Trump-Putin, dialogo a distanza: “Risparmia gli ucraini nel Kursk”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – Putin lusinga Trump, dicendosi pronto ad accettare il suo appello per risparmiare la vita ai soldati ucraini nella regione del Kursk, e il capo della Casa Bianca definisce «molto buone e produttive» le discussioni avute con il collega del Cremlino dal suo inviato speciale Steve Witkoff. «Poco fa - ha poi detto il tycoon nel pomeriggio - ho ricevuto buone notizie: il cessate il fuoco si avvicina».
Ancora una volta, quindi, il presidente americano sembra allinearsi alla narrazione di quello russo. In queste condizioni, in attesa di sapere cosa contiene il messaggio affidato da Putin a Witkoff, e quando avverrà il colloquio auspicato da entrambi i presidenti, il timore di Kiev è che Washington e Mosca facciano un accordo per la tregua e per la pace sulla sua testa, imponendole poi di accettarlo con la minaccia di bloccare ancora una volta tutti gli aiuti militari e di intelligence.
Stamattina è stato Trump ad aprire le comunicazioni, con un messaggio pubblicato sul social…
NEW YORK – Putin lusinga Trump, dicendosi pronto ad accettare il suo appello per risparmiare la vita ai soldati ucraini nella regione del Kursk, e il capo della Casa Bianca definisce «molto buone e produttive» le discussioni avute con il collega del Cremlino dal suo inviato speciale Steve Witkoff. «Poco fa - ha poi detto il tycoon nel pomeriggio - ho ricevuto buone notizie: il cessate il fuoco si avvicina».
Ancora una volta, quindi, il presidente americano sembra allinearsi alla narrazione di quello russo. In queste condizioni, in attesa di sapere cosa contiene il messaggio affidato da Putin a Witkoff, e quando avverrà il colloquio auspicato da entrambi i presidenti, il timore di Kiev è che Washington e Mosca facciano un accordo per la tregua e per la pace sulla sua testa, imponendole poi di accettarlo con la minaccia di bloccare ancora una volta tutti gli aiuti militari e di intelligence.
Stamattina è stato Trump ad aprire le comunicazioni, con un messaggio pubblicato sul social Truth: «In questo momento, migliaia di truppe ucraine sono completamente circondate dall’esercito russo, in una posizione molto difficile e vulnerabile. Ho chiesto con forza al presidente Putin che le loro vite vengano risparmiate. Questo sarebbe un massacro orribile, come non si vedeva dalla seconda guerra mondiale. Dio li benedica tutti!». Le forze armate di Kiev si sono affrettate a smentire, affermando attraverso lo Stato maggiore che «non c’è alcuna minaccia che le nostre unità vengano circondate», in particolare nella regione russa occidentale di Kursk.
La realtà però è un dettaglio spesso superfluo, nella propaganda di Mosca, che tuttavia Washington sembra sempre più disposta ad accettare. Infatti Trump, ancora su Truth, ha descritto così i colloqui del suo inviato Witkoff al Cremlino: «Abbiamo avuto delle discussioni molto buone e produttive con Vladimir Putin. Ci sono ottime possibilità che questa orribile e sanguinosa guerra possa finalmente giungere alla fine». Il capo della Casa Bianca era ancora in attesa di vedere il messaggio affidato da quello del Cremlino al suo rappresentante, ma prima ancora di sentire direttamente da lui come sono andati i colloqui, e quali sono le condizioni poste per accettare il cessate il fuoco, manifestava già un’inclinazione molto positiva nei suoi giudizi.
Putin del resto lo ha ascoltato e ne ha subito approfittato, dicendo di aver accolto il suo invito a risparmiare i soldati ucraini nel Kursk. La condizione è che si arrendano e depongano le armi, nel qual caso non saranno lasciati liberi, ma verrà loro garantita la vita e un trattamento dignitoso.
Il capo del Cremlino non si è fermato qui, aggiungendo che «la nuova amministrazione americana, guidata dal presidente Trump, sta facendo di tutto per ripristinare almeno qualcosa di ciò che è stato praticamente ridotto a zero e distrutto dalla precedente amministrazione». Nulla funziona meglio per sedurre Trump che esaltare i suoi meriti rispetto ai disastri combinati dal predecessore Biden. Perciò Putin ha affermato che «in generale la situazione nei nostri rapporti, riguardo al ripristino delle relazioni russo-americane, sembra iniziare a muoversi».
A questo punto, però, ne ha approfittato per inserire un richiamo alle sue condizioni per la pace, che includono l’annessione dei territori occupati, il no a una forza di interposizione europea, la rinuncia dell’Ucraina alla Nato, e magari elezioni che portino alla sostituzione di Zelensky: «Un processo non facile, per non dire complicato».
Di fronte a questa lista, Trump potrebbe innervosirsi perché il presidente russo allunga i tempi. Oppure potrebbe seguirlo ancora una volta, accettando le richieste del Cremlino pur di ottenere il risultato di fermare il conflitto, anche se a scapito del futuro di Kiev e della sicurezza europea.
Nel frattempo il G7 dei ministri degli Esteri riunito in Canada, dove l’italiano Tajani ha avuto un bilaterale con l’americano Marco Rubio, ha minacciato nuove sanzioni se la Russia non accetterà il cessate il fuoco. Ma non è detto che il capo della Casa Bianca ne tenga conto: al dunque potrebbe vacillare, anche se secondo un sondaggio della Reuters il 56% degli americani gli rimprovera di essere troppo vicino a Mosca.