuovo attacco: hanno sequestrato i libri e arrestato Imad Muna, poi rilasciato dopo qualche ora
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GERUSALEMME – Non c’è pace per la libreria palestinese più famosa e amata di Gerusalemme. Un mese fa, la polizia aveva fatto irruzione alla Educational Bookshop, su Saladin road, sequestrando decine di libri e arrestando i proprietari. Questa mattina gli agenti sono tornati, intorno alle 11.15 quando nel negozio c’erano Imad Muna, 61 anni, il proprietario, e sua moglie. Erano una decina. Hanno rovistato tra i libri e portato via due sacchi. Poi sono tornati per prendere Imad. Senza un ordine di perquisizione, senza nessuna accusa formale, senza nulla. Il figlio del signor Muna, Ahmed è arrivato quando gli agenti erano ancora dentro. Ha chiesto spiegazioni, ha cercato di capire il perché di questo accanimento, gli hanno intimato di non ostacolare il lavoro della polizia altrimenti avrebbero arrestato anche lui. Dopo qualche ora il fratello di Imad, Murad, è tornato dalla stazione di polizia con i libri sequestrati e suo fratello ora di nuovo libero.

“Non sappiamo dove hanno portat…

GERUSALEMME – Non c’è pace per la libreria palestinese più famosa e amata di Gerusalemme. Un mese fa, la polizia aveva fatto irruzione alla Educational Bookshop, su Saladin road, sequestrando decine di libri e arrestando i proprietari. Questa mattina gli agenti sono tornati, intorno alle 11.15 quando nel negozio c’erano Imad Muna, 61 anni, il proprietario, e sua moglie. Erano una decina. Hanno rovistato tra i libri e portato via due sacchi. Poi sono tornati per prendere Imad. Senza un ordine di perquisizione, senza nessuna accusa formale, senza nulla. Il figlio del signor Muna, Ahmed è arrivato quando gli agenti erano ancora dentro. Ha chiesto spiegazioni, ha cercato di capire il perché di questo accanimento, gli hanno intimato di non ostacolare il lavoro della polizia altrimenti avrebbero arrestato anche lui. Dopo qualche ora il fratello di Imad, Murad, è tornato dalla stazione di polizia con i libri sequestrati e suo fratello ora di nuovo libero.

“Non sappiamo dove hanno portato mio padre né di cosa è accusato”, racconta Ahmed a Repubblica con gentilezza ma visibilmente sotto choc per il secondo raid in poche meno di un mese. “Hanno preso i libri di Banksy, di Chomsky, di Ilan Pappe, di Joe sacco. Hanno intimato a mia madre di chiudere la libreria e si sono portati via le chiavi”. La signora Muna se ne sta appoggiata al cofano di una macchina cercando di non farsi prendere dal panico. “Mi hanno detto di consegnargli le chiavi e l’ho fatto”.

Najwa Muna, moglie del proprietario (Foto di Gabriella Colarusso) 

Il fratello di Imad, Murad Muna, anche lui accorso per aiutare la famiglia, scuote il capo. “Vogliono silenziare la voce e la cultura palestinese”, dice a Repubblica. La educational bookshop è una vera e propria istituzione culturale di Gerusalemme, dove è possibile trovare libri in arabo, in ebraico, inglese, francese, tedesco, un luogo di scambio e integrazione, frequentato da intellettuali, operatori umanitari, cittadini, israeliani e palestinesi, determinati a tenere aperto il dialogo attraverso la cultura in una città divisa dall’arroganza.

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