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Cina, troppi scandali nel calcio: la Federazione cambia il reclutamento per la Nazionale

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Chiunque – professionista o dilettante – potrà candidarsi. Un modo per snellire il sistema di selezione ora afflitto dalla corruzione. Resta il sogno di Xi di far diventare il paese una potenza del pallone
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PECHINO - Scandali, corruzione, arresti, sistemi di selezione a dir poco opachi, favoritismi e risultati sempre più deludenti in campo. Ecco che allora la Federcalcio cinese prova a cambiare strategia: chiunque - professionista o dilettante - potrà provare ora a candidarsi per una maglia in Nazionale.

“Un'iniziativa importante per innovare il sistema di selezione dei talenti, snellire ed espandere i canali di reclutamento e prevenire efficacemente la corruzione”, dice la Federazione. Sì perché la strada per la Nazionale negli ultimi anni non è che sia stata delle più trasparenti: la selezione dei giocatori si è basata “su un sistema opaco a lungo criticato perché favoriva chi aveva un supporto finanziario o le giuste conoscenze”, come scrive Sixth Tone, pubblicazione in lingua inglese del giornale di Shanghai The Paper.

Questo nuovo sistema di autocandidatura “è aperto a tutti i giocatori con un documento d'identità cinese, senza restrizioni di età, sesso o provenienza. Tuttavia, i ca…

PECHINO - Scandali, corruzione, arresti, sistemi di selezione a dir poco opachi, favoritismi e risultati sempre più deludenti in campo. Ecco che allora la Federcalcio cinese prova a cambiare strategia: chiunque - professionista o dilettante - potrà provare ora a candidarsi per una maglia in Nazionale.

“Un'iniziativa importante per innovare il sistema di selezione dei talenti, snellire ed espandere i canali di reclutamento e prevenire efficacemente la corruzione”, dice la Federazione. Sì perché la strada per la Nazionale negli ultimi anni non è che sia stata delle più trasparenti: la selezione dei giocatori si è basata “su un sistema opaco a lungo criticato perché favoriva chi aveva un supporto finanziario o le giuste conoscenze”, come scrive Sixth Tone, pubblicazione in lingua inglese del giornale di Shanghai The Paper.

Questo nuovo sistema di autocandidatura “è aperto a tutti i giocatori con un documento d'identità cinese, senza restrizioni di età, sesso o provenienza. Tuttavia, i candidati devono dimostrare le proprie capacità superando un rigoroso processo di selezione. I selezionati avranno accesso ai ritiri e alle competizioni della Federazione, dando la possibilità poi ai più bravi di accedere alla Nazionale”, raccontano i media cinesi.

Chi aspira ad entrare nell’undici titolare (o almeno ad avere un posto in panchina) dovrà accompagnare la propria domanda da alcuni filmati nei quali dare sfoggio delle proprie abilità col pallone, oltre ad un curriculum con esperienze calcistiche passate e risultati dei test fisici.

Il calcio cinese è stato travolto da scandali da quando, tre anni fa, le autorità hanno deciso di dare una bella ripulita a tutto il sistema-pallone. Dal 2022 sedici tra funzionari della Federazione e altri dirigenti sono stati condannati per corruzione. Tra questi spicca l’ex ct della Nazionale, Li Tie (la stella del calcio mandarino che giocò pure in Premier League nell’Everton nei primi anni Duemila, il “David Beckham cinese”) che a dicembre scorso si è preso 20 anni di carcere: colpevole di aver accettato 50 milioni di yuan in tangenti (6,3 milioni euro) nei tre anni in cui è stato allenatore della Cina dal 2019 al 2021 concedendo in cambio ad alcuni giocatori favori proprio per essere selezionati nella squadra Nazionale. Li è stato anche accusato di aver truccato le partite per due club che ha allenato nei campionati cinesi tra il 2015 e il 2019.Da vari mesi la Federazione sta cercando di riformarsi eliminando le mele marce al suo interno.

Del resto il sogno del leader Xi Jinping deve essere portato avanti. Nel 2011 - quando era ancora vicepresidente - disse che la Cina avrebbe dovuto qualificarsi, ospitare e vincere la Coppa del Mondo, diventando una “superpotenza mondiale del calcio” entro il 2050.

La Nazionale cinese si è qualificata soltanto una volta ai Mondiali, nel lontano 2002: tre sconfitte, zero gol fatti e via a casa. Oggi, nel ranking Fifa, la Cina sta al 90esimo posto tra Nuova Zelanda e Curaçao. Tra i dimenticati del pallone. Chissà che tra le candidature che arriveranno in Federazione non ci sia allora quella di un nuovo fenomeno capace di esaudire i desideri del leader comunista.

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