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Sondaggi Trump, crolla la fiducia dei consumatori: americani preoccupati dall'inflazione

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Le percentuali di gradimento iniziano a restituire la prima fotografia dello Stato del Paese a meno di due mesi dal ritorno alla Casa Bianca del repubblicano. E i segnali non sono positivi
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NEW YORK - Oltre la metà degli americani ritiene che Donald Trump sia troppo allineato con la Russia, pensi troppo alle annessioni imperialiste e poco all’inflazione. L’indice di fiducia dei consumatori, intanto, è precipitato dal 64,7 di febbraio al 57,9 di marzo, un dato più deludente rispetto alle aspettative del 63,2. Secondo il Wall Street Journal, è il livello più basso dal luglio 2022 e il terzo calo consecutivo. Rispetto allo stesso periodo di un anno fa, il calo è del 27 per cento.

Il trend negativo, rilevato dal sondaggio dell’Università del Michigan, sarebbe legato alla guerra dei dazi lanciata da Trump al mondo, a cominciare da Messico, Canada, Cina e Unione Europea. Gli appelli del presidente a non pensare al prezzo delle uova, sempre più care - tema che aveva caratterizzato la sua campagna elettorale contro Joe Biden - non sono bastati a placare gli animi degli americani.

Il Paese vuole risposte concrete sui prezzi al consumo e meno sull’espansionismo, e più stabili…

NEW YORK - Oltre la metà degli americani ritiene che Donald Trump sia troppo allineato con la Russia, pensi troppo alle annessioni imperialiste e poco all’inflazione. L’indice di fiducia dei consumatori, intanto, è precipitato dal 64,7 di febbraio al 57,9 di marzo, un dato più deludente rispetto alle aspettative del 63,2. Secondo il Wall Street Journal, è il livello più basso dal luglio 2022 e il terzo calo consecutivo. Rispetto allo stesso periodo di un anno fa, il calo è del 27 per cento.

Il trend negativo, rilevato dal sondaggio dell’Università del Michigan, sarebbe legato alla guerra dei dazi lanciata da Trump al mondo, a cominciare da Messico, Canada, Cina e Unione Europea. Gli appelli del presidente a non pensare al prezzo delle uova, sempre più care - tema che aveva caratterizzato la sua campagna elettorale contro Joe Biden - non sono bastati a placare gli animi degli americani.

Il Paese vuole risposte concrete sui prezzi al consumo e meno sull’espansionismo, e più stabilità nella politica commerciale. I sondaggi negli Stati Uniti cominciano a dare la prima fotografia dello Stato del Paese a meno di due mesi dal ritorno alla Casa Bianca di Trump. I segnali sono negativi, anche se bisogna ricordare che storicamente i sondaggisti americani hanno sempre sottostimato la popolarità del tycoon, sbagliando spesso previsioni, come avvenuto alle ultime presidenziali. Ma è anche sui sondaggi che si basano gli analisti, gli investitori e si scontrano le forze politiche. Trump ha sempre dato molta importanza ai numeri, quando gli sono favorevoli. Secondo il rilevamento Reuters/Ipsos il popolo americano non appare convinto della sua idea espansionistica.

L’annessione di Panama, Groenlandia e Canada appare una priorità solo per l’uno per cento degli intervistati. Il 61 per cento, invece, vorrebbe che Trump si concentrasse di più sull’inflazione. Il 56 per cento, tra cui l’89 per cento dei Democratici e il 27 dei Repubblicani, sostiene di essere d’accordo con l’affermazione “Trump è troppo vicino a Mosca”. Il 44 per cento è favorevole ai piani del presidente di “legare il sostegno militare degli Stati Uniti all’Ucraina all’ottenimento di una quota dei minerali rari del Paese”. Il tasso di approvazione generale resta stabile al 44 per cento, una percentuale più alta di quella che Biden e lo stesso Trump, nel primo mandato, avevano avuto in media durante la loro presidenza.

Dati più negativi arrivano dal sondaggio realizzato da Siena College: in un mese l’indice di approvazione del suo lavoro da parte degli americani è crollato di otto punti rispetto a febbraio. Il calo di consensi si registra soprattutto tra i Repubblicani, passato dall’86 al 78 per cento. Popolarità in calo anche al sud, scesa dal 58 al 46 per cento. Trump non convince nei suoi sforzi di mettere fine alla guerra in Ucraina e nel fare da paciere in Medio Oriente, mentre il gradimento sale riguardo alla lotta all’immigrazione clandestina: le politiche per fermare il traffico di fentanyl, l’oppioide antidolorifico usato come droga, piacciono al 54 per cento degli intervistati.

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