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Netanyahu in aiuto di Tesla: “Partecipi al bando per le auto blu di Israele”

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Dopo lo spot di Trump per le elettriche di Musk prese di mira nel mondo, fonti di stampa parlano di un assist del governo dello Stato ebraico: “Non ci pieghiamo alle tendenze woke”. Ed Elon commenta: “Molto apprezzato”
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TEL AVIV – Anche Netanyahu vuole la Tesla. Dopo la televendita in mondovisione di Trump alla Casa Bianca, durante la quale il presidente americano ha mostrato e decantato le qualità del suo ultimo acquisto, a Tel Aviv filtra la notizia che il governo israeliano ha chiesto all’azienda di Elon Musk di partecipare al bando pubblico per la fornitura di tutte le auto blu dello Stato ebraico. Lo rivela l’agenzia Jns citando una “fonte governativa di alto livello”.

La fonte, che non compare con nome e cognome, dice che l’appalto è per un parco di auto elettriche destinate alle massime cariche politiche e istituzionali. “Non ci pieghiamo alle tendenze woke”, spiega, riferendosi agli episodi di vandalismo contro veicoli Tesla, concessionari e stazioni di ricarica verificatesi da quando il trumpiano Elon Musk ha accettato l’incarico al Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge) statunitense. Il premier israeliano ha ripostato su X l’articolo di Jns e Musk ha già commentato, così: “Molto a…

TEL AVIV – Anche Netanyahu vuole la Tesla. Dopo la televendita in mondovisione di Trump alla Casa Bianca, durante la quale il presidente americano ha mostrato e decantato le qualità del suo ultimo acquisto, a Tel Aviv filtra la notizia che il governo israeliano ha chiesto all’azienda di Elon Musk di partecipare al bando pubblico per la fornitura di tutte le auto blu dello Stato ebraico. Lo rivela l’agenzia Jns citando una “fonte governativa di alto livello”.

La fonte, che non compare con nome e cognome, dice che l’appalto è per un parco di auto elettriche destinate alle massime cariche politiche e istituzionali. “Non ci pieghiamo alle tendenze woke”, spiega, riferendosi agli episodi di vandalismo contro veicoli Tesla, concessionari e stazioni di ricarica verificatesi da quando il trumpiano Elon Musk ha accettato l’incarico al Dipartimento per l’efficienza governativa (Doge) statunitense. Il premier israeliano ha ripostato su X l’articolo di Jns e Musk ha già commentato, così: “Molto apprezzato”.

La notizia è stata arricchita dalla fonte governativa con una specie di sillogismo: “Un’automobile è un’automobile, e una grande automobile è una grande automobile. Le Tesla sono grandi automobili, quindi non vediamo l’ora di studiare la loro offerta”. Con buona pace per le critiche che anche in Israele aveva generato il gesto di Musk simile al saluto romano durante l’insediamento di Trump. Nell’occasione era stato proprio Netanyahu a difendere il capo di Tesla, X e SpaceX, sostenendo che era stato frainteso e “falsamente diffamato”, perché “Elon è un grande amico di Israele, è venuto qui dopo il 7 ottobre e sostiene il nostro diritto a difenderci”. Nel 2023, tre settimane prima del massacro ai kibbutz, Netanyahu insieme con la moglie Sarah visitò uno stabilimento Tesla in California. Musk in persona li accompagnò.

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