Germania, i Verdi frenano ancora sul maxi piano di Merz: “Non ha agito prima”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – È il mondo alla rovescia: i conservatori tedeschi devono convincere i verdi ad approvare qualcosa che non avrebbero mai voluto proporre. E i verdi, che l’hanno sempre proposto, adesso puntano i piedi. Alla fine di un dibattito a tratti surreale al Bundestag è emerso un elemento rassicurante: tutti hanno capito la gravità della situazione internazionale e la necessità di una svolta epocale. Ma il maxi pacchetto Merz-Klingbeil per il riarmo e per il rilancio dell’economia resta in bilico.
Il leader della Spd, Lars Klingbeil, ha ricordato la filosofia di fondo dell’attuale fase di riarmo: “Sappiamo quali sono gli obiettivi di Putin”. E in un frangente in cui “i rapporti transatlantici stanno vacillando”, è chiaro che la Germania e l’Europa devono aumentare gli sforzi militari: “dobbiamo rafforzare la difesa perché non ci sia mai più la guerra”. Il capogruppo alla Cdu, Alexander Dobrindt, ha scandito che “il dividendo della pace non può diventare l’ipoteca della guerra”. E gli s…
BERLINO – È il mondo alla rovescia: i conservatori tedeschi devono convincere i verdi ad approvare qualcosa che non avrebbero mai voluto proporre. E i verdi, che l’hanno sempre proposto, adesso puntano i piedi. Alla fine di un dibattito a tratti surreale al Bundestag è emerso un elemento rassicurante: tutti hanno capito la gravità della situazione internazionale e la necessità di una svolta epocale. Ma il maxi pacchetto Merz-Klingbeil per il riarmo e per il rilancio dell’economia resta in bilico.
Il leader della Spd, Lars Klingbeil, ha ricordato la filosofia di fondo dell’attuale fase di riarmo: “Sappiamo quali sono gli obiettivi di Putin”. E in un frangente in cui “i rapporti transatlantici stanno vacillando”, è chiaro che la Germania e l’Europa devono aumentare gli sforzi militari: “dobbiamo rafforzare la difesa perché non ci sia mai più la guerra”. Il capogruppo alla Cdu, Alexander Dobrindt, ha scandito che “il dividendo della pace non può diventare l’ipoteca della guerra”. E gli stessi verdi, attraverso Britta Hasselmann, mandano un messaggio molto chiaro ai pacifisti da strapazzo: “La pace non si può comandare”. La Germania “ha bisogno di un rafforzamento della sua intera struttura di sicurezza: tutta la difesa va rafforzata”.
Tuttavia il cancelliere in pectore Friedrich Merz dovrà ancora faticare per raggiungere la maggioranza dei 2/3 del Bundestag per il suo maxi piano finanziato a debito. Da quando il leader della Cdu si è ‘dimenticato’ di coinvolgere i Verdi nella discussione sul pacchetto, il partito guidato da Franziska Brantner e Felix Banaszak ha alzato parecchio il tiro. E alla fine di una lunga discussione nella plenaria, sotto la cupola trasparente del Reichstag, è chiaro che le modifiche proposte finora al piano Merz-Klingbeil non sono ancora sufficienti per sciogliere le riserve dei Gruenen.
Due modifiche chieste dai verdi, tuttavia, sono già state accolte dalla Grande coalizione in fieri: i finanziamenti per la difesa in deroga al freno al debito saranno destinati anche a irrobustire i servizi segreti e la protezione civile, e non soltanto all’acquisto di armi. E del fondo extrabilancio da 500 miliardi, 50 miliardi serviranno a costituire un fondo per il clima.
Il dibattito in plenaria, però, è servito di nuovo a mettere in luce un punto debole di Merz: la sua emotività. In un contesto complicato e in cui il cancelliere in pectore può solo cercare di corteggiare gli ambientalisti, ha perso la pazienza e ha sibilato: “ma cosa volete ottenere ancora, in così poco tempo?”. E ha dato modo alla capogruppo dei Gruenen, Katharina Droege, di attaccarlo. Prima delle elezioni, ha scandito davanti all’emiciclo, la Cdu ha sempre rifiutato ogni discussione su una riforma del freno al debito. Adesso vuole far approvare “a scudisciate” delle modifiche al vincolo costituzionale del pareggio di bilancio. “Il suo principio politico è quello di non essere sempre sincero”.
Droege indica poi un’altra richiesta del suo partito alla Grande coalizione: gli investimenti da 500 miliardi dovranno essere “aggiuntivi”. E non dovranno andare a finanziare progetti già programmati. Una fonte dei verdi spiega la ratio dell’eventuale puntualizzazione: “Se si finanziano in trasparenza progetti nuovi e non vecchi ma ancora da realizzare, il prossimo governo non può mascherare il buco di bilancio che già ha”. La fonte illustra anche il motivo della richiesta dei verdi di concedere l’esenzione dal freno al debito delle spese che superino l’1,5% e non l’1% del Pil: “Quello 0,5% di differenza è tutta di mance elettorali concesse soprattutto al leader della Csu Markus Soeder”. In sostanza, se il governo è costretto a ricavare l’1,5% e non l’1% dal bilancio senza fare debiti, si riduce anche lo spazio per regali elettorali come la “pensione per le madri” o la riduzione dell’Iva per i ristoratori. I verdi, massacrati in campagna elettorale dalla Csu, non hanno alcuna intenzione di fare concessioni ai bavaresi.
I tempi, dopo la linea dura mantenuta anche oggi dal partito di Brantner e Banaszak, stringono. La Grande coalizione in fieri dovrà cercare di trovare un accordo con i Verdi al più tardi entro lunedì sera. Martedì è l’ultimo giorno utile per riunire il Bundestag uscente e approvare il maxi pacchetto Merz-Klingbeil. Altrimenti il cancelliere in pectore rischia la peggiore falsa partenza della storia.