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Manifestanti pro-Pal nella Trump Tower per chiedere il rilascio di Khalil: “Oltre 90 arresti”

(afp)

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I manifestanti di “Jewish Voice for Peace” hanno fatto irruzione nel grattacielo di proprietà del presidente Usa per chiedere il rilascio dello studente arrestato per il suo ruolo nelle proteste pro-Palestina della Columbia University dello scorso anno. Tra questi anche l’attrice Debra Winger
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“Liberate Mahmoud Khalil, liberate la Palestina”, hanno cantato centinaia di persone – tra cui anche l’attrice Debra Winger – mentre facevano irruzione nella Trump Tower, il grattacielo nel cuore di New York di proprietà dell’attuale presidente degli Stati Uniti, per chiedere il rilascio di Mahmoud Khalil, lo studente di origini palestinesi che lo scorso anno ha contribuito a guidare le proteste contro Israele alla Columbia University. Khalil è stato arrestato dagli agenti dell’immigrazione sabato notte, nonostante fosse in possesso di un permesso di soggiorno permanente. La polizia di New York ha arrestato 98 manifestanti durante il sit-in.

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I manifestanti di “Jewish Voice for Peace”, associazione pacifista di ebrei americani, ha trasmesso tutto in livestreaming, mostrando centinaia di persone che protestavano nella lobby con le magliette rosse con la scritta: “Gli ebrei dicono basta armare Is…

“Liberate Mahmoud Khalil, liberate la Palestina”, hanno cantato centinaia di persone – tra cui anche l’attrice Debra Winger – mentre facevano irruzione nella Trump Tower, il grattacielo nel cuore di New York di proprietà dell’attuale presidente degli Stati Uniti, per chiedere il rilascio di Mahmoud Khalil, lo studente di origini palestinesi che lo scorso anno ha contribuito a guidare le proteste contro Israele alla Columbia University. Khalil è stato arrestato dagli agenti dell’immigrazione sabato notte, nonostante fosse in possesso di un permesso di soggiorno permanente. La polizia di New York ha arrestato 98 manifestanti durante il sit-in.

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I manifestanti di “Jewish Voice for Peace”, associazione pacifista di ebrei americani, ha trasmesso tutto in livestreaming, mostrando centinaia di persone che protestavano nella lobby con le magliette rosse con la scritta: “Gli ebrei dicono basta armare Israele”. Sulle loro teste striscioni bianchi vengono tenuti aperti mostrando slogan come: “Combattete i nazisti, non gli studenti” e “Non potete deportare un movimento”. Il riferimento è alla lotta aperta che la nuova amministrazione sta portando avanti contro gli studenti che lo scorso anno hanno partecipato alle proteste pro-palestina, iniziate alla Columbia University, ma diffuse poi in diversi campus americani – e in tutto il mondo – dando vita a un nuovo movimento.

Subito dopo l’arresto di Khalil, il presidente degli Stati Uniti ha promesso che “molti altri arriveranno”. Jewish Voice for Peace ha scritto sul suo profilo Instagram che “Trump si è vantato del rapimento, dicendo che era per combattere l’antisemitismo. Ma il rapimento di Mahmoud non ha nulla a che fare con la sicurezza degli ebrei”. L’ordine esecutivo per combattere l'antisemitismo e per deportare studenti stranieri che hanno preso parte alle proteste pro-palestina, scoppiate dopo la risposta israeliana su Gaza all'attacco di Hamas dell'ottobre 2023, è stato tra i primi firmati da Trump a gennaio. Molte organizzazioni in difesa dei diritti civili negli Stati Uniti hanno denunciato la misura che limita la libertà d’espressione nei campus universitari.

Il caso Khalil

Khalil, studente algerino di origini palestinese, è stato arrestato nel suo appartamento dagli agenti dell’Ice, la polizia anti-clandestini, pur spiegando e mostrando di avere il permesso da residente permanente. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha accusato Khali di aver organizzato “proteste di gruppo che non solo hanno interrotto le lezioni nei campus universitari e molestato gli studenti ebrei americani, facendoli sentire insicuri nel loro campus, ma hanno anche distribuito propaganda pro-Hamas, volantini con il logo di Hamas”. Ma non sono state fornite prove o rese chiare ed esplicite le accuse.

Ieri, il tribunale ha stabilito che dovrà rimanere in un centro migranti in Lousiana dove è detenuto. “Un’altra ritorsione”, secondo i suoi avvocati, per tenerlo lontano dalla sua famiglia e dai legali che lo seguono. Nei documenti presentati in tribunale, che Repubblica ha avuto modo di visionare, glia avvocati hanno affermato che il suo trasferimento da New York a un centro di detenzione in Louisiana come ritorsione per la sua "libera espressione e difesa" è incostituzionale. I suoi avvocati hanno presentato una petizione di habeas corpus “contestando la validità del suo arresto e della sua detenzione”.

Subito dopo l’udienza, gli avvocati dell’amministrazione Trump hanno presentato una mozione per respingere la richiesta di habeas corpus di Khalil, sostenendo che il distretto di New York non ha giurisdizione sul caso, poiché Khalil si trovava fisicamente detenuto nel New Jersey al momento della presentazione della petizione. Inoltre, qualora il giudice considerasse il trasferimento in New Jersey, gli avvocati si riservano il diritto di chiedere lo spostamento del caso in Louisiana.

“È stato preso dagli agenti del governo degli Stati Uniti per rappresaglia, essenzialmente, per aver esercitato i suoi diritti garantiti dal Primo Emendamento, per aver parlato in difesa dei palestinesi a Gaza e per aver criticato il governo degli Stati Uniti e quello israeliano”, ha detto il suo avvocato fuori dal tribunale dopo l’udienza.

Le proteste alla Columbia University

La Columbia University è diventata il bersaglio più visibile del giro di vite dell'amministrazione Trump sui college americani, che sostiene non stiano facendo abbastanza per combattere l'antisemitismo. Dopo mesi di indagini interne, l’università ha annunciato l’espulsione o sospensione di alcuni studenti che lo scorso anno hanno occupato un palazzo all’interno del campus e di aver temporaneamente revocato i diplomi di alcuni studenti che si sono poi laureati.

In un'e-mail inviata a tutto il campus, l'università ha dichiarato che la sua commissione giudiziaria ha emesso le sanzioni contro decine di studenti che hanno occupato Hamilton Hall, il palazzo sede dell’amministrazione centrale, in base alla “valutazione della gravità dei comportamenti”. L'università non ha fornito indicazioni del numero di studenti espulsi, sospesi o a cui è stata revocata la laurea.

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