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I dazi americani spaventano anche Musk

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Tesla ha inviato una lettera allo zar del commercio Usa Greer: “La nuova guerra commerciale può avere un impatto sproporzionato”
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NEW YORK – Trasformare la Casa Bianca in una concessionaria di auto non è bastato. La guerra dei dazi che Donald Trump ha dichiarato al mondo comincia a far soffrire una persona a lui molto vicina, l’unica a cui è permesso entrare nello Studio Ovale in giacca e t-shirt: Elon Musk. La compagnia di veicoli elettrici Tesla, di cui il miliardario sudafricano è amministratore delegato e maggiore azionista, ha inviato una inusuale lettera a Jamieson Greer, il rappresentante del Commercio Usa e falco della politica dei dazi, mettendolo sull’avviso che una guerra commerciale potrebbe avere un «impatto sproporzionato» sui loro affari e quelli di altri esportatori Usa se i Paesi stranieri risponderanno con lo stesso tono.

Il documento, rivelato dal Financial Times, è stato inviato lo stesso giorno in cui Trump aveva trasformato i giardini della Casa Bianca in uno showroom per promuovere la vendita di cinque modelli fiammanti di Tesla. Mentre Trump, con Musk al suo fianco, si faceva fotogr…

NEW YORK – Trasformare la Casa Bianca in una concessionaria di auto non è bastato. La guerra dei dazi che Donald Trump ha dichiarato al mondo comincia a far soffrire una persona a lui molto vicina, l’unica a cui è permesso entrare nello Studio Ovale in giacca e t-shirt: Elon Musk. La compagnia di veicoli elettrici Tesla, di cui il miliardario sudafricano è amministratore delegato e maggiore azionista, ha inviato una inusuale lettera a Jamieson Greer, il rappresentante del Commercio Usa e falco della politica dei dazi, mettendolo sull’avviso che una guerra commerciale potrebbe avere un «impatto sproporzionato» sui loro affari e quelli di altri esportatori Usa se i Paesi stranieri risponderanno con lo stesso tono.

Il documento, rivelato dal Financial Times, è stato inviato lo stesso giorno in cui Trump aveva trasformato i giardini della Casa Bianca in uno showroom per promuovere la vendita di cinque modelli fiammanti di Tesla. Mentre Trump, con Musk al suo fianco, si faceva fotografare al volante di una Model-S di colore rosso da novantamila dollari, dalla compagnia hanno spedito la lettera, una iniziativa che fotografa la paura degli azionisti Tesla: i contro-dazi minacciati dai Paesi colpiti da Trump potrebbero spingere i prezzi e indebolire la competitività della corporation americana. Canada, Cina e Unione europea hanno annunciato infatti nuove misure in risposta a quelle imposte dal tycoon. L’allarme arriva dopo giorni in cui Musk ha elogiato il presidente per le tariffe e si è mostrato euforico accanto a lui in più di un’occasione.

Non è chiaro chi abbia scritto la lettera né se il miliardario ne fosse a conoscenza, anche se appare improbabile che il maggiore azionista non lo sapesse. Sebbene alcuni sostengano che l’allineamento di Musk alle politiche di Trump, e il suo appoggio ai movimenti dell’ultradestra in America e in Europa, stiano danneggiando il marchio, gli analisti ritengono che il calo registrato a Wall Street sia più legato alle preoccupazioni del mercato azionario sulla capacità di Tesla di mantenere il passo nella vendita di auto. Intanto l’azienda è stata accusata dai sindacati in Germania di aver trattenuto in via preventiva gli stipendi dei dipendenti malati, a cui avrebbe chiesto di rivelare le diagnosi. Nella lettera a Greer, la corporation ha spiegato che punterà a modificare la propria catena di approvvigionamento di batterie e componenti per trovare fornitori locali e ridurre la dipendenza dai mercati esteri. «Tuttavia - avverte - anche con una forte localizzazione della catena, alcune parti sono difficili o impossibili da reperire negli Stati Uniti». Importarli dall’estero, con le nuove tariffe, farà schizzare i costi di produzione, rischiando di mettere i modelli Tesla, già molto costosi, fuori mercato. «Le azioni commerciali» adottate da Trump, ricorda la lettera, «hanno provocato reazioni immediate da parte dei Paesi presi di mira, tra cui l’aumento dei dazi sui veicoli elettrici importati in quei Paesi». Tesla, già in crollo di popolarità in Europa, teme di entrare in un periodo ancora più nero.

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