✕

Al via i negoziati a Gedda: Zelensky offre la tregua, Rubio: “Ceda i territori”

Ascolta l'audio

L’ucraino da bin Salman: oggi il primo vertice tra i team di Usa e Kiev. Il segretario di Stato: “Proposta promettente, ma non è sufficiente”
2 minuti di lettura

NEW YORK – La delegazione ucraina è arrivata ai colloqui in Arabia Saudita con la proposta di un cessate il fuoco parziale, che il segretario di Stato americano Marco Rubio ha giudicato «promettente», a patto che Kiev sia pronta a cedere territori alla Russia. Oggi e domani si vedrà se su questa base è possibile costruire la ripresa degli aiuti militari di Washington all’Ucraina, nella speranza che il convitato di pietra russo abbia l’interesse di andare a vedere la sostanza di queste aperture. Domenica sera il presidente Trump si è detto ottimista, alludendo alla possibilità che quanto meno le informazioni dell’intelligence stiano per riprendere, vista anche la controffensiva di Mosca che il blocco ha favorito nella regione di Kursk. Ma tutto dipende dagli incontri delle prossime 48 ore.

Mentre il presidente Zelensky volava a Gedda per incontrare il principe ereditario Mohammed bin Salman, e Rubio arrivava nel Paese diventato l’epicentro della trattativa, il Financial Times ha d…

NEW YORK – La delegazione ucraina è arrivata ai colloqui in Arabia Saudita con la proposta di un cessate il fuoco parziale, che il segretario di Stato americano Marco Rubio ha giudicato «promettente», a patto che Kiev sia pronta a cedere territori alla Russia. Oggi e domani si vedrà se su questa base è possibile costruire la ripresa degli aiuti militari di Washington all’Ucraina, nella speranza che il convitato di pietra russo abbia l’interesse di andare a vedere la sostanza di queste aperture. Domenica sera il presidente Trump si è detto ottimista, alludendo alla possibilità che quanto meno le informazioni dell’intelligence stiano per riprendere, vista anche la controffensiva di Mosca che il blocco ha favorito nella regione di Kursk. Ma tutto dipende dagli incontri delle prossime 48 ore.

Mentre il presidente Zelensky volava a Gedda per incontrare il principe ereditario Mohammed bin Salman, e Rubio arrivava nel Paese diventato l’epicentro della trattativa, il Financial Times ha descritto così gli obiettivi di Kiev: «L’Ucraina cercherà di convincere gli Usa a riprendere la condivisione di intelligence e supporto militare». Per riuscirci, punterà a persuadere «Trump che Zelensky vuole una rapida fine della guerra con la Russia». Perciò «è pronta a proporre un cessate il fuoco parziale con Mosca sugli attacchi di droni e missili e sulle operazioni nel Mar Nero».

Citando il parlamentare Fedir Venislavskiy, il Financial Times scrive che «l’obiettivo di qualsiasi negoziato tra le autorità ucraine e statunitensi in Arabia Saudita sarà, in particolare, quello di concordare una ripresa dell’assistenza». Per l’analista Volodymyr Fesenko «le tattiche sono cambiate. Ora la cosa più importante è normalizzare le relazioni con gli Usa e, se prima il piano era ottenere le garanzie di sicurezza e poi spingere per un cessate il fuoco, ora l’ordine è diverso. Trump dice che l’Ucraina non vuole un cessate il fuoco, quindi il nostro obiettivo è dimostrare che siamo pronti ad agire il più rapidamente possibile e avviare negoziati diretti con la Russia». Nel frattempo Zelensky è da bin Salman per avere il suo sostegno.

Rubio ha giudicato la proposta ucraina promettente. «Non sto dicendo che da sola sia sufficiente, ma è il tipo di concessioni di cui avremmo bisogno per porre fine al conflitto». Quanto ai suoi obiettivi nei colloqui, lo scopo degli Usa è «stabilire chiaramente le intenzioni dell’Ucraina sulla pace e avere la certezza che sia pronta a fare cose difficili, come faranno i russi. Penso che entrambe le parti concordare sul fatto che non esiste una soluzione militare. I russi non possono conquistare tutta l’Ucraina, e ovviamente sarà molto difficile per l’Ucraina costringere i russi a tornare al punto in cui erano nel 2014 in un periodo di tempo ragionevole».

Traduzione: Kiev deve essere disposta a cedere territori, firmare l’accordo per consegnare agli Usa lo sfruttamento delle terre rare, e magari tenere elezioni che portino alla sostituzione di Zelensky. È singolare come il primo obiettivo di Washington sia ottenere concessioni dal Paese alleato e aggredito, senza chiarire cosa dovrà mettere sul piatto Mosca, neanche in termini di garanzie di sicurezza. Ma questo è l’approccio di Trump. Domenica sera, a proposito della revoca del blocco dell’intelligence, ha detto che «ci siamo quasi, ci siamo quasi davvero». Oggi e domani si capirà se ci sono anche le condizioni per iniziare a discutere la pace.

Leggi i commenti