Germania, la strada di Merz si complica: tensioni sulla Grande coalizione e maxi piano in bilico
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Una delle settimane più importanti per il futuro dell’Europa è cominciata con un doppio psicodramma. Che ha frenato la frenetica galoppata di Friedrich Merz verso l’annunciata rivoluzione copernicana dei conti pubblici e della difesa tedesca. Il maxi piano per il riarmo e per il rilancio dell’economia orchestrato tra Cdu/Csu e Spd è sembrato da allora in bilico. E oggi la proposta approda al Bundestag tra molte ombre, nelle stesse ore in cui i 256 delegati divisi per sedici gruppi tematici dei cristianodemocratici e dei socialdemocratici cominciano il loro minuzioso lavoro dietro le quinte per la definizione del programma della Grande coalizione.
Il risultato dei negoziati tra i delegati dovrà essere precipitato in un documento teutonicamente definito nei dettagli: il testo sarà di colore nero, carattere 11, font Calibrì, interspazio 1,5 righe, rivela la Bild. Il lavoro dei sedici grupp…
BERLINO – Una delle settimane più importanti per il futuro dell’Europa è cominciata con un doppio psicodramma. Che ha frenato la frenetica galoppata di Friedrich Merz verso l’annunciata rivoluzione copernicana dei conti pubblici e della difesa tedesca. Il maxi piano per il riarmo e per il rilancio dell’economia orchestrato tra Cdu/Csu e Spd è sembrato da allora in bilico. E oggi la proposta approda al Bundestag tra molte ombre, nelle stesse ore in cui i 256 delegati divisi per sedici gruppi tematici dei cristianodemocratici e dei socialdemocratici cominciano il loro minuzioso lavoro dietro le quinte per la definizione del programma della Grande coalizione.
Il risultato dei negoziati tra i delegati dovrà essere precipitato in un documento teutonicamente definito nei dettagli: il testo sarà di colore nero, carattere 11, font Calibrì, interspazio 1,5 righe, rivela la Bild. Il lavoro dei sedici gruppi, capitanati da politici di spicco dei due partiti, dovranno concludersi “al più tardi lunedì 24 marzo alle ore 17”. Successivamente comincerà il lavoro di fino per la definizione del contratto di coalizione e della composizione del prossimo governo. L’obiettivo è l’elezione il 23 aprile di Merz a decimo cancelliere della Germania.
Dunque, in questi giorni sono due i fronti paralleli che negoziano a Berlino, uno per la formazione di un nuovo governo tedesco e il secondo per il varo del maxi piano finanziato a debito, entrambi accelerati dagli stravolgimenti globali causati dall’erraticità e dalla postura minacciosa della nuova amministrazione Trump.
La riforma del freno al debito
Il calendario in Parlamento per l’approvazione del fondo extra bilancio da 500 miliardi per gli investimenti extra rispetto al freno al debito per la difesa inizia oggi con la discussione e il voto in Commissione, dove basterà una maggioranza semplice per il via libera. Ma la prossima settimana sarà quella cruciale: il 18 è previsto l’approdo in aula, dove servirà la maggioranza dei due terzi per emendare la Schuldenbremse. E il 21 toccherà al Bundesrat, la Camera Alta delle regioni, varare il piano monstre di Merz.
La settimana era cominciata con due rivelazioni che avevano minacciato di far deragliare tutto. I Verdi, offesi per non essere stati interpellati da Merz prima dell’annuncio del maxi piano, avevano dichiarato pubblicamente che avrebbero votato “no”. Un disastro, visto che per raggiungere i due terzi del Bundestag, al cancelliere in pectore serve anche il loro “sì”. Allora era emerso anche un dettaglio che aveva lasciato sgomenti i commentatori.
Rapporti tesi con i Verdi
Invece di attaccarsi al telefono con i vertici del partito ambientalista per garantirsi il via libera, Merz aveva semplicemente lasciato un messaggio a una delle leader dei Gruenen, Britta Hasselmann, che aveva il telefono spento mentre passeggiava nel bosco. E il cancelliere in pectore l’aveva anche candidamente ammesso in pubblico. “Ho lasciato un messaggio alla signora Hasselmann subito dopo la fine dei nostri colloqui” con la Spd, aveva dichiarato. Apriti cielo. Invece di trattare, Merz aveva offerto ai Verdi “di infilare da qualche parte la parola clima”, aveva ironizzato la leader degli ambientalisti, Franziska Brantner. Da allora i Verdi puntano i piedi, e i protagonisti della Grande coalizione in fieri sono costretti a negoziare anche con loro i dettagli del piano.
I negoziati per la Grande coalizione
Nelle stesse ore del niet dei Verdi, lo Stern ha anche fatto scoppiare una bomba tra i piedi dei negoziatori della Grande coalizione. In una riunione a porte chiuse con la Spd, il ministro della Difesa uscente Boris Pistorius, si sarebbe lasciato andare a commenti tranchant sui suoi interlocutori, secondo il settimanale. In particolare su uno degli uomini più vicini a Merz, Thorsten Frei, e sull’emissario più importante della Csu a Berlino, Alexander Dobrint. Il popolarissimo Pistorius - da quasi tre anni in cima a tutte le classifiche tedesche dei politici più amati - li avrebbe definiti “sgradevoli” e “privi di coscienza”. Per fortuna, la rivelazione non ha avuto l’effetto di far deflagrare i negoziati. Frei ha risposto con una certa eleganza: “Sono piuttosto meravigliato, mi sembrava che i colloqui fossero andati bene”. Ma è chiaro che tra i due partiti, dopo lo scontro al fulmicotone di gennaio sulla mozione anti-migranti, c’è ancora molta fiducia da recuperare. Tanto più che sia Pistorius, sia Frei, sia Dobrindt sono destinati a ruoli spicco nel prossimo governo di Grande coalizione.