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L’Ue valuta l’acquisto collettivo di armi

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In risposta al disimpegno di Trump Bruxelles ipotizza di effettuare spese militari comuni così come fu per i vaccini durante il covid
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BRUXELLES – Acquisti congiunti di armi, come accadde per i vaccini durante la pandemia. È la proposta contenuta nel “Libro Bianco” della difesa che la Commissione europea presenterà la prossima settimana. Sarebbe un modo per integrare l’azione dei 27 e infatti si esorta a procedere in questi termini per almeno il 35 per cento dei contratti.

Il “Libro Bianco” non è un provvedimento esecutivo e quindi questa iniziativa va trasformata in un testo legislativo, ma viene considerato un primo passo anche per risparmiare. «Su richiesta degli Stati membri – si legge - la Commissione potrebbe agire come organismo centrale di acquisto» o almeno come «facilitatore». Con l’intento di accelerare verso la Difesa Comune, nello stesso documento si invitano gli Stati Membri ad attivare entro aprile la richiesta per lo “scorporo” dal deficit delle spese militari, come previsto dal pacchetto “Rearm Europe”.

BRUXELLES – Acquisti congiunti di armi, come accadde per i vaccini durante la pandemia. È la proposta contenuta nel “Libro Bianco” della difesa che la Commissione europea presenterà la prossima settimana. Sarebbe un modo per integrare l’azione dei 27 e infatti si esorta a procedere in questi termini per almeno il 35 per cento dei contratti.

Il “Libro Bianco” non è un provvedimento esecutivo e quindi questa iniziativa va trasformata in un testo legislativo, ma viene considerato un primo passo anche per risparmiare. «Su richiesta degli Stati membri – si legge - la Commissione potrebbe agire come organismo centrale di acquisto» o almeno come «facilitatore». Con l’intento di accelerare verso la Difesa Comune, nello stesso documento si invitano gli Stati Membri ad attivare entro aprile la richiesta per lo “scorporo” dal deficit delle spese militari, come previsto dal pacchetto “Rearm Europe”.

«L’Ue – è la filosofia seguita dalla Commissione - è e rimane un progetto di pace. Deve essere in grado di proteggere i suoi cittadini, difendere i suoi interessi e i valori che rappresenta. L’Ucraina merita un continuo sostegno militare mentre si difende dalle continue aggressioni militari e per garantire che possa difendersi in futuro».

Nella stessa comunicazione, poi, si esprime una preferenza per il ”Made in Europe” in relazione agli appalti di settore. Quindi le modalità di azione dovrebbero portare a «cercare una soluzione all’interno dell’Ue; quindi negoziare con fornitori europei; infine, in assenza di una soluzione Ue, aggregare e consolidare la domanda verso aziende di paesi terzi con idee simili», quindi con alleati dal sicuro assetto democratico. Nello stesso testo si conferma l’idea di utilizzare i fondi coesione per la difesa e si ipotizza di accompagnare gli investimenti pubblici con maggiori risorse private. Anche per questo entro giugno la Commissione proporrà una normativa per la “semplificazione” in questa materia. Come ha già fatto la nato, anche l’Ue ora punta sullo spazio per incrementare la sicurezza. E chiede che l’Ucraina venga «associata al programma spaziale europeo».

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