TEL AVIV – Il vice Califfo è morto. Il numero due dell’Isis, Abdallah Makki Muslih al-Rifai, più noto col nome Abu Khadijah, responsabile delle operazioni all’estero, è stato ucciso in Iraq in un raid aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti. “Era uno dei terroristi più pericolosi al mondo”, affermano le autorità irachene. Il presidente americano Donald Trump su Truth lo definisce “leader dell’Isis”, e scrive: “I nostri intrepidi soldati gli hanno dato la caccia senza tregua. In coordinamento col governo iracheno e con il governo regionale curdo, è stata stroncata la sua vita miserabile”.
L’operazione è avvenuta il 13 marzo nella provincia irachena di Anbar. I razzi che hanno centrato il veicolo su cui viaggiava Abu Khadijah hanno fatto fuori anche un altro jihadista dello Stato Islamico. I due - stando al report del Centcom, il comando americano - indossavano giubbotti esplosivi e avevano armi a bordo, come hanno potuto appurare i militari che in seguito hanno raggiunto il luogo del raid. E che quel corpo sia proprio di Abu Khadijah è stato confermato dal confronto del dna con un reperto biologico recuperato dopo un altro attacco a cui il vice Califfo era scampato.
L’intelligence e l’antiterrorismo seguivano le sue tracce da quattro mesi, sapevano che si spostava a bordo di una Kia, quasi sempre accompagnato da una delle tre mogli e dal suo braccio destro, Abu Nabil al-Hindi. Il generale americano Michael Kurilla, a capo del Centcom, descrive Abu Khadijah come “uno dei più importanti membri dell’organizzazione terroristica”.
Nato nel 1991, si era unito ad al Qaeda nel 2009, nel 2011 venne arrestato e rinchiuso nella prigione di Tasfirat, a Mosul. Da cui però è riuscito ad evadere. Nel 2014, quando lo Stato islamico conquista il governatorato di Salah al-Din a nord di Baghdad, Abu Khadijah cominciò la sua scalata ai vertici dell’organizzazione fino a diventare il capo della sicurezza di Kirkuk col titolo di emiro. La sua influenza è cresciuta ulteriormente quando gli è stata affidata la responsabilità delle operazioni, della logistica e della pianificazione a livello globale dell’Isis, oltre che alla gestione di una parte delle risorse finanziarie del gruppo.
Nell’ultimo periodo si era fatta concreta l’ipotesi che potesse prendere il posto dell’attuale Califfo, il misterioso Abu Hafs al-Hashimi al-Quraishi, quarto membro del clan Quraishi ad assumere quel titolo: gli altri tre sono stati uccisi nel biennio 2022-2023. Durante il primo mandato di Trump, esattamente il 27 ottobre 2019, era stato eliminato il primo e più famoso dei Califfi dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi. Nonostante l’Iraq abbia dichiarato nel 2017 la sconfitta dello Stato Islamico, diverse cellule del gruppo sono rimaste attive e pericolose sia in territorio iracheno sia in Siria.